logo


  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Nella sua lunga storia di successo l'economia di mercato ha sviluppato parecchi strumenti per rinforzare la "fiducia reciproca" e l'empatia tra le parti. Parliamo di garanzie, cogestione, stock option, ecc. Non mi pare che tutto questo abbia molto a che fare con il buonismo dell'autore e con il capitale umano. Invito il prof. Ichino a proporre simili soluzioni per la riforma del ESM per vedere che effetto che fa.
  2. Maurizio Portaluri Rispondi
    Ciò che mi risulta sorprendente è che in 70 anni la presenza del Siderurgico non abbia prodotto in termini di imprenditoria nulla'altro che una raffineria e un indotto dedicato e totalmente dipendente. Se i governi del dopoguerra ritennero di rispondere così alla crisi della cantieristica, quelli successivi non hanno diversificato l'industria nei poli industriali meridionali che stanno tutti chiudendo lasciando il deserto che avevano trovato. Quanto all'acciaio, quello cinese costa molto meno.
  3. Pier Francesco Veronica Rispondi
    A me sembra ragionevole pensare che Acelor Mittal non debba rispondere penalmente per reati commessi da altri D'altra parte se ha vinto una gara non può dire : mi sono sbagliato,me ne vado. Restano oggettivamente tre problemi :l'esubero del personale (?),la riduzione del fabbisogno mondiale di acciaio e la situazione di grave inquinamento ambientale. Secondo me dopo Acelor Mittal non se la prende più nessuno (vedi caso Alitalia).
  4. Henri Schmit Rispondi
    Stigmatizzando lo scarso capitale sociale il professore forse intende il capitale umano. Si dovrebbe provare a definire. Anche Carlo Cottarelli nei suoi 7 peccati capitali ha aggiunto ex post ad ogni capitolo un paragrafo sul capitale umano che scarseggerebbe. Concordo. Ma bisogna definire, precisare, rendere concreto. Un responsabile politico come l’autore (al quale va riconosciuto il grande merito di aver lottato con successo per la riforma del contratto di lavoro) ora NON può dire che è colpa di TUTTI. Eh no! È colpa dei governanti soprattutto e dei protagonisti aziendali in subordine. Loro sono uniti da un filo rosso che corre - con poche eccezioni - da prima di tangentopoli fino al populismo di adesso. NESSUNO degli attori politici sembra in grado di riguardare la realtà in faccia sui grandi temi e problemi e promuovere soluzioni vere e coraggiose. Anche da coloro che di recente sono stati più capaci da questo punto di vista ha prevalso alla fine l’eterno vizio italico del doppio gioco e del discorso ingannevole. La prima regola per contribuire a rinforzare il nuovo mantra del capitale umano è di cercare e dire la verità. Senza guardare la verità in faccia ci saranno solo soluzioni zoppe (se no addirittura truffaldine). La sfida PUBBLICA dell’ex ILVA è più ampia di quanto riassunto qua, il problema inizia prima delle accuse ai Riva e una soluzione richiede sforzi più importanti, straordinari.
  5. Aldo Mariconda - Venezia Rispondi
    Il quadro è perfetto. Più brutalmente forse si può dire che, se si vuol salvare l'acciao a TA, governo e sindacati debbono anche accettare una ristrutturazione, data la crisi del settore. Meglio questa che la messa in strada di 15/20.000 persone incluso l'indotto.
  6. Andrea Gandini Rispondi
    Ichino ha perfettamente ragione ed ha avuto il coraggio di scrivere che i problemi "vengono da lontano". Al petrolchimico di Ferrara negli anni '70 per passare a produzioni meno inquinanti e nocive il sindacato lottò non solo contro i "padroni" ma anche contro i dipendenti e nella ristrutturazione del 1984 l'unico parametro non fu avere meno esuberi (come a Marghera e come volevano i dipendenti) ma capire come sviluppare la "fabbrica del futuro"...assumendo 300 giovani. Occorre vision e intenti comuni, non è utopia.
  7. aless Rispondi
    Ha fatto bene il governo a cancellare il cosiddetto "scudo penale": qualsiasi legge ordinaria non può infrangere il dettato Costituzionale. Quindi se non ci avesse pensato il governo, lo avrebbe fatto la Consulta appena se ne sarebbe presentata l'occasione. L'unico "scudo" possibile è costituito dall'art. del Codice penale: “L’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica Autorità, esclude la punibilità”. Non c'è altro da aggiungere. Arcelor Mittal ha rovesciato il tavolo per altre ragioni (che si possono individuare anche nello stesso articolo di Ichino) ma certo non per lo "scudo penale" che è un tavanata galattica.
  8. Biagio Rispondi
    Gentile Professore, Condivido quanto da Lei esposto ma mi permetto di aggiungere che non è solo la mancanza di un corretto rapporto tra le parti basato sulla reciproca fiducia a causare la situazione che vediamo. Secondo me è anche una testarda ed ostentata ignoranza (nel senso di ignorare) propria di chi certe scelte le vuole intraprendere come se giocasse ad un videogame. Le cnsiglio se ha tempo e piacere di leggere “The Death of Expertise” di Tom Nichols per capire cosa intendo. Riporto una frase che rende bene il concetto: <> Forse questa piaga, l’ignoranza, unita alla mancanza di percezione del lavoro come Valore, che puntellano tutte le Non scelte che vediamo in giro (… per non parlare di Alitalia). Con stima
  9. Savino Rispondi
    Si pretende un reddito, garantito dallo Stato, senza sporcarsi le mani e respirando salsedine o aria raffinata di montagna. Questo è impossibile.