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  1. Daniele Elisei Rispondi
    Non capisco: se dividiamo linearmente 220 tra 24.600 e 100.000 vengono 29 centesimi ogni 100 euro. Perché 3,8 euro? Inoltre l’aumento implicito dell’aliquota non viene calcolato su tutto il reddito?
    • carlo fiorio Rispondi
      220 x 12 mesi x 1 figlio = 2880 euro/anno 2880/(100000-24600) = 3,8% (3,5 % con assegno mensile di 220 euro)
  2. Alberto Lusiani Rispondi
    Questa e altre misure analoghe (bonus Renzi, detrazioni) dovrebbero essere costanti rispetto ai redditi. Renderle decrescenti coi redditi e' equivalente ad aumentare le aliquote fiscali degli scaglioni di reddito piu' elevati, ed' e' molto meglio che sia realizzato in questo secondo modo, per due motivi. Il primo motivo e' di trasparenza, cosi' che l'aliquota marginale sul reddito sia piu' trasparente. Il secondo motivo e' che rendendo detrazioni o assegni dipendenti dal reddito, a seconda delle modalita' seguite, corrisponde ad una progressivita' delle imposte sbagliata e insensata, che per esempio, nel caso del bonus Renzi, aumenta molto le tasse marginali per redditi tra 26 e 28 mila euro rispetto a chi ha redditi superiori. Sono conti matematicamente semplici che dovrebbero essere fatti, invece di seguire istinti demagogici contro i benefici ai "ricchi".
    • Andrea A. Rispondi
      Gli 80euro di Renzi creano alcune distorsioni. Tuttavia in questo caso è diverso: un assegno per i figli è percepito solo da chi ha figli, se aumento l'aliquota fiscale irpef aumento le tasse anche a chi non ha figli. Inoltre le aliquote irperf si applicano sull'imponibile irpef, mentre nell'articolo si parla di reddito complessivo.
  3. Carlo Rispondi
    Correlare l’assegno unico al reddito irpef dà luogo ad iniquità perché i redditi finanziari o i dividendi delle piccole spa/srl non vengono dichiarati nel modello unico. Infatti i redditi di chi investe in borsa hanno ritorni inimmaginabili con i tassi a zero: da ottobre 2016 (esclusi i dividendi) il mib è cresciuto del 30%, il dow jones del 48%, l’oro del 13%. Una possibile fonte di finanziamento può derivare dall’abolizione della detrazione per altri familiari a carico che adesso è inutile perché c’è il reddito di cittadinanza. Anzi chi prende il reddito di cittadinanza risulta ancora a carico perché non è considerato reddito ai fini Irpef. Addirittura questa detrazione è un favore agli evasori, ad esempio il genero che lavora in nero, oppure a chi ha redditi basati su basi imponibili forfetarie con criteri risalenti a trent’anni fa come il figlio che ha carico il genitore agricoltore. Sarebbe da abolire anche la detrazione per i figli di età superiore a 26 perché rappresenta un sussidio a fannulloni e lavoratori non in regola.
  4. Savino Rispondi
    Come già accaduto per il reddito di cittadinanza, vengono confuse misure di sostegno contro la povertà con incentivazioni ad attivazioni al lavoro ed, in questi casi specifici, col riempimento di spazi vuoti di conciliazione lavoro-famiglia. Misure confuse e sovrapposte, dai destinatari molto limitati (reddito zero o vicino a zero), perlopiù con lo stanziamento di poche risorse reperibili. Fatemi dire che le buone pratiche di welfare sono un'altra cosa, che welfare non è assistenzialismo in senso politico e che da esso va espunta la previdenza, che in assenza dello sviluppo e della parsimonia scandinava, bisogna abbandonare il modello universalistico che elargisce mance e briciole a tutti e che, se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno così costituzionale, penso soprattutto agli elementi di progressività. Piuttosto, occorre focalizzarsi sulla platea davvero da proteggere, formata soprattutto da giovani, soprattutto donne, sia disoccupati, sia dalla carriere discontinue.
    • Dino Rispondi
      Briciole? Mance? Assistenzialismo? Credo che chi scrive qui sopra non abbia compreso il problema nè la soluzione prospettata. I figli non sono un fatto individuale, non esclusivamente. I figli "servono" alla società. Le famiglie non possono essere lasciate sole dallo Stato. Questa misura sarebbe ossigeno puro (altro che briciole), avrebbe un impatto fortissimo sulla povertà, creerebbe le condizioni per avere un po' più di fiducia in un eventuale progetto genitoriale. L'Italia è agli ultimi posti del mondo in tema di ricambio demografico. Stiamo morendo. Apriamo gli occhi.
      • Savino Rispondi
        rielaborazione di formule già esistenti