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  1. Riccardo Rispondi
    Commento in ritardo, ma magari Cristiano Gori vorrà scriverci un altro articolo. Così com'è il reddito di cittadinanza è profondamente ingiusto, sia nella scala di equivalenza per il numero di componenti del nucleo famigliare sia per il differente costo della vita tra nord e sud, tra città e zone rurali. Così com'è privilegia le persone single del sud-Italia, dove 780€ sono vicine allo stipendio mediano (forse la misura più generosa d'Europa) e punisce una famiglia di 4 persone che vive a Milano (dove 1180€ neanche pagano un affitto).
    • Gaetano Proto Rispondi
      Completato il primo anno del provvedimento, in base ai dati provvisori dell'Osservatorio INPS che si possono assumere come semi-definitivi, possiamo dire che il disegno del RdC è stato inutilmente restrittivo rispetto alle risorse stanziate. In base alla Tavola 7 del report ReI-RdC aprile-dicembre, in tutto il 2019 risultano spesi circa 4,3 miliardi (di cui 3,8 per il RdC e 0,5 per il ReI), rispetto a uno stanziamento complessivo di 5,9 miliardi, con un risparmio non inferiore a 1,5 miliardi. Si sarebbe quindi potuta usare la scala di equivalenza dell'ISEE, un riferimento obbligato dato che questo istituto è la misura ufficiale della situazione economica delle famiglie, che il RdC ha disapplicato introducendo una scala in contraddizione con l'obiettivo del provvedimento (sfavorisce le famiglie numerose che sono proprio quelle in cui è maggiore l'incidenza della povertà). Dall'ISEE avrebbe dovuto essere importata anche la definizione del reddito di riferimento, che incorpora una deduzione per l'affitto dovuto, invece di prevedere una componente del RdC a rimborso dell'affitto anch'essa mal disegnata, soprattutto perché non tiene conto della dimensione della famiglia. Innestando le maggiori risorse del RdC sul meccanismo del ReI, che non presentava questi difetti di disegno e non discriminava gli extracomunitari con requisiti vessatori, si sarebbe ottenuto un provvedimento più equo e si sarebbero spese per intero le risorse stanziate dal Parlamento, come era doveroso.
  2. Aurelio Capriati Rispondi
    Per fronteggiare la povertà tanto valeva raddoppiare il più sperimentato Reddito di Inclusione, REI, la cui applicazione,quando stava andando bene a regime, è stata sostituita dal confuso Reddito di Cittadinanza.
    • Federico Leva Rispondi
      E per salvare gli effetti positivi dell'attuale Rdc basta riconvertirlo in quello che era il Rei, risparmiandosi cosí tutte le contraddizioni e inutili complicazioni della nuova misura. Per gli inevitabili fini pubblicitari basta poi inventare un ennesimo nome o aumentare leggermente le risorse, in modo che non sembri un passo indietro o – non sia mai! – un riconoscimento di meriti di un governo precedente.
  3. Aurelio Capriati Rispondi
    Per fronteggiare maggiormente la povertà tanto valeva raddoppiare la dotazione finanziaria del più sperimentato Reddito di Inserimento, REI, la cui applicazione,quando stava andando finalmente a regime, è stata sostituita dal confuso Reddito di Cittadinanza.
  4. Massimo Matteoli Rispondi
    Il reddito di cittadinanza non crea, almeno direttamente nuovi posti di lavoro se non in misura marginale. Ciò non toglie che sia in pratica l'unica misura "vera" contro i livelli più bassi di povertà che è stata presa in Italia (ricordo che gli 80 euro, ed era questo il loro vero limite, andavano a beneficio solo di chi superava la fascia di "incapienza"). Io partirei da qui prima di criticare a "prescindere" il reddito di cittadinanza perché i " furbi" non sono i "poveri", ed in troppi criticano i primi per non aiutare i secondi. 🤔🦉
  5. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Il cosiddetto reddito di cittadinanza che non è in realtà un reddito di cittadinanza non ha fallito, anzi, semplicemente ha fatto quello che poteva fare: ma ha fatto che nessun governo di sinistra ha mai fatto.
  6. Savino Rispondi
    Il rdc è diventato quello che, nella loro ingordigia profonda, volevano gli italiani non poveri, da sempre amanti del regime antidemocratico assistenziale cioè la pacchia di Bengodi.
