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  1. Enrico Rispondi
    Credo che nessuno si sottoponga a visite ed esami anche invasivi (con tutti i costi logistici connessi) per puro cosumismo. Quindi direi che la spesa sanitaria privata e pubblica risponda più o meno alla willingness (need) to pay dei pazienti. A questo punto si potrebbero convogliare tutte queste risorse in una assicurazione integrativa pubblica volontaria che garantisca tempi e qualità delle prestazioni a chi la sottoscrive. Il modo in cui questa assicurazione ricorrerebbea strutture pubbliche, intra moenia o private mi sarebbe del tutto indifferente. Un acquirente unico farebbe abbassare i prezzi del privato liberando risorse per migliorare il SSN per tutti (anche i non assicurati).
    • Belfagor Rispondi
      Consumismo no? Basta buttare su google "inappropriatezza" e vedere cosa salta fuori. Due esempi dopo averci speso 5 minuti. Le stime sugli accessi al PS parlano del 93% di accessi inappropriati in una città come Milano (https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/19_agosto_11/02-milano-soptxcorriere-web-milano-e9413c3c-bc64-11e9-b2e3-1b2f85015b12.shtml), tanto per fare un esempio. Qui un articolo che parla di un audit sulle colonscopie, esame molto invasivo diciamo così: https://www.evidence.it/articolodettaglio/209/it/381/inappropriatezza-prescrittiva-delle-colonscopie-%0D%0Aun-audit-clin/articolo; risultato dell'audit parla del 40% di esami inappropriati. Tutte le società scientifiche stanno lavorando da anni per produrre linee guida per evitare proprio questo "consumismo" e - per questa via - tagliare un po' le liste d'attesa. Eh, ma il pubblico non funziona perchè i tempi di attesa sono biblici. Spendiamo male e c'è una avversione viscerale a migliorare le cose.
  2. Bizzotto Francesco Rispondi
    Grazie. Penso che andrebbe progettato un sistema pubblico - privato con tre soggetti: 1° Pubblico standardizzato com'è; 2° Mutue aziendali o di territorio integrative, che organizzano e favoriscono la prevenzione e la personalizzazione nei piccoli rischi (da definire) e 3° Privato assicurativo integrativo per i grandi rischi (anche delle Mutue) e la scelta senza confini (personalizzazione e percorsi di prevenzione). 2° e 3° possono ampiamente assorbire la spesa privata per la salute, e di più, perché Prevenzione e Personalizzazione (anticipare, accompagnare e far fronte, caso per caso, alle epidemie comportamentali e alle pandemie) è la vera, attuale, domanda latente, e siamo all'anno zero. Si diceva: tre visite in età scolare a occhi, orecchi e articolazioni possono ridurre fino al 50% le patologie in età adulta. Mutue e Assicurazioni possono far affluire finanziamenti al Pubblico (in concorrenza con la Sanità privata su tempi di attesa e terapie) e far decollare iniziative diverse di Prevenzione di malattie / infortuni. Un sistema così può fare equilibrio. Infatti Mutue e Assicurazioni hanno interesse economico alla salute. Le strutture del rimedio alla malattia. Se in campo ci sono solo queste il sistema costa e si incarta.
  3. LUIGI COSTANZO Rispondi
    Bisogna togliere l'intramoenia, solo così si può tentare di avere un miglioramento della sanità pubblica.
  4. Cicci Capucci Rispondi
    Ovviamente nel Paese dei campanelli l'equità si ottiene eliminando le detrazioni fiscali, così aumenta la popolazione soggetta ai disservizi della sanità pubblica e si incrementa in parallelo l'evasione fiscale. Succede quando l'ideologia del circolo Gramsci supera il pragmatismo.
    • Emilio Rispondi
      Pienamente d’accordo