logo


Rispondi a Giuseppe Annulla risposta

1500

  1. enzo Rispondi
    Comprendo lo sforzo degli addetti ai lavori, ma costringendo e spaccando l'opinione pubblica, vanno rivista all'insù la tassazione su: beni e fabbricati (revisione catasto immobili), azioni ed obbligazioni titoli di stato inclusi; b)radicale diminuzione delle oltre 500 agevolazioni fiscali prodotte negli ultimi decenni. Va rivisto all'ingiù l'intervento pubblico da qualsiasi livello offerto, con esclusione dei servizi basilari quali istruzione, sanità, sicurezza, reti materiali ed immateriali. Viceversa, trattasi di analisi (giochini) più o meno spendibili.
  2. Riccardo Rispondi
    Buonasera, faccio fatica a capire coma mai negli ultimi 20 anni in questo paese si sia sempre e solo pensato a proporre ricette che vedevano l'alzamento delle tasse dirette e/o indirette invece di efficientare la spesa. Ogni azienda in grado di stare sul mercato deve avere un'equilibrio finanziario cosa che non si verifica nel nostro paese. E' impensabile continuare a tassare le aziende ed il popolo italiano, questo troverà sempre un modo per aggirare l'ostacolo.
  3. Carlo Rispondi
    Lo studio citato non mi sembra che tenga conto del meccanismo di funzionamento dell’IVA e del contesto italiano. Per il primo aspetto le famiglie hanno elevate spese per i servizi esenti IVA: per il dentista o la banca, l’IVA è un costo perché non la possono scaricare, e quindi ogni aggravio IVA subito da questi soggetti viene scaricato sui consumatori. Per il secondo aspetto il governo nel 2018 si è legato le mani con l’ampliamento del regime forfetario: solo il 01.10.2020, quando i forfetari avranno presentato la dichiarazione dei redditi, si potrà conoscere quanto la misura è costata alle casse dell’erario e quali sono i settori cioè i beni e servizi maggiormente ceduti ai consumatori finali senza applicazione dell’IVA. Inoltre l’aumento IVA e la diminuzione dell’Irpef comporterà una forte riduzione del benessere di tutti quelli che sono avvantaggiati dal sistema Irpef vigente. Basti pensare all’aliquota negativa degli agricoltori: dal 2017 il reddito agrario e dominicale è esente dall’Irpef e quindi un agricoltore risulta a carico del coniuge, dei genitori, dei figli ecc per cui non solo non pagano l’Irpef sul loro reddito ma il familiare ottiene uno sgravio sul proprio reddito pari alla detrazione per familiare a carico. E questo sgravio è ancora più rilevante se deducono i contributi previdenziali: quindi abbassando l’irpef si riduce il rimborso fiscale assicurato al familiare che si scarica i contributi del familiare agricoltore.
  4. fede Rispondi
    Non ho ancora visto proposte che si limitino a rivedere seriamente le tabelle dell'aliquote IVA: ferme agli anni 80. Da contribuente non vedo la ratio nel considerare equo applicare la stessa aliquota IVA su un Ferrari e su una utilitaria; o, banalmente, considerare i succhi di frutta un bene ad alto valore aggiunto (IVA al 22%). Per non parlare dei servizi: l'accesso ad internet (servizio fondamentale ed ormai necessario per considerarsi una economia avanzata) ha la stessa aliquota (la massima) di un abbonamento alla pay tv. Potrei continuare con una digressione anche nel discorso delle tasse e balzelli indiretti: mesi e mesi persi a discutere su come spingere l'uso del denaro elettronico; ma nessuno che proponesse di abolire il bollo sull'estratto conto delle CC (ma che senso ha ?) E questi sono solo alcuni esempi della spesso mancanza di senso nei balzelli e oboli presenti nel sistema fiscale italico; Cordialità
  5. Roberto Rispondi
    Possiamo continuare a giocare con gli scaglioni e le percentuali alla fine si premia la cicala a scapito della formica.
  6. EMILIO Rispondi
    PERCHE' NON STUDIATE UN INCREMENTO IVA LIMITATO ED EQUIDISTRIBUITO (+1%) ASSIEME AD UNA RIMODULAZIONE DELL'IRPEF BASATA SOLO SULLO SPOSTAMENTO DELLE FASCE? SI AUMENTANO LE ENTRATE SENZA INCIDERE TROPPO SULL'ADATTAMENTO DEI CONTRIBUENTI A NUOVI FRAMEWORK FISCALI. IL TUTTO PER PORTARE UN AUMENTO STRUTTURALE DELLE ENTRATE IN ATTESA DI UN REALE RECUPERO DALLA EVAZIONE NEL CONTEMPO AVVIANDO UNA DRASTICA RIDUZIONE DEI TANTI REGIMI SPECIALI E TANTE REGOLE E REGOLETTE CHE ERODONO LA CONTRIBUZIONE SOPRATTUTTO PER LE CLASSI ABBIENTI (TRA CUI SOLO PER UN ESEMPIO LE DETRAZIONI PER RISTRUTTURAZIONE)?
    • Giuseppe Rispondi
      Lei crede di aver trovato la soluzione geniale (e magica) cui nessuno aveva pensato prima, vero? Invece di fantasticare, perché non prova a confutare - se ve ne fossero le basi - quanto spiegato, sulla base di studi scientifici, dal Prof. Pellegrino. E non dimentichi che le maiuscole non danno più forza agli argomenti deboli; piuttosto il contrario.
  7. Savino Rispondi
    Siamo proprio sicuri che i ricchi non possano pagare di più sull'acquisto di beni di lusso?
    • Alessandro Rispondi
      se per « ricchi che acquistano beni di lusso » intende che l’aumento dell’aliquota ordinaria dal 22% al 25% inciderebbe solo su chi possiede un reddito alto (presumo sia la definizione comune di ricchi) perché solo loro acquistano « beni di lusso », forse é una visione un pochino superficiale perché non sono tutti beni di lusso quelli con Iva al 22%, anzi.
    • Giuseppe Rispondi
      Probabilmente sì; senonché l’aumento di gettito che ne deriverebbe non farà alcuna vera differenza nelle entrate (ed uscite) dello Stato. Anche lei è in cerca di soluzioni miracolose?
    • Marco Faustinelli Rispondi
      Quand'anche lo si facesse, l'aumento di gettito sarebbe scarso. E con un evasione dell'IVA ai massimi europei, quanto credi ci metterebbero i venditori di beni "di lusso" a scoprire come aggirare o eludere l'aumento? Sto ripetendo cose che l'articolo dice con grande chiarezza. Che senso ha che tu venga qui a porre una domanda che proprio questa pagina ha già ampiamente dimostrato essere irrilevante?