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  1. Gustavo De Pas Rispondi
    Nell’ultimo “Monthly Outlook” pubblicato dall’Ufficio Studi dell’ABI si legge che i depositi della clientela residente - rappresentati da conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito - ammontavano a fine febbraio 2020 ad oltre 1.800 miliardi di euro. Dallo stesso report si apprende, inoltre, che il tasso medio riconosciuto alla clientela su tali depositi è pari ad un misero 0,37% che, al netto delle imposte, si riduce ad un miserrimo 0,27% circa. Perché, mi domando da semplice cittadino, il nostro Paese, anziché andare affannosamente alla ricerca di improbabili aiuti dall’esterno, non cerchi invece, e con l’urgenza del caso, di fare innanzitutto leva sulle ingenti, direi ingentissime, risorse interne rappresentate dalle disponibilità liquide detenute dagli stessi italiani. Volendo semplificare al massimo si tratterebbe, in ultima istanza, di trasformare forzosamente una parte di quei 1.800 miliardi (il 5%, il 10%, il 20% o altra percentuale?) in un prestito irredimibile avente le seguenti caratteristiche: • tasso variabile indicizzato ai Bot semestrali con uno spread interessante; • cedola semestrale esente da imposte presenti e future; • obbligazioni liberamente negoziabili sui mercati ufficiali; • eventuale assistenza di una opzione call esercitabile dal Tesoro in qualsiasi momento trascorsi almeno sei anni dalla data di emissione. Mi rendo conto che molti miei concittadini non ne sarebbero propriamente entusiasti; d’altro canto, quelle obbligazioni esentasse renderebbero molto più del parcheggio su un conto o su un certificato. Senza contare che l’alternativa più probabile, a mio giudizio, sembra essere quella di una robusta patrimoniale a fine anno Infine, se è vero che siamo in guerra, come ha detto anche Mario Draghi, bé, allora: “à la guerre comme à la guerre”.
  2. angelo Rispondi
    Visto che la Germania non ci sente, perchè i paesi del sud Europa non se li stampano da soli?
    • Francesco Rispondi
      A occhio, perché un debito collocato da un debitore che ha debiti pregressi pari a zero e un'economia ampia (l'Unione Europea) è più appetibile, ossia richiesto, di un debito collocato da paesi già oberati dai debiti, che in passato hanno anche rischiato di non restituirli (Grecia 2011) e con dimensioni economiche ridotte. Questo si tradurrebbe in una richiesta di interessi molto più elevata, che significherebbe una spesa per rimborsi molto più alta (lei a chi presterebbe i suoi soldi? A un suo parente già pieno di debiti e con uno stipendio basso o a un altro che non ha un euro di debiti e uno stipendio da favola?)
  3. Nicola Andrea CIsbani Rispondi
    Quindi la BCE agirebbe come soggetto economico irrazionale acquistando ad identiche condizioni Buoni italiani e buoni tedeschi quando il rating tedesco è di gran lunga migliore a quello italiano.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Vorrei precisare che, a ben vedere, non è nemmeno l’ingente debito il problema più grave, ma l’assenza di politica fiscale coerente e costante, convergente con quelle degli altri paesi dell’eurozona e in grado di ridurre il debito nel tempo. Per riuscire in questo servirebbero delle persone capaci e un governo autorevole non supermaggioritario arrogante che salta alla prima difficoltà, ma di consenso ragionato ciò che presuppone un un dibattito pubblico (includente politici, media, esperti) serio, veritiero e controllato (obiettivo qualitativo sempre perfettibile) invece di litigi strumentali di pura conquista del potere e slogan vuoti spesso in gergo inglese che nascondono solo il vuoto di idee e l’incapacità di formulare soluzioni valide e credibili.
  5. Adriano Rispondi
    I paesi che vogliono gli eurobond sono nient'altro che parassiti. L'Italia DEVE pagare i propri debiti ! I paesi del Nord NON devono garantire per i debiti dei solliti mediterranei inefficienti. Sono 10 anni che la BCE compra titoli italiani facendo risparmiare una montagna di milirdi di interessi a questo vergognoso paese!
