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  1. Eliana Rispondi
    E quindi in Italia diminuisce molto il totale delle ore lavorate Dato su popolazione attiva allarmante se lo consideriamo sulla % di tempo che si libera e che non si colloca
  2. Michele Rispondi
    Trenta anni di pessime riforme liberiste del mercato del lavoro producono i loro effetti perniciosi: basso tasso di occupazione, precarietà, stipendi tra i più bassi d’europa e elevato part-time involontario. Nel frattempo però il PIL in italia è ancora del 5% inferiore al livello del 2008, così come le ore lavorate, gli investimenti privati languono, le aziende aumentano i profitti con cui pagano dividendi o vengono vendute a gruppi stranieri senza tassazione grazie alla pex. Ci sarebbe materia per una seria autocritica da parte di economisti neoliberisti e politici dei partiti che hanno governato la maggior parte degli ultimi 30 anni. Invece la parola responsabilità non fa più parte del vocabolario, anzi si spacciano ancora per buone idee ormai sconfitte dai fatti.
  3. Enrico D'Elia Rispondi
    I dati sulla struttura dell'occupazione "creata" in Italia negli ultimi anni sono impietosi. Un'analisi per qualifiche professionali sarebbe ancora più preoccupante. È il frutto del principale punto di debolezza dell'economia italiana: quello di basarsi su microimprese. E una microimpresa, anche quando c'è un filo di ripresa, non può che domandare microlavoratori, perché solo questo può permettersi, ossia dipendenti part time poco qualificati (ossia a basso salario) e false partite Iva. Dovremmo smetterla con la retorica del piccolo è bello e con i conseguenti sconti fiscali alle microimprese.
  4. Giovanni Speranza Rispondi
    Per ragioni dirette, nel settore del turismo e pubblici esercizi forse nel terziario più in generale, a mio modo di interpretare i dati esposti , si assiste all' innalzamento dei rapporti regolari a part time e ad una corresponsione fuori busta di almeno un 30-35% di ore lavorate, oltre il part time, pagate a 6, 7, 8 ore /h. È la questione cuneo fiscale che trova così una "soluzione "domestica e condivisa", anche se imposta. Non si pensa ad una pensione peraltro molto nebulosa ma ad un salario di sufficenza immediato. Abbassare drasticamente tassazione ed oneri sociali, facilitare assunzioni e dismissioni/licenziamenti con una sola tipologia di lavoro , a tempo Indeterminato, sanzionare ogni abuso con durezza ed onerosità allarga il rispetto delle norme contrattuali e di legge e può dare equilibrio ai conti dello Stato, riducendo l'economia sommersa ed illegale.
  5. Michele Rispondi
    Trenta anni di pessime riforme liberiste del mercato del lavoro producono i loro effetti perniciosi: basso tasso di occupazione, precarietà, stipendi tra i più bassi d’europa e elevato part-time involontario. Nel frattempo però il PIL in italia è ancora del 5% inferiore al livello del 2008, così come le ore lavorate, gli investimenti privati languono, le aziende aumentano i profitti con cui pagano dividendi o vengono vendute a gruppi stranieri senza tassazione grazie alla pex. Ci sarebbe materia per una seria autocritica da parte di economisti neoliberisti e politici dei partiti che hanno governato la maggior parte degli ultimi 30 anni. Invece la parola responsabilità non fa più parte del vocabolario, anzi ancora si spacciano per buone idee ormai sconfitte dai fatti
  6. Mauro Artibani Rispondi
    Cavolo, ho potuto dire l'inaudito: https://www.facebook.com/italiasera/videos/822975078118181/ Perchè non mi date modo di poter smentire la facezia che attribuisce all'Impresa la generazione della ricchezza? Mauro Artibani, l'economaio https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_3_7?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=mauro+artibani&sprefix=mauro+a%2Caps%2C207&crid=E9J469DZF3RA
  7. Mario Brambilla Rispondi
    Analisi molto interessante. Per capire meglio cosa motiva questo tipo di domanda di lavoro , cioè la richiesta così diffusa di part-time, mi piacerebbe conoscere in quali settori vi è la maggiore concentrazione di part-time e in quali si è verificata la maggiore espansione. Questo anche per andare oltre una visione eccessivamente “giuridico-contrattualistica” che spesso prevale nel dibattito pubblico e cogliere invece i fattori legati alla struttura economica che sta prendendo piede in Italia.