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  1. Henri Schmit Rispondi
    L’elezione incluso il riparto definitivo “su base circoscrizionale” è un’ottima idea, ma andrebbe applicata alla Camera. Il comune denominatore delle ultime riforme costituzionali (2006, 2016 e ora) è lo snaturamento del Senato promosso da esperti remunerati e politici incompetenti in fondo populisti che vorrebbero far passare novità incoerenti nell’interesse proprio come richieste dell'opinione pubblica. In alternativa a tutto ciò sarebbe preferibile 1. sopprimere la seconda camera sempre più omogenea (un’assurdità ora celebrata come pregio) e fare del Senato un organo consultivo autorevole, eletto indirettamente e selettivamente, senza poteri vincolanti, salvo veto sospensivo su questioni cruciali, come garante della coerenza e della costanza delle leggi, e 2. perfezionare la Camera con una legge elettorale semplice e conforme e 3. il governo rinforzando i poteri del Presidente del Consiglio incluso quello di revocare incarichi ministeriali, introducendo il vincolo della sfiducia costruttiva e una corsia prioritaria per i progetti del governo con tempi parlamentari certi. Per fare questo servirebbero menti indipendenti che vedono le cose in una prospettiva lunga pensando al passato, soprattutto al periodo fra le due guerre in Italia e in Germania, e al futuro, almeno ai prossimi 20 anni. Nonostante l’inflazione senza paragone in alcun paese democratico di costituzionalisti e politologi e in netto contrasto con i tempi della costituente, queste menti sembrano mancare.