    • Federico Leva Rispondi
      Complimenti per la persuasiva argomentazione. Segnalo uno studio che può essere utile a illustrare perché è un problema per tutti se i Bund sono gli unici titoli sicuri disponibili: "How could a common safe asset contribute to financial stability and financial integration in the banking union?" https://www.ecb.europa.eu/pub/fie/article/html/ecb.fieart202003_02~2b34819f75.en.html
  6. Italo Vezzari Rispondi
    Ho letto i vari commenti al vostro articolo, commenti che si focalizzano sugli aspetti tecnico-economici della vostra ragionata proposta. Personalmente vorrei andare un pò più a monte. L'Unione Europea, per quanto ne avevo capito, era intesa dai nostri "padri" come l'integrazione graduale dei principali paesi Europei in modo da superare individualismi, egoismi, nazionalismi, che avevano portato a 2 disastrose guerre. Questo è avvenuto molto parzialmente perché gli Stati erano e sono molto restii a delegare il proprio potere ed autonomia all'Unione. L'accorpare ulteriori Stati senza "consolidare" ha reso questo ancora più complesso e lento se non bloccato il percorso. Infatti i cittadini Europei negli ultimi anni sono sempre più scettici nei confronti dell'Unione, ne vedono i difetti e poco i pregi. In questo momento penso che siamo giunti ad un punto in cui o si prosegue il percorso con tutto quel che ne consegue o si va allo sfascio, per carità non immediato (forse), dell'Unione Europea. Spero di essere smentito dai fatti.
  7. pino Rispondi
    ma, obbligazioni permanenti al tasso dello 0,5 acquistate direttamente dalla BCE sembra un eufemismo per: stampare nuova moneta. Cosa che mi sembra molto buona. Perché non chiamarla col suo nome? E poi: chi pagherà alla BCE l'interesse dello 0,5 se non la stessa BCE?
  8. Stefano Andreoli Rispondi
    La questione centrale è la seguente: cosa dovrebbe convincere i famosi "paesi del Nord", o più in generale i paesi con un rating migliore del nostro e con minore necessità di indebitarsi, a farsi garanti del nostro debito pubblico ? Mi piacerebbe che gli autori spiegassero bene le loro idee sul punto.
    • toninoc Rispondi
      Forse, se avessimo politici all'altezza della situazione potremo recuperare un po' di credibilità agli occhi dei partner europei. Questo però implica che gli elettori dovrebbero dare il consenso a persone capaci, che abbiano dato dimostrazione nella loro vita di essre capaci di amministrare con onestà e per il bene comune. Invece noi Italiani andiamo a votare l'amico dell'amico che può favorirci in qualche modo, con condoni, non certo perchè è capace. Lo dimostra il grandissimo debito pubblico fatto crescere costantemente negli ultimi 40 anni nonostante i continui tagli ai servizi e le continue cosidette spending reviù. Quel debito ci opprime e ci impedisce di recuperare la fiducia degli investitori internazionali che ci vedono come spendaccioni e di conseguenza non comprano i nostri titoli se non a costi molto più elevati dei nostri concorrenti. A noi elettori Italiani, almeno ad una larga parte, non è mai piaciuto pagare le tasse e finchè qulcuno non ci obbliga TUTTI a farlo, per finanziare i nostri servizi, coninueremo a far debito finchè i creditori non ci daranno più un soldo e l'Italia andra' a ramengo. Se si aggiunge che spesso mandiamo a quel paese quelli che dovrebbero darci una mano, come possiamo sperare che ci concedano ulteriore credito mettendo a rischio le loro risorse? Questa epidemia è arrivata come un fulmine a ciel sereno e ci metterà a dura prova sotto l'aspetto economico per diverse generazioni perchè nessuno vorrà garantire il nostro insostenibile debito
    • bob Rispondi
      Questo: credo che in mezzo al guado ci sia soprattutto la Germania che per l'ennesima volta dopo tante battaglie ha perso anche questa 3° guerra mondiale. Qualunque sia la decisione il vero volto di questi signori è venuto fuori. La comunità mondiale ( attenzione comunità e non Stati) memore di una Storia fin troppo recente fatta di atrocità mai commesse dal genere umano non credo che dimentichi. La stessa comunità, nonostante avesse avuto la benevolenza nel dopoguerra di non infierire con egoismo e vendetta sui vinti Tedeschi, viene ripagata con l' attuale atteggiamento dai figli e dagli eredi dei criminali di allora. E' il caso di dire " il lupo perde il pelo ma non il vizio" . Ma la Storia, che è fatta spesso di corsi e ricorsi, è anche fatta di scenari nuovi, spesso imprevisti e spiazzanti. Quindi più che l' Europa in mezzo al guado direi che la Germania è presa nel mezzo di scenari nuovi, pericolosi soprattutto per Lei stessa.
