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  1. Alfredo Rispondi
    Se è per questo non possiamo permetterci di aggiungere alle vittime dirette del coronavirus anche il disagio di quei padri separati costretti ad abbandonare la propria casa, a stare lontano dai figli, a pagarsi l'affitto, financo a vivere nelle automobili
  2. emilio Rispondi
    La violenza non è mai un fatto positivo e ritengo che per contrastare la violenza i telefoni delle strutture di supporto non offrano davvero un gran sollievo a medio lungo termine. In ogni caso ci vorrebbe invece oltre al calo delle richieste di supporto una indagine che riveli se le violenze sono aumentate (chiamate alle forze dell'ordine come cita l'articolo di vicini e altri e non mi sembra i dati confermino tali ipotesi). Forse in questo momento di forte incertezza tutti violenti e coloro che li subiscono sono più concentrati su altri aspetti e come dicono alcuni psicologi si distraggono dalla violenza… Poi aggiungerei per parità di genere che nessuno parla di un'altra forma di violenza che subiscono i padri nel momento in cui questa crisi è una ulteriore scusa per allontanare i padri dai figli che sono stati "collocati" (vocabolo giuridico che serve ad aggirare la norma dell'affido condiviso) presso le madri. E' una forma di violenza molto più subdola e forse molto più ampiamente praticata soprattutto in classi più abbienti di quelle in cui si annida la violenza domestica sulle donne e su cui da sempre i magistrati e in generale la legge non fa altro che girarsi dall'altra parte se non addirittura giustificarla….