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  1. Henri Schmit Rispondi
    Penso che ci sia consenso su alcuni punti: servirebbe sviluppo, non ci sono i soldi, non si deve fare a deficit, bisogna riformare “la struttura”. Questo è vero da 30 anni, da quando l’Italia ha smesso di crescere (cf. Intervento Brandini al convegno annuale di Lavoce.info). Perché l'Italia non ha fatto abbastanza per tenere il passo con la concorrenza nel mercato europeo aperto sul resto del globo? Non per ignoranza, semmai per cinico calcolo. Che cosa manca? Perché il discorso pubblico (in materia di finanza pubblica) è così scadente ed inconcludente, sempre focalizzato su nuovi slogan che non colgono quello che veramente servirebbe? Tutto è a breve termine per colpire (ingannare) il consenso. Che cosa fare per frenare questa deriva? Risposta: bisogna stabilizzare la produzione legislativa, fare solo leggi che durino nel tempo, non consentire ai demagoghi di turno di prevalere. La democrazia parlamentare consiste in questo, quello che viviamo da 25 anni è populismo. Non basta la Corre dei conti e l’upB per disciplinare e stabilizzare l’attività legislativa. Serve un’altea stabilizzazione istituzionale o il paese finirà prima nell’anarchia poi nella dittatura come unica salvezza. Sto leggendo un libro del 2019 sulle teorie politiche fra le due guerre mondiali, in particolare in Germania; da brivido! Democrazia liberale significa una legge che dura nel tempo, non decisioni a maggioranza casuale che cambia ogni tre mesi.
    • Henri Schmit Rispondi
      Intendevo ovviamente Andrea Brandolini.
  2. Antonio Rispondi
    La manovra "leggermente espansiva'" ( banca d'Italia) riflette le regole UE e della golden rule che servirebbe all'Italua pet crescere ,come gia su questa rivista on line il mitico Faini ebbe a pronunciarsi ( La Voce, 2004). Riuscira' il neo ministro a farsi sentire ai tavoli UE con la corda al collo?
  3. Michele Rispondi
    Una manovra di bilancio assolutamente di continuità con i governi precedenti: si sterilizza l’aumento dell’IVA (prof. Daveri, non sono risorse immesse nell’economia, sono risorse NON sottratte, c’è una sostanziale differenza) fondamentalmente tutto a debito. Le clausole di garanzia furono inventate da Tremonti e portate avanti da tutti i governi successivi: da Berlusconi a Renzi, Gentiloni, Salvini, Conte etc. Tutti. Da tutti i governi disinnescate aumentando il debito. Tutto il resto sono rounding e piccolo sottogoverno per accontentare qualcuno con qualche mancia e fare propaganda politica. Così facendo però, protratto per anni e anni, il paese non può che avviarsi a un declino sempre più rapido. Dalla crisi del 2008 (in Italia di fatto mai finita) il gap (reddito procapite, GDP, produttività, sperequazione sociale etc) con il resto dei paesi OECD è solo aumentato.
    • francesco daveri Rispondi
      Grazie. Capisco la difficoltà di resistere alla tentazione di dare una lezione a un prof universitario ma la sua precisazione sul "sono risorse NON sottratte" non fa che ripetere quello che uno GIA' legge nel mio articolo (e in altri miei articoli precedenti scritti quest'anno e ogni anno in corrispondenza delle finanziarie dei precedenti governi). stavolta ho scritto: "Come detto più volte, non è proprio denaro fresco, è solo un pericolo scampato di recessione autoinflitta". Ma su internet è più facile criticare che leggere.
  4. Marcomassimo Rispondi
    Anche illustri professori universitari non capiscono o non voglioni capire che con l'attuale sistema la crescita è impossibile; la crescita è una pura denominazione formale, un retaggio appassito del secolo scorso; ora siamo in piena stagnazione secolare e continuando con questo passo si sta facendo di tutto per renderla millenaria.
  5. toninoc Rispondi
    E' assodato da decenni che il più grosso problema dell'Italia, causa di tutte le difficoltà economiche e sociali, è l'EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA. Se non si affronta con decisione (anche a costo di impopolarità) questo problema, tutti gli altri (debito, servizi sociali, investimenti e quant'altro)ce li trascineremo avanti fino a lasciarli alle future generazioni. Nessuna timidezza con i ladri fiscali iniziando dai più grossi e continuando con i più numerosi. Altrimenti, fuorchè gli evasori, andremo tutti al vaffa day.
