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  1. Marcello Rispondi
    Mi sembra che l'Agenzia delle Entrate dedichi più impegno a fare le pulci ai contribuenti che hanno dichiarato e registrato atti, per scovare irregolarità formali, piuttosto che cercare gli evasori veri. Ad esempio un box auto affittato a 70 euro/mese (!!) con contratto registrato (!!!) viene debitamente scandagliato e si scopre che la minaccia (!!) del raddoppio dell’interesse legale in caso di ritardato pagamento del canone può configurarsi come una “penale” e quindi come “disposizione autonoma” soggetta ad autonoma imposizione. (Per dare un’idea, il ritardo di un mese intero avrebbe portato ad una penale di 3 cent nel 2018 o di 9 cent nel 2019, e quindi con tutta evidenza questa clausola non era stata imposta dal locatore per cautelarsi, ma era semplicemente un regalo del software standard di questi contratti, una frase che nessuna delle due parti aveva considerato meritevole di attenzione). In seguito a questa interpretazione fantasiosa, i due firmatari del contratto ricevono un conto di ben 280 euro con la minaccia (questa sì seria) di procedimenti esecutivi. Dato che la cifra è minore di quello che costerebbe un avvocato e un procedimento in giudizio, la maggior parte dei contribuenti che ricevono questo avviso pagherà. Così si risanano i conti della nostra povera Patria.
  2. Carlo Rispondi
    Articolo che evidenzia l’arretratezza della cultura politica e fiscale italiana: l’evasione è non pagare le tasse che sia omesso lo scontrino o non versate le imposte poco importa. Invece si continua a ritenere che l’omissione della fatturazione e della dichiarazione siano i comportamenti più rilevanti quando probabilmente non lo sono. Dal comunicato stampa eurostat 166/2019 risulta che la media europea di incasso dell’Iva è pari al 7,1% del pil mentre per l’Italia è del 6,2 % (ad esempio noi abbiamo l’aliquota ordinaria del 22% mentre la Francia con aliquota del 20% incassa il 7,2%) oppure che le imposte sulle imprese siano del 2,7% del pil mentre in Italia il 1,9%. Invece la media dei contributi sociali versati è esattamente pari alla media europea perché l’omissione è reato penale oppure c’è la sanzione minima di 10.000 euro. Per sopperire a questi mancati gettiti, le imposte sulle persone o sul reddito nazionale in Italia sono all’11,6 % del pil a fronte di una media europea del 9,5%. E poi non stupiamoci se il pil ed i consumi stagnano e la gente vota per la flat tax.
  3. Gianni Pischedda Rispondi
    "Ma il punto è che questa conoscenza va, poi, messa a frutto." Si d'accordo, ma dove sono le persone, i data scientist, per far questo? L'Italia ne forma gia pochi, e molti 'scappano' all'Estero perche' non trovano lavoro o non sono remunerati a prezzi di mercato. Ne conosco alcuni qui a Londra. Che si fa per farli ritornare?
  4. Michele Lalla Rispondi
    I commenti sono interessanti, ma qualcuno mostra debolezza logica o prospettica. L'autore è un esperto e non può dire tutto in un articolo cosí breve, che mostra almeno un punto debole. La "messa a frutto della conoscenza" trascura che il datore di lavoro è pubblico e non dovrebbe licenziare (e già lo fa) come gli pare, che le competenze appena apprese vanno perdute, che le persone licenziate trattano dati molto sensibili con conoscenze che potrebbero tornare utili ai privati. Insomma, la lotta all'evasione è una partita a scacchi, il legislatore mette a punto dispositivi anti-evasione e il contribuente risponde con nuove strategie per evadere. Questo è comune a tutti i paesi, in Italia è un po' piú pervasivo perché l'etica pubblica (di tutti) è troppo spregiudicata e estremamente diffusa. Anche le manette sono propaganda perché milioni di piccole evasioni costituiscono un ammontare di miliardi che può superare ampiamente quello dei grandi evasori. Dice Davigo che "un furto di due bottiglie di liquore con strattoni" comporta 4 anni di galera (che si fanno) e un furto al fisco di migliaia e migliaia di euro non comporta niente perché la pena non supera la minima. Ne consegue che accanto al Ministero delle Finanze deve lavorare bene anche il Ministero della Giustizia e tutto il Governo in concerto ... Contro la stampa e i media, tutti asserviti agli EVASORI (grandi e piccoli, come le varie associazioni delle varie categorie). Ecco, ci vanno di mezzo sempre gli indifesi
  5. toninoc Rispondi
    La lotta all’evasione fiscale e contributiva non è mai stata fatta seriamente da nessun governo perché porta via consensi elettorali perché si è sempre presentata, sopratutto dal centrodestra, come “togliere soldi dalle tasche degli Italiani” anziché come “giusto ricupero di risorse per dare migliori servizi ed investimenti pubblici per il lavoro” a tutti i cittadini (compresi gli evasori). Anche nell’attuale maggioranza che sostiene il governo ci sono troppe timidezze nei confronti degli evasori che io chiamo “ladri di servizi” . Si invoca la privacy o l’eccessiva severità con le manette per annacquare il provvedimento ma la verità è che si ha e si è sempre avuto paura del crollo elettorale da parte di chi dovrebbe affrontare seriamente e risolvere gradualmente il problema principale dell’Italia che è il ladrocinio fiscale diffuso a danno soprattutto di chi le tasse le paga fino all' ultimo centesimo: pensionati e lavoratori dipendenti. Pagare tutti per pagare meno!. Ma visti i precedenti, non è consentito nessun ottimismo al riguardo.
