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  1. Giovanni Rispondi
    Concordo pienamente con il suo intervento prof. Lungarella In particolare trovo apprezzabile l'idea di abolire la cedolare secca per gli immobili affittati a canone non concordato favorendola invece per gli immobili locati a canone concordato. Rimane tuttavia l'interrogativo del pagamento "in nero" di una ulteriore quota di canone. Tuttavia io credo che un problema rilevantissimo è lo scarso controllo che i Comuni fanno sugli appartamenti di loro proprietà. Troppo spesso vedo figli di anziani assegnatari che, alla morte del proprio genitore, rimangono in quelle case pur non avendo realmente bisogno. Inoltre, come gran parte delle varie politiche di sussidio italiane, bisogna tener conto della iattura del lavoro nero. In un progetto di lotta all'evasione fatto in sud italia ricordo benissimo come nel quartiere dove erano presenti i condomini di proprietà del Comune fossero parcheggiate Mercedes, BMW..
    • Paolo Rosa Rispondi
      Gentile Raffaele, analisi corretta solo in parte. C'è dell'altro. Innanzitutto basta con nuove costruzioni. C'è tanto pstromonio di erp ancora da recuperare. Il dato significativo sono le abitazioni private che risultano sfitte. Sono tali o perché sono affittate in nero o perché effettivamente libere. In ogni caso su queste unità immobiliari la tassazione va fortemente incrementata. Basta con PEEP che hanno generato quartieri dormitorio pivi di servizi ed urbanizzazioni e funzioni pregiate. Paolo Rosa architetto dirigente Direzione condizione abitativa Ministero infrastrutture e trasporti.
      • Massimo Pasquini Rispondi
        d'accordissimo con il dott. Paolo Rosa aggiungo anche che si dovrebbero usare finalmente tutti i residui ex gescal che ammontano a 970 milioni di euro al 30 settembre 2019 e anche tutti i centinaia di milioni di euro che sono stati utilizzati per realizzare opere o per interventi che nulla hanno a che vedere con le case popolari, aggiungo infne che con la soppressione della cedolare secca sui contratti a libero mercato potremmo ricavare un miliardo di euro di entrate in più con il quale finanziare un piano caso finalizzato a realizzare case popolari o a canone agevolato e rigenerare gli immobili inutilizzati e le periferie, Il governo avrà questo coraggio?
        • raffaele lungarella Rispondi
          Sei anni fa scrissi un articolo mettendo in evidenza che le gaicenze Gestal erono 1.137 milioni di euro. il problema riguarda quattro-cinque regioni. per spingerle a utilizzare quei fondi lo stato dovrebbe escluderle dall'assegnazione di eventuali nuovi fondi destinati a programmi di edilizia pubblica, finchè non avranno azzerato le loro attuali disponibilità. per il loro azzeramento ci sono due strade: a) lasciarle a quelle quattro cinque regioni che non le hanno ancora spese, che con il ritmo
      • raffaele lungarella Rispondi
        Caro Paolo, su alcune cose sono d'accordo con te, su altre no. Concordo che non bisogna consumare nuovo suolo. Poichè, come dimostrano alcune leggi regionali, il blocco non sarà assoluto, è meglio utilizzare il margine consentito per contribuire a risolvere il problema della casa. sono anche d'accordo che il recupero delle case popolari sfitte dovrebbe essere una priorità della politica. ci sono quartieri domitorio di edilizia convenzionata ma anche di edilizia libera. non è il peep che li fa dormitorio. poi ci sono peep e peep: quelli che conosco io non sono senza urbanizzazioni e servizi (anzi hanno molto verde, asili, ambulatori medici ecc). è carente l'offerta commerciale, perchè spesso non decollono i piccoli centri commerciali previsti nelle urbanizzazioni. ma questo dipende dalla diffusione dei grandi centri commercali. Le case sfitte in molte città sono assoggettate all'aliquota massima dell'Imu (Tasi). Vi sono sicuramente grandi patrimoni che restano sfitti per anni. Ma i privati che tengono sfitta un'abitazione probabilmente lo fanno in previsione di una qualche esigenza familiare futura. non credo per convenienza, tenuto conto che oltre all'Imu occorre considere spese di condominio (particolarmente elevate in caso di centrale termica condominiale) e che da un po' di tempo non vi è neanche la prospettiva di una rivalutazione del prezzo nel rimandare la vendita.