  9. Roberto Rispondi
    Tutte le proposte che leggo in questi giorni si concludono con la solita frase: "se la crisi non viene ben gestita il progetto europeo finisce". Questa è una mera falsità, l'UE e l'euro non finiranno mai perchè nessuno degli stati appartenenti vuole uscire dall'Europa per una serie infinita di vantaggi finanziari, economici e geopolitici. Quindi sarebbe bene dire che l'unica nazione che rischia di saltare da questa situazione è l'Italia se non si deciderà ad attuare quelle riforme che tutte le istituzioni internazionali ci chiedono da oltre un decennio.
  10. Gianpaolo Rosani Rispondi
    L'appoggio politico (UE) all'indiscutibile forza della proposta Covid-bond può avvenire solo se chi ha già il fardello di pesante debito pubblico (chi?), sedendosi al tavolo, é in grado di essere creduto su questo punto: i vecchi debiti se li paga chi li ha fatti e li ha ancora in carico, per i nuovi debiti discutiamo sulla loro emissione e sulle prelazioni in caso di default. Chissà se qualcuno troverá la nuova frase magica "whatever it .. happens" in grado di convincere tutti
  11. Guido Gennaccari Rispondi
    Draghi ha lanciato un messaggio subliminale per una MMT di momentanea copertura dei costi sociali ed economici, provocati dalla pandemia, sostenuti dal settore produttivo privato. SuperMario con il concetto di “aumentare debiti pubblici per assorbire e cancellare quelli privati” , implicitamente intendeva far capire che la Bce debba farsi carico dei "costi sociali ed economici" del settore privato, soprattutto pmi e p IVA, pagando direttamente con nuova moneta le spese comunque sostenute nel periodo di inattività, così non si creerebbe nuovo debito pubblico e arriverebbero i soldi all'economia reale e non ai mercati finanziari (come successo con i QE). Lo Stato, nel periodo di emergenza, deve pagare gli stipendi pubblici ma non tassare i privati che riescono a fatturare qualcosa in Smart working. Così si eviterebbero follie quali Borse chiuse e patrimoniali. Altra liquidità non serve a nulla, neppure a comprare tempo questa volta. Draghi aspetta le critiche alla proposta di aumentare i debiti pubblici per coprire quelli privati, che sposterebbe solo il problema in avanti, rispondendo: “Allora ci vuole una MMT temporanea stile Usa, è necessario cambiare statuto Bce!
  12. Alberto Chilosi Rispondi
    Ma con tutti i discorsi che circolano da noi di uscire dall' Euro e di fare tutto il deficit che ci aggrada senza vincoli europei, chi mai sarebbe così sprovveduto di comprare i coronabonds emessi dall' Italia se rendessero come quelli emessi dalla Germania? Alla fine li comprerebbe solo la BCE. Ma allora non c' è bisogno di inventare una struttura barocca, basta levare la condizionalità dagli OMT e permettere alla BCE di comprare tutti i titoli che emettiamo. Ma mi sa che su questo non c' è affatto consenso. Potrebbe farlo direttamente la BCE fregandosene delle regole. Non è chiaro come reagirebbero e cosa in concreto potrebbero fare i paesi che non fossero d' accordo.
