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  1. Motta Enrico Rispondi
    Come è scritto nell'articolo, la spesa pubblica sanitaria in rapporto al PIL è più bassa in Italia (6,5%) rispetto ad altri paesi come Francia e Germania. Ma si tenga presente che il PIL pro capite in quei paesi è piu alto, per cui in valore assoluto la differenza è ancora maggiore, nel senso che noi spendiamo di meno.Questa differenza ha probabilmente alcune cause negative come la minore copertura di prestazioni ambulatoriali o dentistiche, ma rimangono anche cause positive, tutte da studiare, compresa la spending review.
  2. marcello Rispondi
    Vista da questa prospettiva la situazione sembra non essere disastrosa, ma a ben guardare l'attuale gestione del ssn non è sostenibile. 3,2 osti letto per 1000 abitanti sono insufficienti e impongono dei tempi di attesa che diventano mesi per gli interventi più comuni, per esempio quelli ortopedici che coinvolgono la polazione più anziana. Il Regno Unito spende il 7,5% del PIL e ha 1,5 mln di pazienti in liste di attesa di oltre 6 mesi con carenze di personale paramedico e medico stimate in decine di migliaia di unità (si veda il Guardian per le recenti inchieste sul tema). O siamo dei geni o siamo dei maghi nel gioco delle tre carte. Propendo per la seconda. I dati sulle carenze correnti e attese del personale medicoe paramedico sono note. I contratti a termine, spesso della durata di tre mesi, la norma. Nei reparti i medici strutturati sono sempre meno, mentre si diffonde il modello della partita iva. I prono soccorso nelle grandi città sono dei luoghi che non fanno onore a un paese civile, tanto meno alla seconda manifattura della UE. Il tema è sempre lo stesso un'assicurazione sanitaria universalistica richiede che tutti, ripeto, tutti contribuiscano pagando le tasse. Questa storia della soending review è ormai logora. Non si investe abbastanza in sanità, istruzione e assistenza perchè abbiamo circa 70 mld di euro di evasione di gettito IVA e IRPEF l'anno. A qunado una seria rifrma dell'IRPEF e dell'IVA che faccia pagare un po'meno, ma che soprattutto faccia pagare tutt
  3. umberto Rispondi
    E' assolutamente evidente che nessuno di quelli che esprime questo tipo di opinioni ha mai vissuto 48 ore dentro un ospedale. Allora vi sfido. Sono reduce da un soggiorno al San Gerardo di Monza. Chi vuol passare con me 48 ore di fila e vedere cosa succede ? La netta sensazione è che i vertici si occupino di questioni che qualsiasi scalcagnato rag. Fantozzi sarebbe in grado di gestire, trascurando i veri obiettivi che una struttura ospedaliera, da me PAGATA, si deve porre. Per essere chiaro per vertici intendo AST e ASST. Quando iniziamo ? Umberto Dassi
  4. Ettore Rispondi
    La sua visione sul buon funzionamento del nostro sistema sanitario con scarsi finanziamenti e'ottimistica e non corrispondente alla realta¡fattuale. Io abito a Torino,sono nato in provincia di Caserta,e purtroppo ho spesso a che fare con la Sanita'pubblica sia al Nord,sia al Sud. Per fare una Ecografia,o una Tac in una struttura Pubblica ci vogliono diversi mesi,anche 1 anno per la Tac. E sa perche'? Perche'le strutture pubbliche,stanti i tagli di personale che secondo lei sono una buona cosa,non hanno gli addetti per coprire i turni per far funzionare le apparecchiature a pieno regime,per cui lo smaltimento delle liste di attesa e'lungo. Lo stesso vale per un intervento chirurgico di routine come un'ernia,una appendicite,e cosi via: se va bene,per interventi di questo tipo,a Torino occorre aspettare Tra i 10/12 mesi ed anche di piu'. Perche'anche le sale operatorie funzionano a scartamento ridotto per carenza di medici ed infermieri. Inoltre non so se sa che ci sono paesini,specie al Sud Italia,dove il piu'vicino Ospedale/posto letto si trova a 60 km di distanza! Quindi il definanziamento del sistema sanitario,in atto ormai da almeno 10 anni,si fa sentire eccome sui servizi offerti dal nostro sistema sanitario!
  5. Beba Rispondi
    Ottimo articolo. Solo una riflessione, da una persona che ormai vive all’estero (Olanda e Inghilterra) da oltre 15 anni. E’ possibile che una parte del risultato sia dovuta alla disponibilità di specialisti privati che, a giudizio e a spese dell’individuo, vengono consultati? Questa opzione non è possibile in altri paesi, se non dietro insistenza ed e comunque a discrezione del medico generale. Riconoscere patologie in tempo Conta moltissimo nel determinare l’outcome finale.
  6. Luigi Panfili Rispondi
    Dato che le Asl sono divise in due parti distinte, sanitaria ed amministrativa, con distinti direttori, potrebbe essere interessante "indagare" su quante risorse, sul totale impiegato da ogni Asl, vengono destinate alla macchina burocratica amministrativa e quante vengono effettivamente spese in "corsia". Perché è forte il dubbio che il personale sanitario è in pericoloso sottorganico e sottoposto a turni inauditi, mentre in altri comparti della Asl si potrebbe svolgere lo stesso lavoro con meno personale. Grazie.
    • davide zanin Rispondi
      molto interessante, speriamo in un articolo su questo
    • Paolo Bianco Rispondi
      La verifica è fattibile confrontando i costi di bilancio sotto il paragrafo BA2080 (totale costi del personale) e quelli sotto il paragrafo BA2410 (costi del personale ruolo amministrativo), in entrambi i casi comprensivi dei dirigenti. Un veloce controllo sui bilanci delle principali AUSL dell'emilia romagna restituisce ad es. valori tra 6% e 8%, non saprei se vi sia modo (dalla banca dati SIOPE ad es.) di estrarre rapidamente dati per tutt'Italia. Comunque in molte realtà è successo il contrario di quanto paventato: anni di turnover contingentato hanno costretto le aziende sanitarie a dirottare il turnover interamente in corsia, per salvaguardare per quanto possibile il servizio al paziente, con grave depauperamento dei ruoli professionali e tecnici, ormai sostanzialmente in via di estinzione, e la conseguente esternalizzazione sempre più massiccia delle attività. Questo anturalmente non esclude che nel settore amministrativo vi siano comunque ottimizzazioni importanti fattibili grazie all'informatizzazione, ad es.