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  1. Roberto Convenevole Rispondi
    Condivido tutte le affermazioni di Onado. Draghi ha salvato la UE da implosione devastante per tutti. Risultato rimarchevole perché non aveva un modello teorico che gli indicasse la strada. Al ritorno dal MIT ripeteva le insulse posizioni di Modigliani come si evince dalla sua Tesi di dottorato a pag. 50: “il prezzo del prodotto del settore è il corretto deflatore dei salari nominali dei lavoratori del settore” (Produttività del lavoro, salari reali e occupazione, Franco Angeli 1979). Se fosse vero, il salario come capitale anticipato dalla imprese ai lavoratori, coinciderebbe con il salario reale goduto. Il ché è palesemente falso e, come corollario, l’inflazione risulterebbe un fenomeno neutrale, dunque irrilevante. Draghi ha dimostrato di avere una grande intelligenza pratica. Come ha ricordato il filosofo Roberto Finelli, Draghi ha avuto la sia la Frònesis aristotelica che il Kairòs di Platone: la conoscenza che è capace di indirizzare la scelta e la capacità di cogliere il momento giusto per intervenire. Con il suo agire è infatti riuscito a modificare la percezione del rischio da parte degli operatori (i famosi mercati). Ricordandosi anche della grande lezione di Etica pubblica di Federico Caffè. Draghi Lascia una eredità importante e sarei curioso di sapere se conosca la dottrina del rischio calcolato enunciata dall’ammiraglio Chester W. Nimitz ai suoi comandanti in mare alla vigilia della decisiva battaglia di Midway.
    • Henri Schmit Rispondi
      Diciamo che ha salvato l'Italia da un'implosione della zona euro. La maggior parte degli altri stati e le loro economie e conti pubblici si sarebbero salvati, in un modo o in un altro, sarebbero alleati oggi in un'associazione meno rigida, ma fra solo paesi convergenti. La forza della moneta comune qualsiasi essa fosse dopo ne avrebbe perso ovviamente, il mercato finanziario comune sarebbe più piccolo, ma più solido. Tutta l'UE, gli allargamenti e la moneta unica dovevano essere fatti in modo più graduale, che coloro che si vogliono veramente stare, per l'attivo e per il passivo. Macron l'ha capito fermando i negoziati per nuove adesioni fino a quando i trattati sono stati emendati. Una della clausole che ci devono essere, secondo Macron, è che ogni paese deve essere libero di andarsene; e se rimane deve stare alle regole o rischia l'espulsione. Draghi ha dimostrato di avere una grande intelligenza pratica, assolutamente si, ha compreso quali erano i fattori (o le cause) più determinati e ha saputo decidere tempestivamente, ma non disturberei i classici, suona da bigottismo.