  6. Aldo Mariconda - Venezia Rispondi
    Si continua ad avere la coperta corta, anziché puntare sullo sviluppo con riforme adeguate. Almeno burocrazia, riduzione/semplificazione del corpus legislativo, giustizia. E sblocco investimenti già coperti.
  7. bob Rispondi
    Daveri ma cosa rassicura? E chi? Si faccia un giro per l' Italia e parli con milioni di imprese e poi vede
    • Francesco Daveri Rispondi
      La legge di bilancio 2020 "rassicura i cittadini" quando non fa scattare l'Iva e riduce il superticket. L'aumento dell'Iva avrebbe colpito tanti e in modo regressivo. e la riduzione del superticket toglie un aggravio a chi ha di meno. Sulle minori tasse per il lavoro dipendente c'è poco, salvo un impegno ad aumentare le risorse per il futuro. Nell'articolo non ne parlo ma c'è anche la volontà di tornare indietro sulla flat tax offerta dal governo precedente, il che sta creando molte proteste.
  8. giorgio Rispondi
    un link al documento originale? Grazie
    • Alfredo Rispondi
      https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/2020_dbp_it_it.pdf
  9. Savino Rispondi
    Ha ragione Beppe Grillo (ormai distinguibile dal m5s): bisognerebbe togliere il voto dopo una certa età. Don Ciotti ha annoverato in modo evidente tra i poveri i nostri giovani, in particolare oltre 2 milioni di ragazze e ragazzi che hanno completato fino in fondo ogni percorso di studi e che, nonostante anche l'umiltà di adattarsi a qualsiasi situazione, non hanno ancora l'esperienza di un'ora di lavoro retribuita e non possono realizzarsi nè professionalmente nè personalmente. Gli italiani adulti, al cospetto di questo dramma, pretendono ancora dai politici le pensioni baby o 100 euro di pensione in più (per avere le redini dell'economia familiare e umiliare figli e nipoti con le paghette). Ribadisco quanto detto in altro commento: abbiamo smesso di essere comunità nazionale. In questa Italia ci sono troppi sazi (e ingordi) che non credono a chi sta digiuno (e anche da molto tempo).
    • toninoc Rispondi
      Egregio Sig. Savino, mi permetta di dissentire dalla sue opinioni sul voto ai vecchi e sulle paghette ai figli o nipoti. Beppe grillo, a mio modestissimo avviso ha torto marcio a voler escludere i vecchi dal voto; lui però è un comico e forse l'ha detto solo per ridere e questo gli consente di tenere sempre il piede in due staffe. Sono certo che la maggior parte dei vecchi abbia la saggezza e l'esperienza per fare delle scelte molto più ponderate dei giovani. Se Lei va in giro ed a caso chiede ai diciottenni se si occupano delle questioni politiche Italiane, sono convinto che cambierà idea sull'esclusione dei vecchi dal voto, magari a vantaggio dei sedicenni che navigano sui social come professionisti ma a mala pena conoscono il cognome del Presidente della Repubblica. In quanto alle "paghette", se un genitore ha la disponibilità di 100 euro in più sulla pensione, non trovo nulla di scandaloso che aiuti i figli o i nipoti visto che lo Stato non riesce a dare loro le giuste aspettative: lavoro e prospettive per il loro futuro. Si potrebbe chiamare sussidiarietà. Il problema può essere alleviato col recupero di almeno una parte dell'evasione fiscale con il quale si potrebbero fare investimenti pubblici per il lavoro.
      • Savino Rispondi
        sussidiarietà non è autonomia economica.
        • toninoc Rispondi
          L'autonomia economica dipende dal lavoro che attualmente non c'è. Nell'attesa che questo avvenga un nonno o un papà, se possono, hanno il dovere di aiutare i figli ...credo.
          • Savino
            hanno il dovere di combattere per l'autonomia economica dei figli
  10. Savino Rispondi
    Si stanno proteggendo solo i privilegiati e si stanno creando nuove disparità, soprattutto generazionali, di genere e di censo. Invece di modernizzare il Paese ci si sta arroccando ognuno nel proprio fortino. Questa non è una comunità nazionale.