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  1. bruno busi Rispondi
    buonasera, leggo i dati provenienti dall'ista che avete ben rappresentato, ma faccio un piccolo appunto, dato che per 40 anni mi sono occupato di contabilità aziendale, ho sempre detto "che i conti si fanno alla fine" perciò mi chiedo: visto quello che ci dice la protezione civile ove la mortalità dovuta a covid 19 avviene principalmente in persone in età molto avanzata magari già ricoverati o in RSA secondo me, per tirare le somme e capire quanto effettivamente ha pesato questo virus, bisogna aspettare il dato complessivo del 2020 e raffrontarlo con gli anni precedenti. Questo perché i decessi avvenuti in questi primi mesi del 2020 forse hanno solo anticipato di qualche mese una già imminente dipartita. So che questo discorso è brutale, ma statisticamente parlando questo è
    • Matteo Rispondi
      Mi scusi, ma lei ha mai sentito parlare di calcoli intermedi e soprattutto di statistica inferenziale? Qui i calcoli sono infatti parziali rispetto a quelli annuali e prendendo in considerazione soprattutto le regioni più colpite da questo virus, calcolando cioè i morti dei primi 3 mesi del 2020, proprio perché per ora questi sono i dati a nostra disposizione. Così come lei stesso può vedere, soprattutto nell'ultimo mese preso in considerazione, in quelle stesse zone c'è stato un aumento quasi del doppio rispetto allo stesso lasso di tempo degli ultimi 6 anni (sia confrontandolo con la stessa fascia temporale dei singoli anni, sia con la media aritmetica degli stessi). Con un dato così importante (+93%!!), mi pare pressoché evidente che ci sia qualcosa che abbia inciso pesantemente in tal senso, visto che negli scorsi 5 anni l'andamento della mortalità in quelle stesse zone ha sempre oscillato stabilmente introno a 10 mila vittime. Certo, a fine anno si tireranno le somme in maniera più precisa, ma rimane il fatto che a parte gli "anziani con un piede già nella fossa", il numero di decessi finora provocato direttamente o indirettamente dal coronavirus, nelle aree più colpite, è davvero drammatico.
  2. onofrio mondelli Rispondi
    Considerando la particolare situazione attuale, l'Istat farebbe cosa buona ad elaborare i dati di tutto il territorio nazionale, elaborando i dati degli uffici anagrafici di tutti gli 8mila comuni italiani e riportandoli per province e regione. Così si farebbe veramente cosa utile!
  3. Stefano Marchetti Rispondi
    In questo articolo sembra che i dati forniti da Istat e quelli forniti dal MinSal siano in concorrenza. In ogni caso specifico che non è così, entrambi gli Enti, in un contesto completamente nuovo ed emergenziale, stanno cercando di fotografare il fenomeno sulla base delle diverse potenzialità e delle diverse esigenze conoscitive. Il MinSal, nell'ambito della sorveglianza sanitaria, utilizza i dati sui contagiati rilevati e confermati tramite tampone, Istat, nell'ambito della Statistica ufficiale, avendo ottenuto dati parziali e sporchi dovendo scegliere, ha puntato l'attenzione su una delle esigenze conoscitive più impellenti nel Paese, quante persone stanno morendo nelle aree più colpite? Non si tratta quindi di un campione statistico ed ogni inferenza ha tantissimi limiti. Ma questi dati permettono di avere informazioni migliori di quelle ottenibili dalla letture dei necrologi sui giornali locali. Le due fonti vanno pertanto viste congiuntamente e non in contrapposizione. Anche perché ciascuna di esse copre una parte di popolazione che l'altra non ha ancora potuto intercettare. Infine, mi permetto un consiglio per misurare l'effetto dovuto al selezionare in quel modo i Comuni: si applichi lo stesso criterio con cui l'Istat ha selezionato i Comuni del 2020 al 2018 e lo si confronti anch'esso con il 2019. La variazione trovata potrebbe essere detratta da quel quasi 100% di aumento riscontrato nella selezione effettuata dall'Istat, meglio di un sottocampione su 1084 Comuni
  4. toninoc Rispondi
