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  1. Lorenzo Rispondi
    Dopo infiniti, estenuanti, opportunistici dibattiti italiani, il legislatore ha partorito la 219/2017. Poi arrivò un virus.
  2. Paolo Mariti Rispondi
    Una scelta è tragica quando esiste un conflitto assoluto e insanabile tra valori morali. Come due treni che corrono in senso opposto sullo stesso binario. Un tempo sorgeva con certi “parti difficili”: salvare la madre o il bambino? I criteri per decidere chi salvare e chi no, in presenza di scarsità di letti, attrezzature medicali, operatori medici e paramedici e di una generale inelasticità “reale” di offerta nell’immediato, sono astrattamente molti. Ognuno con i propri vantaggi e limitazioni, pur se combinati. Ma la scelta resta tragica perché non v’è modo di aggirare il problema del conflitto morale radicale. Una riflessione è che in contesti di scelte ripugnanti (per chi le compie e chi le subisca), l’economia - sia come disciplina che come sistema organizzativo in atto- è del tutto impotente a fornire un criterio. Di sicuro non l’ottimalità paretiana. D’altro canto, dire che “siamo tutti sulla stessa barca” è un comprensibile tentativo di rimozione. Il gioco è quello della torre, qualcuno sarà buttato giù. L’augurio è non da parte del più potente o più ricco, o più “fit”…. Il Siaart ha scelto il criterio della “ragionevolezza clinica”. Ma la scelta resta tragica ed è tragica verità. Non ne stiamo uscendo “tutti insieme”. Risorse illimitate esistono solo nell’èden. Nel nostro mondo le risorse possono, talora, essere abbondanti ma mai illimitate ”. E qui si può scoprire il ruolo dell’economia che, come la medicina, è solo disciplina strumentale che con ricorso a varie altre discipline e arti organizza, sviluppa e coagula l’ offerta di beni e servizi adatti a precostituire, per tempo, le risorse necessarie e la loro distribuzione funzionale per poi, via via, ampliarle, mantenerle e innovarle.
  3. umberto scaccabarozzi Rispondi
    Buongiorno.In corsia tutti quelli che hanno effettivamente bisogno.Diverso è il caso,in periodo di normalità,quando occorre ridurre il ricovero ospedaliero inappropriato fonte di sprechi di risorse.Ma il vero problema,in emergenza,credo sia :chi ricoverare in T.I.?Anche qui deve valere il principio di "evitare cure inappropriate per eccesso",cioè trattamenti senza alcuna prospettiva di dare giovamento se non un inutile prolungamento dell'agonia.
  4. Gianpaolo Rosani Rispondi
    Critiche e consensi? In certe situazioni non bastererebbe l'esercito ai cancelli.