  13. Agostino De Zulian Rispondi
    A mio parere prima di emettere nuovi titoli di debito l'Italia deve recuperare i DEFICIT di Bilancio aggiuntivi dal 2014 a oggi nel rispetto del nuovo art. 81 della Costituzione liberandosi con privatizzazioni, scioglimenti e/o accorpamenti di molti Enti pubblici quali ad esempio i micro enti che non servono almeno 60.000 cittadini (Comuni compresi). Giusta poi se necessario una maxi emissione di BOND o EURO BOND fino a 100 anni con predisposto il programma annuale di rientro a decorrere dall'anno 2025 che MOTIVI PIU' L'OFFERTA INTERNA rispetto alla domanda. Le scelte di emissione dovrebbero essere concordate con l'UNIONE EUROPEA per spuntare il miglior interesse ma non per interferire sui bilanci di ogni Stato che una legge impone debba essere in PAREGGIO salvo eccezioni. Ogni STATO che la GLOBALIZZAZIONE ha reso un mero ENTE NON PROFIT deve prima di tutto pensare alla propria sopravvivenza nel lungo termine quindi senza problemi di INSOLVENZA a cui può essere fatto corrispondere il livello di LIBERTA'.
  14. Henri Schmit Rispondi
    Il problema è il seguente: chi governa l’utilizzo, spesa e investimento, dei fondi creati attraverso le obbligazioni emesse dai vari Stati aderenti all’euro, ma con termini identici e garantite da tutti solidalmente, quindi a condizioni di mercato uguali (no spread), almeno fino a qualche rottura tra gli Stati (prevista o no nelle condizioni d’emissione)? Ovviamente saranno i singoli Stati a gestirne l’utilizzo, i governi e i parlamenti eletti dai loro cittadini beneficiari delle politiche nazionali e ultimi garanti del debito nazionale sul loro reddito e soprattutto sul loro patrimonio (a parte i residenti senza diritto di voto comunque garanti con i loro beni delle politiche approvate dai soli cittadini e in senso opposto gli Italiani residenti all’estero, quindi non garanti, ma beneficiari del diritto di voto). Chi garantisce che l’Italia adotterà politiche di spesa e di investimento efficienti? Ci saranno condizioni assortite agli euro-bond, si risponderà. Si, ma chi garantisce che i futuri governi - stiamo parlando di 50 anni - rispetteranno gli impegni assunti oggi. A giudicare dagli ultimi 20 anni non ci scommetterei. Chi vincerà le prossime elezioni con quale legge fatta all’ultimo momento e quale politica fiscale (spesa, investimenti, convergenza UE) i prossimi governi applicheranno? Fra le politiche promosse dagli attori nazionali ce ne fosse 1 sola che ispiri fiducia non per il lungo termine ma semplicemente per i prossimi 3 a 6 anni! Senza risposta meglio il MES!
  15. Giuseppe scassellati sforzolini Rispondi
    Credo che ci dobbiamo mettere bene in testa che senza una richiesta di intervento del MES da parte dei paese con minore capacità di finanza pubblica in ragione de loro livello di debito e che non si sono mai sottoposti a nessun tipo di programma (cioè noi) la Germania e i suoi famigli (per me giustamente) non daranno l’OK ai covid-bonds. Lo strumento è la ECCL, che non richiede di soddisfare i criteri della PCCL. Ovviamente ci sarà un programma da rispettare. Visto il noto sbilancio tra ricchezza privata e debito pubblico, ci sarà una patrimoniale.
  16. Mauri Rispondi
    Il mio dubbio è che il contesto socio economico oggi è molto diverso da quello "popolano" post unione/guerra/Depressione. Oggi devi convincere privati a mettere soldi su investimento IRREDIMIBILE contando su interessi (es. 5%) per ritorno capitale con il rischio (avvenuto in passato) che in futuro interessi vengano tagliati o ci sia inflazione (anche solo 2%). Chi poi dice che i bond posso essere venduti sul mercato tralascia l'incertezza del valore (guidabile da tipi alla (Soros) e il dato storico che è capitato non avessero + mercato costringendo lo stato al riacquisto. Infine ... xchè la Germania e Scandinavia (pochissimi morti) dovrebbe partecipare?