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  1. V.P. Rispondi
    a chi volesse approfondire, segnalo: 1) Invalsi, il colpo di mano di Pdl e Lega (e commenti) http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/02/20/marina-boscaino-e-bruno-moretto-scuola-e-valutazione-il-colpo-di-mano-di-pdl-e-lega/ 2) Invalsi: strategie anti-cheating (e commenti) http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=30169 3) Selettività e meritocrazia: concetti da valutare prima dell'uso http://www.linkiesta.it/blogs/mente-fredda/selettivita-e-meritocrazia-concetti-da-valutare-prima-dell-uso 4) il gruppo fb "Invalsicomio" https://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/groups/310665262338015/
  2. AM Rispondi
    Si ha l'impressione che molti, soprattutto in certe aree geografiche, siano contrari ad ogni tipo di valutazioni. Forse non è difficile intuire i motivi.
    • V.P. Rispondi
      caro/a AM, il tuo post più che un contributo alla discussione o alla comicazione del tuo punto di vista, sembra un indovinello un po' sadico e un po' saccente o saputello (ricalca le caratteristiche del titolo dell'articolo in discussione). Scrivi: "Si ha l'impressione [da dove? dai commenti? da altro?] che molti [?! i commenti sono meno di 10!], soprattutto in certe aree geografiche [?! quali, secondo te?], siano contrari ad ogni tipo di valutazioni [è una provocazione gratuita o una estrapolazione indebita e di comodo]. Forse non è difficile intuire i motivi [dicci cosa hai intuito tu!]." puoi essere più chiaro ed esplicito pur mantenendo l'anonimato?
  3. Marco Rispondi
    Insegno matematica e fisica al liceo scientifico. Non ho nulla in contrario a un sistema di valutazione delle scuole. Prima, però, sarebbe il caso di dirsi e dirci (a noi che ci lavoriamo) che cosa la scuola deve essere. Perchè uno dei più grossi problemi è la schizofrenia degli interventi "di riforma". Da un lato non esistono più i programmi, i docenti sono autonomi nel decidere, in base alle competenze e inclinazioni degli alunni, quali argomenti trattare e con quale grado di approfondimento. Poi però aumentano le prove di esame che arrivano da fuori (Ministero, Invalsi) che ignorano tutto questo lavoro personalizzato. Si prepara un cambiamento radicale della scuola superiore (Gelmini) e si rendono disponibili, senza però pubblicizzarle più di tanto, le bozze delle Indicazioni Nazionali, per raccogliere commenti e osservazioni; poi però i curatori ne tengono conto molto parzialmente e ci ritroviamo con Indicazioni incoerenti e in parte non attuabili. In tutto questo, non una sola ora di formazione dei docenti in merito ai cambiamenti. Si vuole docenti sempre più versatili: competenti nelle discipline, metodologicamente preparati, pratici di computer e di lingue straniere, group leader e gestori di progetti. Tutto questo proponendo magari anche di aumentare del 33% le ore di lavoro in classe per legge e senza alcun adeguamento di un contratto e di una carriera fermi da anni. Le famose nozze con i fichi secchi. E potrei continuare, ma lo spazio è poco. Si vogliono...
  4. Stefano Rispondi
    Vogliamo continuare a far finta di niente? Non mi sembra un buon viatico.Nessuno ce l'ha con le decine di lavoratori precari che preparano le prove invalsi né con l'uso di prove strutturate che trovano ampia applicazione nelle scuole e in quasi tutte le discipline.Il problema è che invalsi è, di fatto, un organismo governativo e, come tale, è subordinato alle politiche scolastiche che i vari governi intraprendono.L'uso gelminianamente distorsivo delle prove invalsi non l'abbiamo inventato noi docenti. L'uso premiale di queste prove non è un'allucinazione. Il fatto che si pretenda di valutare le singole scuole con prove parziali, domande perlopiù strutturate le cui risposte, tra l'altro, sono state oggetto di critiche numerose, è sotto gli occhi di tutti. La stessa superficialità nel predisporre i risultati: nella mia scuola le prove sono state boicottate da un buon 60% degli studenti e sono arrivati i risultati tarati sul 100%, con sommo terrore del nostro DS che ci costringessero ad attivare corsi di recupero per l'irrecuperabile! La nostra scuola, infatti, è largamente al di sotto della media nazionale ma l'unica classe i cui studenti ha compilato tutte le prove, beh quella è largamente al di sopra! Ci volete punire? Mi permetto di darle un consiglio: sospendete tutto per un buon anno e venite nelle scuole, tutte!
  5. antonio gasperi Rispondi
    Se partiamo dalla definizione funzionalista di buona scuola del progetto Vales, l’aspetto valoriale va individuato nella specificazione dei “determinati esiti” a cui fa riferimento la definizione. Scorrendo il documento, dopo il riferimento alle competenze – chiave per l’apprendimento permanente stabilite dalla Commissione Europea e all’ottica del valore aggiunto, inteso come misurazione della variazione dei livelli di competenza, si descrive brevemente un modello che tiene conto di quattro classi di fattori, di cui l’ultimo non è influenzabile da una istituzione scolastica, due vengono raggruppati nella dimensione dei processi scolastici, ed il primo è misurato attraverso i test Invalsi, versione nostrana dei test Ocse-Pisa. Non entro nel merito della polemica anche perché sono sempre stato favorevole alla valutazione del lavoro scolastico, ma osservo quanto segue relativamente al modello adottato dal progetto Vales: non era meglio utilizzare i test Ocse-Pisa, molto più attenti alle competenze nelle discipline oggetto di misurazione, mentre gli Invalsi accertano più abilità, se non conoscenze? Non è il caso di distinguere nettamente il fattore pratiche educative che dipende quasi esclusivamente dal corpo docente dall’ambiente organizzativo che invece è in mano ai dirigenti scolastico ed amministrativo?
