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  1. Henri Schmit Rispondi
    Complimenti al giovane autore per il raffronto dei vari indici e delle classifiche. Condivido la critica formulata da Michele Lalla. Più in generale non accetterei acriticamente i criteri utilizzati. Sarei quindi interessato a comprendere meglio come sono costruito gli indici. L'Italia che gode di un ottimo risultato per il sistema elettorale mi lascia perplesso. Non capisco con quali criteri la Norvegia dove i parlamentari sono nominati dai partiti può sorpassare la Confederazione Elvetica che elegge i singoli deputati e permette inoltre (forse troppo facilmente) il referendum legislativo (anzi costituzionale) d'iniziativa popolare. Per fare qualcosa di concreto mi fermerei sul risultato del Democracy Index dell'Economist per la democrazia italiana che risulta "flawed", compromessa, difettosa, viziata. Inizierei ad occuparmi di questo problema.
  2. Savino Rispondi
    citofonare Salvini
  3. Michele Lalla Rispondi
    Sul funzionamento del governo a un certo punto è scritto: "La crisi di governo di agosto e la successiva creazione di un nuovo esecutivo per evitare il ritorno alle urne hanno avuto un forte impatto su questa categoria". Ora, dubito che un indice siffatto possa dirsi ben costruito, perché ciò che è accaduto è conforme al dettame costituzionale. Per avere un buon valore, bisognava tornare alle urne? Figurarsi. Concepire un funzionamento democratico sulla base di un sondaggio di opinione: si va a votare ogni volta che cambia l'opinione pubblica rilevata con un sondaggio ... Ecco, siamo sommersi e guidati dal "sondaggismo", l'agenda politica segue a ruota gli atteggiamenti rilevati e le tesi dei giornali, ahimè, che hanno un padrone.
    • Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
      Concordo con l'obiezione, ma vorrei ampliare la critica al metodo di dividere in buoni e cattivi. Mi sembra un metodo sbagliato che non coglie i problemi e si presta a strumentalizzazioni.