  7. Asterix Rispondi
    Concordo con il Prof. Gori che il RDC, posto che era la proposta bandiera di una parte politica, possa aver attirato critiche contro misure di contrasto alla povertà. Però è anche vero che alcune di queste erano ideologiche, si fermavano al nome "reddito di cittadinanza", senza andare a vedere nel concreto cosa ci fosse dietro, e cioè una forma di reddito minimo garantito già esistente in tutti gli altri Paesi europei (solo noi e la Grecia ne eravamo sprovvisti). Inoltre bisogna anche ammettere che se quella parte politica non ne avesse fatto un serio obiettivo di un programma di governo, gli altri partiti (anche quelli che formalmente dovrebbero essere più vicini ai temi sociali) non si sarebbero interessati al tema, ovvero avrebbero continuato ad utilizzare forme di "elemosina di Stato" (come il REI, che dava 187 euro al mese circa 6 euro al giorno). Peraltro, se la lotta alla povertà non viene più affidata dallo Stato alla Chiesa ed agli ETS forse certi aiuti (es. 5 per mille) potrebbero essere rinegoziati per recuperare risorse per il RDC. Poi concordo che erano stati dati troppi obiettivi al povero RDC (dare un sussidio e trovare un lavoro) e che per il secondo servono altre misure coinvolgendo i privati. Con i famosi "navigator", nella grossolanità della proposta, si è cmq sollevato il tema che i centri pubblici dell'impiego attuali non servono a nulla e non danno alcun contributo aggiuntivo ai disoccupati e si potrebbero sostituire con una app informat
  8. emilio Rispondi
    Concordo sul concetto che sta prevalendo la comunicazione sui fatti reali. Anche questo articolo fa più comunicazione (ovvero contro-comunicazione) che analisi anzi appare decisamente politicamente schierato. Omettendo di dire che in Europa le politiche del lavoro purtroppo non sono armonizzate a che tutti i paesi tranne Italia e la Grecia erano privi di un meccanismo simile ben noto, conosciuto ed utilizzato dagli emigrati italiani in Germania da tempo. Detto questo il provvedimento concettualmente invece fa qualcosa di differente da come viene qui e in tantissimi media raccontata la questione: collega il supporto economico dato ai meno abbienti alla mancanza di lavoro cioè qualora si sia in grado di offrire un lavoro ai cd poveri il sussidio scompare. E questo mi sembra un concetto molto differente dai sussidi (in particolare quelli erogati in precedenza dall'INPS ecc.) che venivano e vengono offerti in stato di bisogno senza considerare se il fruitore poteva lavorare e non lo faceva. quindi STOP ALLA PROPAGANDA DI PARTE e mettiamoci il cuore in pace costruiamo anche un sistema che permetta di allocare il lavoro in modo più efficiente e senza favoritismi e di crearne anche di nuovo. Il mercato del lavoro ne ha bisogno e ne abbiamo bisogno tutti chi ci ha governato prima non ha certo operato in tal senso, anzi ha avuto l'dea di creare un bisogno soprattutto al SUD su cui lucrare favori e consensi
  9. Mahmoud Rispondi
    L'aiuto a chi è in difficoltà andrebbe elargito in beni di prima necessità, servizi direttamente erogati e al massimo rimborsi automatici di quanto pagato (es regolare affitto) se si vuole diminuire lo spreco di risorse invece di guadagnarsi consenso con soldi a pioggia. Lo Champagne comprato col reddito di cittadinanza non è uno scandalo per la portata e nemmeno per la natura in sé della spesa, ma poiché simbolo di come questi importi pecuniari possono essere erogati anche a chi non ha effettivamente bisogno di sopperire a mancanze fondamentali, sprecati spostando reddito, pagato alla fin della fiera da chi non evade, verso persone che risultano nullatenenti o quasi e poi comprano Champagne. O forse non fanno questo nello specifico ma in larga parte sono più o meno benestanti. Il fratello disoccupato di un ricco calciatore che vive per conto suo può vivere in completa miseria o in ricchezza a seconda del singolo caso. Nel dubbio qui gli si offrono sempre soldi cash di "cittadinanza", con poche limitazioni. Meglio sarebbe mettere a disposizione tetti e pasti caldi, così chi non ne ha bisogno preferirà non usufruire di quelli e non creare ammanchi nelle casse dello Stato, i soldi invece fan sempre comodo, anche se già sei ricco.
  10. Qualewelfare Rispondi
    Io darei meno peso alle "narrazioni", che sono contingenti e hanno l'obiettivo non di disegnare buone politiche, ma di conquistare voti (en passant, non per difendere i pentastellati ma per amore di verità, la narrazione "perdente" è emersa in un contesto "orrendo", in cui critiche circa le schiere di italiani che sarebbero rimasti sul divano a godersi (!!!!! ma si può!?) il reddito di cittadinanza arrivavano da destra (lega), ma anche (ahimè) soprattutto da sinistra (PD).......) e più peso alle politiche: che il RdC non fosse uno strumento di politica occupazionale e non "creasse" lavoro, qualsiasi esperto della materia lo sapeva fin dall'inizio..il resto è cinema, propaganda, politics e ...cattivo giornalismo.. come esperti meglio occuparsi di politiche.