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  1. Antonio Rossi Rispondi
    La riforma, come integrata dagli indicatori CNDCEC, avrà degli effetti paradossali. Le imprese in precario equilibrio non sosterranno i costi della tesoreria e quindi, dove è maggiore il rischio, gli indicatori saranno in grado di intercettare solo l'11% delle insolvenze. Sul restante 89% gli organi di controllo potranno coprirsi sostenendo che, non essendo stati superati gli indici di crisi, non erano tenuti agli obblighi di segnalazione ex art. 14 CCII. Gli incentivi all'adozione di adeguati assetti organizzativi non esistono, perché i benefici sono collettivi (minori e più tempestive insolvenze), i costi (degli assetti) individuali. Sarebeb stato meglio modificare l'art. 2214 c.c. imponendo, nell'assetto contabile minimo per legge, anche il sistema di tesoreria. Speriamo.
  2. Francesco Vitolo Rispondi
    L'uso del termine «azienda» come sinonimo di «impresa» è scorretto sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista giuridico. Giornalisti e politici ignorano la differenza di significato fra «impresa», «azienda» e «società», dando un rilevante contributo al degrado del linguaggio.
  3. Alessandro Pescari Rispondi
    Condivido in larga parte l'articolo di Romano e Schivardi, tuttavia quale professionista del settore che è a contatto con molte micro-piccole-imprese, l'elemento più ostico è quello della cultura aziendale e, in particolare, di far comprendere all'imprenditore che strutturare l'azienda utilizzando la tecnologia reperibile anche a "buon mercato" è un passo decisivo. Al tempo stesso i commercialisti-colleghi hanno un ruolo fondamentale in questo periodo sia per divulgare la detta cultura d'impresa, sia per individuare funzioni "dormienti" che possono dare maggiori soddisfazioni professionali (anche economiche). Non vi è dubbio poi che la MPMI (o la cd. nano impresa - definizione del CNDCEC) ancora non riesce ad apprezzare questi cambiamenti, visti essenzialmente come oneri/spese aggiuntivi, ma l'introduzione di modelli di mappatura dei rischi e/o di KPI, gestiti con gradualità (come un vestito sartoriale e con oneri ampiamente ridotti rispetto a quelli stimati nel pezzo in commento), potranno contribuire a fare crescere l'impresa stessa e al contempo limitare i rischi (enormi) nella gestione di qualunque attività, fino a scongiurare il default. Del resto questo è lo scopo della riforma, con la salvezza dei posti di lavoro.