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  1. roberto soncin Rispondi
    Sono stupito che a distanza di anni dalle prime sanatorie (così sono anche i decreti flussi) si continui a parlarne come se i beneficiati (a torto o a ragione) siamo gli immigrati e non invece le imprese e le famiglie. Questa storpiatura della realtà è la massima dimostrazione che sulla immigrazione,a distanza di 30 anni e di quasi 4 milioni di stranieri che vivono in Italia e che rimangono stranieri solo perchè ci vogliono oramai 14 (quattordici) anni per acquisire la cittadinanza italiana, si va per immagini, sentimenti e mode, più che per progetti, politiche e scelte. Sono i datori di lavoro che regolarizzano i loro dipendenti. Vogliamo accettare questo primo, semplice, concetto? Poi qualcuno dia una risposta ad una domanda ancora più banale: è possibile per un datore di lavoro chiamare in Italia e quindi assumere un lavoratori exra Ue in modo regolare (e viceversa: è possibile per un cittadino extra Ue ....)? Ma cosa andiamo cercando?
  2. Andrea Chiari Rispondi
    Vi rendete conto cosa significa in attrezzatura,personale, costi un rimpatrio forzato? Certo che vanno fatti ma in modo selettivo così che i 5.000 che riusciamo -a fatica - a rispedire indietro siano i più pericolosi e non solo quelli presi per caso o i più deboli. Per gli altri, i più, non vedo come si possa evitare una sanatoria. Tanto sono qui e ci rimangono. Meglio se lo sappiamo. Poi però vanno chiusi gli ingressi che non è una cattiveria della destra. La sinistra dovrebbe ricordarsi cosa diceva Marx sugli immigrati irlandesi in Inghilterra: facevano l'interesse del padrone abbassando i salari. Una sinistra che scambia i buoni sentimenti con la politica non va lontano.
  3. Mahmoud Rispondi
    Gli immigrati che vedono respinte le istanze di regolarizzazione nella enorme maggioranza dei casi abbandonano il territorio italiano autonomamente, senza bisogno di rimpatri forzati. Certo i rimpatri forzati vanno aumentati poiché contrastano gli atteggiamenti approfittatori degli stranieri irregolari, però così come da Paesi stranieri dei quali sono cittadini se ne sono venuti, allo stesso modo sono in grado di andarsene. E lo fanno (soprattutto tramite movimenti secondari intraUE) se non si lascia spazio a speranze di regolarizzazione una tantum ex post, come succede in ogni altro Paese occidentale che di sanatorie non vive.
    • Mauro Cappuzzo Rispondi
      Non basta, poi dagli altri paesi UE li rimandano India base agli accordi in vigore. Occorre effettuare i rimpatri, anche a costo di sembrare “cattivi”.
  4. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Se la sinistra non comincia a imitare un poco gli inglesi alle prossime elezioni lo farà Matteo Salvini e sarà molto peggio
  5. Emilio Rispondi
    Innanzitutto occorre smentire la tesi del guadagno economico nell'effettuare la sanatoria: gli immigrati finiranno con l'accentuare la concorrenza "sleale" alla manodopera italiana che finisce per migrare all'estero (come quelli che vanno in UK a fare lavori umili che non accettano di fare in patria e ora non saranno più ammessi), non usciranno mai, se ci sono entrati cosa altamente probabile, dalla "manodopera" usata a basso prezzo per lavori illecti e non, con contributi pagati e non. Insomma non saneranno certo la nostra INPS ne il nostro gettito IRPEF. Occorre poi mettere mano alle assistenze gratuite e in gran parte, almeno in alcune zone, di basso livello che il nostro sistema offre a chiunque si trovi sul nostro territorio sia un cittadino USA o un cittadino proveniente dall'africa o dalla Russia: ci vuole un meccanismo di reciprocità non possiamo dare ad esempio assistenza sanitaria gratuita a chiunque venga qui senza guardare da dove viene. se viene dagli USA i nostri cittadini in USA non hanno diritto a nulla di gratuito come assistenza sanitaria: pertanto o gli USA si adeguano dando ai nostri cittadini assistenza oppure noi dobbiamo adeguare l'offerta nei loro confronti reciprocamente e soprattutto con lo stesso livello di copertura. Qualcuno dice "abbiamo la migliore sanità del mondo" ammesso sia vero NON SVENDIAMOLA altrimenti arrivano i "turisti medicali" (che tra l'altro già ci sono). Sesso discorso per scuole, e tutti i servizi pubblici dati gratis.
  6. Arduino Coltai Rispondi
    Bisogna fare due cose: la prima: contrasto senza quartiere all'immigrazione clandestina e riapertura di canali regolari di immigrazione (una volta smaltita la pletora di persone che stazionano in pianta stabile nei centri storici delle nostre città senza fare nulla), la seconda velocizzare il più possibile i rimpatri dei migranti cosiddetti economici a fronte di accordi con i paesi di provenienza. Di sanatorie ne abbiamo piene le tasche, senza considerare che la sanatoria agirebbe come una calamita nei confronti di chi ha in animo di partire dall'Africa. Noi non possiamo, non siamo in grado di fronteggiare efficacemente attraverso un'integrazione che si è rivelata impossibile (visti i numeri di qualche anno fa) un fenomeno che rischia di fomentare scontento e disordine (assolutamente giustificato) da parte di chi abita i quartieri più poveri e disagiati delle nostre città. E smettiamola con 'sta fola delle tasse: le centinaia di persone irregolari non troverebbero certo lavoro il giorno dopo essere state regolarizzate, in un paese in recessione in cui la disoccupazione è elevata e la crisi morde ormai da anni.
    • Mauro Cappuzzo Rispondi
      Perfettamente d’accordo con quanto scritto da questo lettore. Non è con le sanatorie che si risolve il problema. Occorre trovare accordi con gli stati di provenienza e rimandare indietro queste persone: sono troppe e in Italia non c’è lavoro