    • GiBi Rispondi
      assolutamente condivisibile
  6. Giuseppe Rispondi
    Sulla seconda problematica evidenziata (c.d. evasione da riscossione e utilizzo di prestanome o società cancellate), per reprimerla ci vogliono necessariamente gli strumenti di indagine penale e strumenti di repressione penal-patrimoniale. L'Ammistrazione non li potrà mai avere. Ed è giusto che sia cosi. Ma li può innescare attraverso le denunce per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, chiedendo fallimenti e segnalando possibili reati fallimenatri (se arriva entro l'anno) o facendo denunce per riciclaggio.
  7. Henri Schmit Rispondi
    Giusto: informazioni, database, schedatura, trasparenza sono condizioni indispensabili della lotta all’evasione. Non mi sembra però che quest’ultima sia riducibile ai due fenomeni descritti, cioè non dichiarazione (con creazione di fondi occulti) e non versamento. Dove classificare la frode fiscale e i montaggi fiscali dubbiosi, nella zona grigia fra corretto e illecito? Questo fenomeno è molto diffuso sia fra i piccoli operatori (cf i recenti arresti nel Lazio fra imprenditori e commercialisti), sia fra imprese medie e grandi, incluse le multinazionali. Il fenomeno è universale ma più diffuso in Italia che altrove, perché la legge fiscale è troppo bizantina, variabile, incerta, terreno ideale per i furbi e i loro indispensabili consulenti che sono la categoria professionale più pagata nel paese; questa situazione indebolisce la PA e la polizia finanziaria (pur creando poteri discrezionali), ma soprattutto la giustizia è più complicata, lunga e incerta. Gli idraulici e i dentisti si arricchiscono troppo facilmente in nero in tutti i paesi, ma l’evasione sorretta da montaggi più o meno dubbiosi pesa (presumo) molto di più in Italia. Non sarebbe possibile misurare con categorie e numeri precisi? È facile prendersela con i paradisi fiscali white list, è più difficile comprendere le debolezze, lacune e buchi nel sistema e implementare misure anti-evasivi ed anti-elusivi efficienti. Basterebbe comunque copiare i paesi più efficienti.
  8. Savino Rispondi
    Gli italiani hanno tanto da nascondere allo Stato e ci provano sempre a non pagare il dovuto. Non si spiegherebbe altrimenti la situazione di benessere che continua ad esserci dopo oltre 10 anni di crisi, soprattutto nei settori del lusso, del turismo esotico, degli alberghi, dei gioielli, delle automobili sportive, della nautica, dell'enogastronomia di altissima qualità, della cosmesi e del benessere fisico, dell'edilizia da investimento (mentre un giovane fatica a costruirsi la prima casa) ed altri ancora. Coi soldi che sottraggono alla legittima imposizione fiscale dello Stato e ai servizi essenziali alla comunità, gli italiani fanno a sbafo tutto ciò. Non si capisce perchè un cittadino con la busta paga viene sottoposto ai raggi x dal fisco, mentre i fraudolenti e i cattivi pagatori non sono ritenuti tali. A mio giudizio, solo colpendo i patrimoni degli italiani, non sudati e frutto di illeciti, si può ottenere il recupero del maltolto.