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  1. Gianni De Fraja Rispondi
    Il maggioritario del Regno Unito, pur essendo teoricamente aberrante, ha per decenni servito la nazione bene, riflettendo nel complesso le preferenze politiche dell’elettorato, compresa la forte preferenza per partiti “uniti”. In genere, con il 40% dei voti si ottiene una maggioranza e che in 45% una solida maggioranza. Paradossalmente le elezioni del 2017 erano in controtendenza, negando la maggioranza al partito con il 42.4% dei voti. Va anche tenuto presente che il voto non è indipendente dal sistema elettorale: oltre al voto tattico, c’è molta gente che non va a votare quando il risultato è ovvio (David Lammy a Tottenham ha l’82% dei voti). Soprattutto se piove. L’esempio che fa Carlo per la Scozia è vero, ma non per le elezioni del parlamento scozzese, ma per un sottoinsieme del parlamento nazionale. In Scozia, proprio per evitare situazioni aberranti, una quota dei MSP sono eletti con un proporzionale. In pratica, quindi, data la geografia elettorale storicamente presente nel Regno Unito, direi che il sistema fino ad oggi ha funzionato abbastanza bene. Le aberrazioni sono geograficamente concentrate (Scozia: 56 seggi con meno del 5% dei voti) e di breve periodo (UKIP, 1 seggio con il 13% dei voti). C’è anche da dire che nel 2011, ci fu un referendum per l’introduzione del metodo AV (che è senz’altro meglio del maggioritario attuale, e ha il vantaggio di mantenere il rapporto individuale tra elettori e il “loro” MP), ma venne respinto da più del 2/3 dei votanti.
    • Carlo Rispondi
      "Ingegneria costituzionale comparata" di Sartori, se ricordo bene tradotto anche in inglese, rimane un classico che spiega in maniera esemplare i pro e i contro dei vari sistemi elettorali e di governo.
  2. Carlo Rispondi
    Il sistema elettorale britannico è in grado di trasformare il 55% dei voti nel 90% dei seggi. Non è un esempio teorico, ma è quanto accaduto (punto più, punto meno), in Scozia due elezioni fa, dove lo Scottish National party ottenne circa il 90% dei seggi scozzesi con poco più della metà dei voti. Per me questa è una scandalosa aberrazione, ma ai britannici va bene così. Il sistema del voto alternativo, come in Australia, è molto più equo e sensato, ma ovviamente i partiti grandi non lo vogliono: https://www.youtube.com/watch?v=wA3_t-08Vr0
    • Henri Schmit Rispondi
      Non concordo. Le elezioni politiche servono per eleggere i componenti individuali dell’assemblea parlamentare, non per eleggere partiti, né per eleggere e nemmeno per indicare chi deve formare il governo. Questa è un’idea aberrante, tipicamente italiana (Berlusconi, Renzi), ma ormai molto diffusa anche altrove. Il sistema britannico, molto severo, è una vantaggio ora che l’opinione non sa più quale via seguire per colpa di un’offerta poco convincente. Johnson vincerà (secondo le previsioni del Guardian che sicuramente preferirebbe un risultato diverso) per questa ragione, perché non c’è un’offerta coesa e convincente di un partito remain. I LibDem non sono riusciti ad attrarre l’ala remain dei Tories né ad allearsi con l’ala remain del Labour. L’uninominale in numerosi collegi ritagliati correttamente (come in UK) ha il grande vantaggio di premiare i candidati mediani. È colpa della dirigenza Labour e LibDem di non aver saputo profilarsi, nonostante una maggioranza nel paese contraria al programma di Johnson, come la soluzione preferita nel maggior numero di costituencies. Questo si chiama incapacità, non vizio di sistema. Il vizio di sistema - oltre che di uomini - sta tutto da questa parte delle Alpi.
      • Carlo Rispondi
        Faccio davvero molta fatica a capire cosa ci sarebbe di aberrante nel volere un sistema elettorale che rappresenti le effettive preferenze degli elettori senza distorcerle troppo, e faccio ancora più fatica a capire come non si possa considerare un’aberrazione il caso scozzese del 90% dei seggi col 55% delle preferenze (o giù di lì). Me lo spiega? Cosa vuol dire collegi ritagliati correttamente? Una delle grandi aberrazioni del maggioritario è di essere molto sensibile a come sono definite le circoscrizioni, perché spostare di poco i confini può produrre risultati molto di versi. È il cosiddetto “gerrymandering”. https://en.wikipedia.org/wiki/Gerrymandering , che non è altro che un esempio di quello che in statistica si chiama paradosso di Simpson. Quali sarebbero i vantaggi del maggioritario inglese? Maggiore stabilità? Non sempre e non garantito: vedi i risultati delle ultime elezioni. Tenere a bada gli estremismi? Se così fosse, il partito Conservatore non sarebbe diventato la patria del più becero nazionalismo inglese, e quello Laburista non sarebbe sotto il comando di un gruppo di vetero-marxisti convinti di vivere ancora negli anni ’70. Se proprio si preferisce un maggioritario, che almeno si opti per il sistema del voto alternativo come in Australia, che distorce molto di meno le preferenze, e consente di evitare l’amletico dubbio se il voto per il partito preferito sia un voto sprecato (facilmente una profezia che si auto-avvera).