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  1. Marcello Romagnoli Rispondi
    Il piano potrebbe essere positivo sulla Ue se fossero denari freschi quelli utilizzati, non soldi delle tasse dei cittadini. L'idea che si possano creare migliaia di miliardi di euro per le banche, ma che non si possa creare un centesimo per gli Stati e quindi per i cittadini è spaventosa per le conseguenze che ha sulla carne viva delle persone. Se l'economica non ha come fine il far stare meglio la gente,sempre più gente, non ha senso che esista. L'economia non si basa su leggi della Natura, non nella disponibilità degli uomini. L'Economia dipende dalle regole che gli uomini si danno e possono essere cambiate. Tutto il resto è truffa.
  2. Asterix Rispondi
    L'obiettivo vero delle politiche green dell'Unione Europea era quello di giustificare dinnanzi all'elettore tedesco l'adozione di politiche pubbliche espansive, con esclusione degli investimenti pubblici in materia ambientale dalle regole di bilancio dei Trattati UE (in deroga alla regola del pareggio di bilancio). Spero che nessuno abbia pensato che si possa salvare il pianeta introducendo regole ambientali solo per il continente europeo, che peraltro penalizzerebbero le nostre imprese industriali rispetto a quelle cinesi, indiane o americane. E' di tutta evidenza che per ottenere un concreto miglioramento dell'ambiente è necessario il consenso di Cina, India e USA. Il problema è che il primo atto della nuova commissione della Von Der Leyen è stato quello di confermare che non si voleva escludere gli investimenti ambientali dalle regole di bilancio (forse per tranquillizzare i suoi elettori). Questo ha fatto mettere una pietra sopra a chi sperava che con la nuova Commissione ci sarebbe stato un cambio di passo delle politiche europee. Ora gli obiettivi ambientali sono diventati l'alibi per introdurre nuove imposte per rispettare quelle regole europee di bilancio. Personalmente ho dubbi che i gilet giall francesi, come i nostri autotrasportatori, accetteranno aumenti delle accise per superiori esigenze ambientali però sarà interessante vedere gli sforzi della Von Der Leyen in tal senso.
  3. roberto romano Rispondi
    sebbene siano dei punti qualificanti, è rimosso l'aspetto economico: 1) il 90% delle emissioni arriva dalle attività economiche e solo il 10% dai consumi; 2) per cambiare il motore della macchina (Riccardo Lombardi) serve un intervento pubblico che muti la matrice della domanda e dei relativi input. C'è una terza questione: servono risorse finanziarie adeguate che la Commissione non intende movimentare.
  4. Fabio Rosi Rispondi
    So che quello che sto per dire non è proprio "politically correct", ma ogni tanto bisogna osare. Rendere l'Europa il "primo continente climate-neutral entro il 2050", come scrivono gli autori riferendosi ai piani "ambiziosi" di Ursula von der Leyen, richiederà per essere attuato una MONTAGNA di soldi, che ovviamente potrebbero essere spesi diversamente e in maniera più proficua, se si tenesse conto che NON è per nulla dimostrato che l'innalzamento della temperatura sia dovuto a cause umane. Se provate a immaginare VERA questa ipotesi, ovvero che effettivamente l'innalzamento della temperatura è un fenomeno NATURALE, è evidente che i migliaia di miliardi di euro che l'Europa farà spendere ai suoi cittadini, saranno spesi MALE, con conseguenze notevoli sul nostro welfare ... La sola dimostrazione che mi sento di dare (oltre a suggerire la lettura di libri curati da esperti e non da ciarlatani) è che i report IPCC, prodotti negli ultimi 30 anni si sono SEMPRE rivelati sbagliati per ECCESSO, il che lascia intravvedere, da un lato, la perfettibilità dei modelli adottati e dall'altro, il forte interesse economico che normalmente risiede dietro questi report (in altre parole, spesso sono report "pilotati" !). Comunque nel 2050 sarò già morto, come la sig.ra Ursula von der Leyen: se avrà fatto danni irreparabili NON sarà qui a pagare per i nostri nipoti ! :-(
    • Andrea Rispondi
      Le attività ed emissioni umane CAUSANO l'aumento della temperatura media del pianeta. Ed in Italia e nel Mediterraneo un aumento superiore alla media del pianeta. Certamente capita che specifici finanziamenti condizionino studi scientifici, ma qui si parla di questioni studiate in tutto il mondo da decenni, e in cui, nonostante i grossi interessi contrari di Oil&Gas&Coal&Steal, la scienza ha un raggiunto un consenso quasi unanime. Se poi il Sig. Rosi, che pensa di non arrivare al 2050, dopo la sua generazione ha regalato alla mia un bel debito pubblico ed un'economia non sostenibile, vuole spendere i soldi per altre cose, mi spiace, ma spero che i più affrontino la REALTA' con responsabilità ed una visione di lungo periodo.
    • Rosario Nicoletti Rispondi
      Oltre ad essere completamente d,'accordo, vorrei accennare a due ulteriori aspetti. L'Europa contribuisce per circa il 10% delle emissioni di CO2. Svenarsi economicamente per abolirle mi sembra puro autolesionismo. Poi, esistono aspetti dell'inquinamento ambientale forse più pressanti; ignorarli , per privilegiare qualcosa di incerto e di costosissimo mi sembra demenziale.