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  1. Marco Spampinato Rispondi
    Segnalo un articolo, ora anche sul Journal of Political Economy, di Fort, Ichino e Zanella (2019): l'articolo mette in luce gli effetti non positivi (costi cognitivi e non cognitivi) di una lunga frequenza del nido, crescenti al crescere del reddito familiare. Questa variabile, peraltro, non è proprio ottimale (salvo spiegarne i legami con altri comportamenti), soprattutto dove la diseguaglianza economica non è il prodotto di differenze nel tasso di istruzione o altre variabili "cognitive", come l'Italia. Senza andare ai dettagli di altri aspetti della metodologia (che mi sembra meritino di essere compresi e approfonditi), l'articolo che cito appare fondamentale perché introduce, finalmente, un atteggiamento valutativo rispetto alla policy degli "asili nido". E' un atteggiamento raro, se non assente, nel dibattito pubblico in Italia sull'infanzia e lo sviluppo intellettivo e sociale delle future generazioni. Anche il sommario articolo di Del Boca mi sembra accenni a qualcosa di diverso da quanto qui riportato. L'impressione è che il "nido" sia usato negli argomenti di economisti come strumento di lotta alla diseguaglianza economica, attribuendogli giocoforza e senza ricerca tutta una serie di benefici, che invece non sono scontati. Sorprende anche l'assenza nel dibattito pubblico di riflessioni sull'importanza di periodi di leaving per madri (e padri) dopo la nascita dei figli, nel primo anno di vita. Di più non si può dire in questo spazio. Su boschi o edifici...no comment.
  2. debora cerra Rispondi
    Bellissima idea. Peccato che in Italia esiste una legislazione sulla responsabilità dei docenti, nonché un grado esasperato di litigiosità dei genitori che denunciano il docente anche solo per il fatto che il figlio si è sbucciato le ginocchia, che la rende inapplicabile. Ci vuole un cambio culturale, prima. E normativo, poi.
  3. Nicola Tessari Rispondi
    Peccato che causa il ritardo nel metterli a norma stiano diventando un presidio no vax....
  4. mauro zannarini Rispondi
    La soluzione è così bella ed elegante che non riuscirà ad imporsi.
  5. Stefano Baldi Rispondi
    Tutto molto interessante, grazie. Solo un piccolissimo appunto sulla proposta finale: perché annettere gli asili nel bosco ad aziende agricole biologiche e non a tutte le aziende agricole?