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  1. Henri Schmit Rispondi
    Ribadendo la mia stima per il lavoro svolto dall’autore dell’articolo aggiungo a conferma delle mie osservazioni critiche circa le modalità d’uso delle risorse europee una notizia giudiziaria (De Raho) di oggi: “il clan hanno incassato indebitamente decine di milioni di euro.” Sono convinto che sia molto peggio perché i flussi sono gestito da qualcosa che assomiglia ad una mafia politica. Il fenomeno non è limitato all’Italia; ricordo l’assassinio del giovane giornalista e della fidanzata nella Repubblica slovacca. È l’interposizione obbligatoria degli stati membri che crea la permeabilità ad interessi illeciti, che cominciano dalla canalizzazione dei fondi a beneficiari amici. La sfida dei finanziamenti europei è quindi doppia: utilizzo pieno e trasparenza.
  2. Henri Schmit Rispondi
    L'articolo tratta un tema interessante, afferma cose giuste, rinvia a dati inconfutabili, ma l'argomentazione è debole. Non sono un esperto, benché abbia studiato queste tematiche a Parigi quasi 40 anni fa (finanziamenti UE, fondi strutturali di coesione etc, Prof. Dominque Berlin, allora a Paris I, ora a Paris II). Manca trasparenza sulle risorse disponibili (tutto passa attraverso le istanze degli stati membri, e la Repubblica italiana non brilla per trasparenza ...), alcuni progetti sono sprechi puri a beneficio degli amici degli amici, tutto il sistema (in Italia) è impenetrabile per curiosi ed interessati senza i giusti appoggi (ci ho provato a informarmi per verificare se potevo dare un contributo, mi hanno fatto capire che era solo per i privilegiati - legati ai poteri pubblici costituiti). Nonostante questa critica soggettiva, l'articolo fornisce informazioni obiettive interessanti (il livello di utilizzo comparativo dell'Italia). Mancano però i link alla documentazione UE.
    • AC Rispondi
      Ecco il link al rapporto citato: https://ec.europa.eu/regional_policy/en/policy/how/stages-step-by-step/strategic-report/ Per quanto riguarda la trasparenza, alcune piattaforme di open data: https://cohesiondata.ec.europa.eu/ https://opencoesione.gov.it/it/
  3. francesco Rispondi
    L'Europa si dice da sola che L'Europa è utile, insomma.... beh, grazie... questo articolo farebbe sorridere, se non avesse pretesa di serietà. La frase migliore? "Pare molto più probabile che senza un’Europa che scandisca priorità e posizioni l’asticella in alto, le miopi classi dirigenti tenderebbero a concentrarsi sull’immediato tornaconto elettorale, e non sul benessere presente e futuro dei cittadini". Cioè? Esattamente quello che è successo dal 1994 ad oggi (da "meno tasse per tutti" all'abolizione della povertà), con o senza l'Europa a regolare le dinamiche economiche del nostro paese. Il problema è che la spesa sociale la fanno gli enti locali, non l'Europa. E le politiche neoliberiste, di cui l'Europa è il più inespugnabile baluardo, la spesa sociale se la sono mangiata. Con buona pace degli europeisti nostrani ( quasi tutti ex-socialisti, ma con oggi il portafoglio nella tasca destra). saluti
    • AC Rispondi
      In primis, l'Europa non è un ente astratto come spesso viene dipinto fantasiosamente ("i cattivi funzionari europei ruba soldi") ma siamo noi. O almeno ci sono i nostri rappresentati politici, amministrativi, del mondo industriale etc. Secondo, le conclusioni e la frase virgolettata rispecchiano idee dell'autore e non sono estratte dal rapporto europeo citato. Si tratta di idee personali, formate dopo aver valutato centinaia di progetti finanziati e proposte progettuali, da cui è spesso emerso che, senza vincoli di spesa europei, le risorse sarebbero state utilizzate dagli enti locali in modo poco lungimirante (e.g. sagre e feste patronali tanto per fare un esempio). Ripeto: visione soggettiva dell'autore.
  4. Luigi Andrea Vavassori Rispondi
    Mi sembra che si accetti senza critica quello che dice la Commissione Europea che per definizione non puo' che dire che i fondi sono stati spesi bene. Se siano stati impegnati/spesi bene ho qualche dubbio perchè ad esempio la TAV Torino - Lione (come ha dimostrato l'analisi costi/benefici del gruppo di Marco Ponti) è un opera inutile e quindi i fondi sono sprecati. Purtroppo spesso i fondi sono assegnati in base all'azione di diverse lobby dei paesi piu' furbi e che poco hanno a vedere gli interessi dei cittadini. PS L'Ungheria sembrerebbe che impegna oltre il 100% dei fondi !!
    • AC Rispondi
      Come nella risposta al commento precedente: i giudizi e le valutazioni sono dell'autore. Il rapporto europeo riporta dei dati di monitoraggio di quanto è stato speso e quanto è stato realizzato finora. Per ciò che riguarda l'analisi costi/benefici, il commento si riferisce ad una questione diversa da quelle trattate nel pezzo. Ad ogni modo, l'analisi costi benefici è una metodologia di stima i cui risultati dipendono dalle ipotesi iniziali (in particolare quando si sceglie quali costi e quali benefici considerare nell'analisi e come valorizzarli). Sulla TAV, vi sono numerose analisi costi-benefici che arrivano a risultati contraddittori. L'analisi citata è una tra le molteplici stime esistenti e non ha dimostrato l'inutilità dell'opera, né il contrario. A mio parere, è un utile strumento che può coadiuvare le scelte politiche indirizzandole, sottolineando i pro e contro delle opzioni disponibili, ma non sostituisce le scelte. Non fornisce una risposta netta e univoca sì/no. L'analisi costi benefici non è un oracolo e (a mio parere) andrebbe utilizzata dal "policy maker" prima di decidere le caratteristiche di un investimento/opera, NON strumentalizzata quando i lavori sono in corso.