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  1. paolo Rispondi
    Se si parla di current account imbalances , rebates sui versamenti comunitari, fiscal dumping e paradisi fiscali interni alla Ue, social dumping, banche tossiche e salvataggi bancari pre-bail-in, non si può poi dire che l'Unione monetaria è rimasta incompiuta e malfatta . Malfatta, per chi ?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Rimane l’equivoco circa la natura dello strumento proposto, evidente nella frase sulla sovranità, nella confusione fra bond e fund, nella condizionalità. Se sono titoli da emettere sul mercato, ci sarà un emittente, diciamo n emissioni di n stati con garanzia solidale, quindi fungibili se i “terms & conditions" sono scritti bene. Non si capisce come si possano imporre condizioni sull'impiego nei singoli stati; ognuno spenderà come meglio crederà. Se invece si volessero imporre condizioni e controlli sulla spesa dei fondi raccolti collettivamente, allora la struttura sarebbe un fondo, non emesso sul mercato, ma sottoscritto dagli stati partecipanti. Il fondo potrebbe in teoria emettere obbligazioni (fare leva sul capitale versato), in più tranche, non distinguibili fra stati. Organi del fondo, rappresentanti degli stati-soci e dell'UE, deciderebbero l'allocazione delle liquidità secondo una certa chiave ai singoli paesi e monitorerebbero l'impiego. A Bruxelles si discute di Recovery (non Corona) fund (non bond). Un fondo UE può essere uno strumento separato come il MES (19) o una voce del bilancio UE (27) come il SURE. Il bilancio serve a finanziare le politiche europee (fra cui non figura la sanità) gestite secondo regole di governance articolate, in particolare la maggioranza qualificata, che escludono la discrezionalità dei singoli stati. Gli importi sono decisi all'unanimità in Consiglio. Si discute attualmente se aumentare il progetto di budget da 1.135 miliardi a 1.600.
  3. Paolo Sbattella Rispondi
    L'impressione è che l' Italia sui tavoli del negoziato in Europa, anche per gli eurobond ma non solo, non abbia le persone che per esperienza, competenza e carisma siano in grado di tutelare e rappresentare gli interessi della nazione e degli Italiani. Abbiamo bisogno di statisti, e lo sguardo va purtroppo indietro alla figura di Alcide De Gasperi che seppe sostenere l'Italia sconfitta nel difficilissimo periodo del dopoguerra, e mostrare all' UE una posizione chiara ed una compattezza che ora e senza rinvii, salvaguardi gli interessi degli Italiani e del nostro sistema socio-economico. Troppe volte negli anni è sembrato il contrario ed è ora di cambiare direzione. Non abbiamo bisogno di un'Europa che non tutela gli Stati membri,soprattutto in un momento di emergenza straordinaria.
  4. pino Rispondi
    Ma: alcuni Paesi potrebbero avere meno bisogno di fondi da spendere, ma sarebbero obbligati ugualmente a indebitarsi in base al parametro degli adulti residenti. non sarebbe meglio allora se ciascuno si indebitasse per la quota che ritiene necessaria? sempre con la garanzia europea da voi proposta? Inoltre, i bond potrebbero essere acquistati direttamente dalla BCE. Ciò equivarrebbe a una immissione di denaro nel sistema. quali problemi comporterebbe? Non sarebbe un modo per distribuire fra tutti i costi dell'emergenza?
  5. Alberto Chilosi Rispondi
    " Bei, che ha un capitale versato dai paesi membri, si finanzia regolarmente e senza nessun problema sui mercati internazionali (i suoi bond sono ampiamente detenuti dalla Bce), è una delle più solide e longeve banche multilaterali del mondo, finanzia progetti nazionali per decine e decine di miliardi ogni anno." Ma allora gli Eurobond già esistono, sono quello della BEI. Non si potrebbe semplicemente potenziarli ricapitalizzando la BEI in modo che possa raccogliere e gestire i finanziamenti richiesti senza diminuire il proprio rating? E adeguando le sue strutture ai nuovi compiti? Se l' obbiettivo è quello di riparare i danni sanitari ed economici del virus questi sono di diversa rilevanza nei vari paesi e un meccanismo di ripartizione automatico dei proventi non sembra appropriato. Meglio gli interventi mirati della BEI.