  6. Paolo Fasce Rispondi
    vincolano l'iscrizione a criteri il primo dei quali è quello della residenza. Credo invece nella "scuola che si specchia" nei risultati delle prove, ma perché questo avvenga, occorre che la scuola venga coinvolta seriamente sul tema. A titolo di esempio, pur lavorando per INVALSI, ed essendo la cosa nota, non mi è mai stato chiesto di elaborare i risultati delle prove della mia scuola e di presentarli criticamente in una riunione di Collegio dei Docenti. In metà delle scuole del regno, sono pronto a scommettere, semplicemente i risultati delle prove INVALSI vengono meramente ignorati e nessuno si scandalizza dello spreco di risorse che questo comporta, allorquando si invocano investimenti. Quali investimenti? Ce ne sono di materiali, beninteso (carta igienica, fotocopie, computer, LIM), ma ce ne sono anche di supporto alla professionalità docente e le prove INVALSI non sono altro che un piccolo strumento ad essa dedicato.
  7. Paolo Fasce Rispondi
    Siedo nella segreteria regionale della Liguria del Coordinamento Genitori Democratici e parimenti sono un collaboratore dell'INVALSI, essendo parte della commissione che elabora il fascicolo di matematica nella scuola ssg. Chiunque legga il mio scritto, quindi, potrà tranquillamente accusarmi di essere di parte. Ho letto il documento commentato dal presidente Sestito, non avendo avuto alcuna parte nella sua redazione, e l'ho trovato assai condivisibile nella parte relativa all'enunciazione dei principi, ma l'ho trovato debolissimi sul fronte della delineazione concreta della proposta alternativa. Essendo lo scrivente un insegnante della scuola statale italiana, di fronte alle paure, spesso semplicemente evocate da alcuni sindacati riguardo la valutazione dei docenti, resto sempre in attesa delle loro risposte alle seguenti domande: come si valutano gli insegnanti di Tecnologie, Filosofia, Storia dell'Arte ed Elettronica con le prove di italiano e matematica? Come si valutano gli insegnanti di prima, terza e quarta primaria/ssg e di seconda spg? E' parimenti risibile l'idea, che hanno alcuni, di spingere le scuole a migliorarsi tramite classifiche. La "scuola bene" dove va mia figlia si trova in un "quartiere bene" e la stessa cosa succede in ogni città d'Italia. Nessuno ha bisogno di consultare le eventuali graduatorie che evoca spesso il meritocratico Abravanel, perché tutti sanno dove si trovano le "scuole bene" che, tuttavia, avendo capienza limitata,...
  8. marco Rispondi
    L'articolo pone alcune interessanti riflessioni e pone domande: basta introdurre il principio della concorrenza e della competizione secondo un'idelogia neoliberista globalizzante per migliorare la qualità degli apprendimenti? Non è che introducendo sommari sistemi valutatori si rischia di screditare ancora di più la figura dell'insegnante rendendolo ancora più ricattabile da parte degli studenti? Una scuola inclusiva che insegna la partecipazione democratica, il dialogo la condivisione e la collaborazione all'interno di una comunità può avere come esempio lo scontro e la lotta tra docenti per l'accapparramento di maggiori ricchezze e onori? Il docente non deve forse mostrare per primo solidarietà e senso civico del dovere nell'agire al di là di ogni cinismo? Penso che la ricetta giusta sia un'altra...penso che se vogliamo migliorare la scuola pubblica sia necessario selezionare in modo accurato i docenti in entrata in base non solo al profitto ma anche a valutazioni psicoattitudinali, motivarli maggiormente con più alti guadagni e non abbondonarli nel loro cammino, ma investire soldi in aggiornamenti e formazione continua...
  9. enzo Rispondi
    Chi ha paura? gli insegnanti. c'è poco da essere diplomatici, è evidente che il giudizio "oggettivo - misurabile - confrontabile" dello studente si trasforma in giudizio "oggettivo- misurabile - confrontabile" del docente, della classe , dell'istituto scolastico. questo è ritenuto decisamente sgradevole da molti . il docente simpatico e amicone si troverebbe ad avere anch'egli una poco desiderata pagella, un istituto verrebbe confrontato con un altro in termini di risultato. Persino i genitori si sveglierebbero dal loro torpore e chiederebbero conto ad un docente , ad una scuola; comincerebbe la gara a iscriversi in una scuola piuttosto che un'altra, in una sezione invece di un'altra. tutto ciò non in base a voci, a si dice a consigli ma a dati di fatto .per molti insomma un vero incubo.
    • V.P. Rispondi
      «il giudizio "oggettivo - misurabile - confrontabile" dello studente» (esteso del tutto arbitrariamente a docenti, classi e istituti) è tale, cioè "oggettivo, ecc...." solo per .... autocertificazione dello stesso invalsi.