    Da buoni Italiani facciamo sempre riferimento agli uffici UCCS (Ufficio Complicazioni Cose Semplici). Penso che le statistiche nazionali non possano essere fatte attendibilmente oggi, perché ci sono troppe variabili sia territoriali che temporali, molte delle quali non ancora conosciute. Se si analizzano i mesi di febbraio e marzo (che sono l’apice dell’epidemia nel nord Italia) di città singole (per es. Bergamo, Brescia e Piacenza)delle quali sono noti sia i decessi del 2019 sia quelli del 2020 il calcolo è più semplice e con minore margine di errore. Al centro Italia ed al sud, l’epidemia si sta evolvendo con ritaro rispetto al nord ed i dati sono comunque falsati dalla fuga in massa verso sud avvenuta nei giorni precedenti le limitazioni di movimento. Un dato è certamente sconcertante ed è la grandissima differenza fra i decessi ufficiali per coronavirus 19 e i decessi totali registrati agli uffici anagrafici dei comuni. Quei dati sono pubblici e non dovrebbero esserci difficoltà, per gli addetti ai lavori, ad essere verificati. Se nel periodo considerato nel 2019 in un dato luogo ci sono stati 100 decessi e nello stesso periodo del 2020 ce ne sono stati 200, per me significa che il coronavirus ne ha fatto morire 100 più dello scorso anno dei quali una parte è stata registrata “causa covid19” ed una seconda parte per altre cause in quanto i decessi sono avvenuti nelle abitazioni private o nelle Case di riposo per anziani.
  5. Marco D'Egidio Rispondi
    Grazie per l'ottima analisi. Mi permetto solo una osservazione: i comuni del campione Istat sono 1.084 per una popolazione totale di 12 milioni di persone (soprattutto al Nord e in particolare in Lombardia). E' vero che i 7.000 comuni italiani esclusi dal campione hanno dati di mortalità bassi o comunque allineati agli anni scorsi, però rappresentano anche l'80% della popolazione italiana. Sono per questo convinto che i dati del campione Istat vadano moltiplicati per 5 (dopo opportuna correzione per eliminare la bias territoriale per quanto possibile), al fine di avere una stima sull'Italia intera. A suggerirlo è anche il dato medio degli anni scorsi: in un mese di fine inverno (non di picco della mortalità), abbiamo sempre registrato 10.500 morti circa, in quei mille comuni Istat. Ma in Italia ogni anno muoiono circa 650 mila persone. Ciò significa che non basta moltiplicare 10.500 per 12 (mesi dell'anno), ma dobbiamo anche moltiplicare per 5 per arrivare al dato nazionale, proprio perché il campione Istat ingloba il 20% della popolazione italiana. Se questo è vero, anche lo scarto di 6.000 decessi in più nel 2020 rispetto agli anni scorsi va moltiplicato per 5 e poi raffrontato con i morti ufficiali Covid. La sottostima dei decessi Covid diverrebbe quindi importante.
  6. Federico Ricci Tersenghi Rispondi
    Vorrei farvi notare che i dati messi a disposizione dall'Istat includono anche comuni con variazioni negative o inferiori al 20%. Quindi il contenuto di questo articolo non è del tutto corretto. Urge comunque una migliore nota esplicativa dei dati da parte dell'Istat.
  7. Fabrizio Fabi Rispondi
    La pensata ISTATdi diffondere dati per i comuni con mortalità solo superiore al 20% è un po' cervellotica, ma dovrebbe essere facilmente migliorabile, divulgandoli tutti. Immagino che quelli siano i comuni che l'ISTAT ha segnalato al Min.Salute, nelle settimane passte, per evidenziare i sospetti "focolai" Comunque, la sottostima nei dati del Min.Salute resta evidente. Invece, la stima ministerile delle variazioni giornaliere (cosiddetta "tendenza"), essendo effettuata su dati omogenei, dovrebbe essere suppergiù corretta, come confermato dalla figura 2
    • Domenica Beltrammi Rispondi
      L'istat nella sua Nota (https://www.istat.it/it/files//2020/03/Decessi_2020_Nota.pdf) non parla né di campione né di stime. I dati sono decessi effettivi risultanti dalle cancellazioni anagrafiche per morte. Purtroppo, sono decessi realmente avvenuti e non è specificata la causa...
