logo


Rispondi a bob Annulla risposta

1500

  1. Enrico Motta Rispondi
    Nell'articolo si propone come soluzione della necessità di lavoratori nei settori essenziali, la regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Ne propongo un'altra di soluzione, non contrapposta ma complementare, cioè l'avvio dei numerosi disoccupati e sottoccupati italiani a questi lavori oggi svolti in buona parte da immigrati. Oltre al risultato di dare un reddito ai disoccupati, si invertirebbe la tendenza a dividere la società in due: gli immigrati che lavorano, e gli italiani che campano di sussidi vari e pensioni. Contrastare quindi la "società signorile di massa", come la chiama Luca Ricolfi, di cui uno dei pilastri è il lavoro paraschiavistico degli immigrati. A che scopo poi? Per comprare le arance a un euro al chilo? Meglio pagarle un euro e mezzo, ma dare un lavoro dignitoso a chi le raccoglie.
  2. Giacomo Rispondi
    Vedo il rischio di promuovere agende politiche che c'entrano poco con la scusa del Coronavirus. Il problema è il nero e lo sfruttamento, regolarizzando gli stranieri essi verranno comunque sfruttati e continueranno a lavorare in nero per un tozzo di pane. E non capisco che cosa c'entrino i Rumeni che, essendo comunitari, possono già legittimamente risiedere e lavorare in Italia.
  3. Fabrizio Bercelli Rispondi
    Mi sembra fuorviante dire a commento della tabella 1 "Appare chiaro, dunque, che alcuni settori cruciali della nostra economia sarebbero oggi paralizzati senza la forza lavoro straniera". Ciò discende dai dati della tabella 1 solo combinandoli coi dati generali sulla forza lavoro immigrata: in particolare, presenza degli immigrati (M) nei settori essenziali = 13,9 x 47,3 = 6,6 %. Presenza importante certamente, ma tale da paralizzare qualche settore solo se si concentrasse lì, e questo non viene mostrato. Se non ho capito male.
  4. bob Rispondi
    Edilizia, agricoltura, ristorazione, assistenza anziani. Cioè i comparti dove l’italiano dovrà tornare. L’elevato numero di abbandoni scolastici, il minor numero di diplomati e laureati, le percentuali di analfabetismo da paura non ci consentiranno di fare altre cose
  5. Bruno Perin Rispondi
    Oltre al fabbisogno di manodopera nella fase di ripresa economica e al sacrosanto diritto di eguaglianza sociale e politica, regolarizzare 600.000 irregolari senza permesso di soggiorno è anche una necessità sanitaria. La paura di emergere li porterà inevitabilmente a nascondere sintomatologie C19 per non perdere il poco lavoro che hanno, non potranno rivolgersi a strutture sanitarie se non per il pronto soccorso. Ecco perchè occorrerebbe una sanatoria generalizzata che permetta loro e ai loro datori di lavoro di regolarizzarsi. Si calcola che solo alla fine di gennaio siano rientrati in Romania 100.000 rumeni, in prevalenza lavoratrici domestiche. Quando rientreremo al lavoro non troveremo domestici disponibili se non attraverso il lavoro nero. Questo avvenne nel 2012 con un Governo di centrodestra, non riesco a comprendere perchè, con un governo progressista non si possa fare meglio.
    • Mauro Cappuzzo Rispondi
      Ma secondo Lei, dopo aver regolarizzato 600.000 stranieri arrivati illegalmente in Italia, in barba a tutte le norme Italiane e internazionali, quanti altri ne arriveranno? Centinaia di migliaia? Milioni? Gli accoglieremo tutti? Forse ci vorrebbe un po’ di buon senso, che non è né di destra né di sinistra.
  6. Marcomassimo Rispondi
    Il nero è una colonna portante dell'economia italiana, soprattutto al sud; lo è per gli italiani prima che per gli stranieri; questo crea naturalmente delle sacche di sottoccupazione e di sfruttamento che sono semplicemente la norma diffusa di fatto; ovvio che gli stranieri siano più facilmente ricattabili dallo loro condizioni oggettive; lo sfruttamento italiano può essere comunque più appetibile e sopportabile di quello nel paese di origine; e qualche centinaia di euro che qui sono la povertà, in altri paesi possono essere un patrimonio; è la feroce concorrenza al ribasso tipica di certe forme distorte di capitalismo
  7. Cantoretoscano Rispondi
    Gentili autori: Contesto il ragionamento secondo cui se diamo uguali diritti a lavoratori stranieri ed italiani si cancella il sommerso, è un errore perchè non c'è nessun diritto che i lavoratori immigrati regolari non abbiano rispetto ai lavoratori italiani. Regolarizzare quelli che lavorano nel sommerso farebbe si che il sommerso andrebbe a cercare altre fasce deboli da sfruttare, presumibilmente altri immigrati. Quello che è necessario fare non è regolarizzare ma combattere seriamente tutto il mondo del lavoro sommerso, attualmente si fa solo a parole, che è terreno di coltura per mafie di tutte le nazionalità e sfruttamento delle persone.