      • Enrico Rettore Rispondi
        'In questa prima diffusione dei dati tempestivi di mortalità di fonte ANPR l’Istat ha scelto di concentrare l’attenzione sui comuni con *almeno dieci decessi da gennaio al 21 marzo 2020* che hanno fatto registrare un *aumento dei morti superiore al 20 percento nei primi 21 giorni di marzo 2020*, rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019' (p. 2 della Nota Esplicativa, asterischi miei). Sono 1084 comuni dei 5866 dell'ANPR.
  8. Giampiero Lupatelli Rispondi
    Le argomentazioni proposte non mi pare tengano in nessun conto il fatto che il fenomeno di cui stiamo parlando ha una distribuzione rispetto all'universo dei comuni italiani (e del loro sottoinsieme trattato dalla Anagrafe) tutt'altro che casuale. L'impatto della pandemia nel nostro Paese è stata molto caratterizzata geograficamente e quei territori sono naturalmente molto rappresentati in quel campione mentre non ravviso la ragione di correggere il risultato di quel campione con riferimenti ad un insieme di comuni molto diversamente aggredito dalla pandemia.
  9. Francesco Rossi Rispondi
    Buon Pomeriggio, la sua analisi è molto interessante. Nel "campione ristretto" (tabella 1, riga 3) la mortalità totale rilevata ( (2-3 migliaia vs decine di migliaia) e la sua variazione rispetto all'anno precedente sono molto basse. Potrebbe essere dovuto al fatto che si è considerato un intervallo di 7 settimane, retstringendo così il numero di comuni che hanno registrato una variazione del 20% della mortalità per così tanto tempo? cosa accadrebbe se ci limitassimo a considerare 4 settimane per il campione ristretto? avremmo una mortalità "base" dell'ordine di grandezza delle altre righe? cordiali saluti, Francesco Rossi
  10. Henri Schmit Rispondi
    Ottima messa a punto. Grazie!
  11. Andrea Baldassarri Rispondi
    P. S. Le propongo un test : prenda i valori di un anno precedente, sottragga il valore medio per ogni settimana e aggiunga il valore della protezione civile delle settimane corrispondente. Dovrebbe avere così un insieme "sintetico" compatibile con i dati della protezione civile e con le fluttuazioni tipiche dei decessi degli anni precedenti. Ora ripeta il campionamento selettivo simile a quello offerto dall'INPS e veda se riesce ad ottenere un valore doppio rispetto ai valori della protezione civile.
  12. Andrea Baldassarri Rispondi
    Il confronto non mi sembra corretto. Nella sua analisi lei considera un campione selezionato rispetto ad un valore (il valore medio degli anni precedenti) molto vicino al valore medio dell'insieme dei valori da cui seleziona (i valori delle settimane precedenti l'epidemia). Dunque lei sta eliminando più della metà dei comuni. Questo non è necessariamente vero (anzi dubito lo sia) per le settimane dell'epidemia. Durante quelle settimane la media degli anni precedenti è sicuramente inferiore al valore medio su tutti i comuni nelle stesse settimane. Dunque il campionamento tralascia un numero meno consistente di comuni. Giusto?
    • Marisa Calvaggio Rispondi
      Stessa cosa fatta dall'ISTAT, come indicato in vari commenti precedente, si è preso un valore di 20% di aumento rispetto alla media, non considerando l'intero database di dati di tutti i comuni..mentre ne ha forniti circa 5000, per l'analisi l'ISTAT ne ha considerati solamente 1000.