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  1. marcello Rispondi
    Il cambiamento clmatico indotto dal riscaldamento gobale è un evento previsto e descritto, sebbene in forma di scenario, da oltre 30 anni. Chiunque si sia occupato di economia ambientale sa che la sostenibilità ambientale è data dal risparmio netto di CO2 equivalente, mentre quella economica dipende dalle struttura delle preferenze dei consumatori. Quindi, a meno di ricorrere a nozioni derivate dall'economia ecologica, secondo cui esistono limiti fisici per esempio all'impiego di alcuni fattori naturali di produzione (ricordate la fine del petrolio?), e che lasciano il tempo che trovano, la sostenibilità economica è definita dal consumo, come sempre e si parla di regola aurea verde. Sin dal manuale di Dasgupta-Heal sappiamo che se c'è sostituibilità, diretta o indiretta, nei fattori di produzione il problema non si pone, una volta che sia garantito un tasso di consumo non decrescente nel tempo. Ergo ciò che definisce la sostenibilità economica è la struttura o ordimanento delle preferenze dei consumatori. Queste cose sono ben note a tutti coloro che si sono ocupati di crescita economica. Non c'è nulla di serio da aggiungere. I tassi intertemporali di preferenza, le funzioni di utilità intertemporali con argomento rawlsiano ecc. dicono sempre la stessa cosa: il sentero di crescita economica è definito dalla struttura delle preferenze dei consumatori. Quindi o si modificano le preferenze dei consumatori o si fanno solo chiacchiere inutili.
  2. Savino Rispondi
    I seniores non sono, in ogni modo, autorizzati a parlarne, poichè sono la causa del problema, compresi quegli asini di "esperti" che hanno permesso la realizzazione di ogni nefandezza, con sanatorie a gogò. Questi "professionisti" debbono solo vergognarsi di aver agito unicamente per interesse personale e debbono passare la mano.
  3. Federico Leva Rispondi
    Questo articolo parte da premesse condivisibili ma poi si ribalta all'improvviso. Critica il "sosteniblablà" e poi propone gli ennesimi sussidi a veicoli fossili dicendo che fare meglio è "stravagante, se non velleitaria". Be', forse è il caso di provare qualcosa di più efficace dei soliti sussidi a pratiche comunque insostenibili, anche se è difficile. Nel 2007 anche Ecopass sembrava velleitario, e nessuno avrebbe scommesso che ci sarebbero stati 820.000 utenti attivi del car sharing (dati ANIASA 2018). Se gli autori hanno dati per dimostrare che la cifra proposta è insufficiente a convincere abbastanza cittadini motorizzati, propongano una cifra che possa essere più efficace. Altrimenti è solo sosteniblablà.
    • Andrea Zatti Rispondi
      Importante monitorare questo tentativo di riallocazione verde del bilancio, anche al fine di evitare errori ed effetti perversi. Tre elementi di discussione rispetto a quanto da voi affermato: - se si effettua una rottamazione selettiva e si concedono soldi a chi ha auto più vecchie è verosimile si abbia un effetto progressivo e non regressivo; - incentivare soluzioni alternative all'auto e non l'acquisto di nuovi mezzi mi pare una cosa intelligente (visto che il nostro tasso di motorizzazione è il più alto in Europa dopo il Lussemburgo e mal si concilia con le caratteristiche delle aree urbane italiane); attenzione al confronto diesel/benzina anche in termini di CO2: è vero che le auto diesel emettono meno di quelle a benzina per km percorso, ma, dal momento che il gasolio è più efficiente, a parità di quantità di combustibile utilizzato il gasolio emette più anidride carbonica (anche da questo punto di vista si giustificherebbe quindi una maggior tassazione del gasolio). Mi pare invece criticabile la scelta di concentrarsi amministrativamente su determinati perimetri (città metropolitane?) visto che vi possono essere forti flussi di pendolarismo in-out e che proprio coloro che gravitano sui centri più inquinati venendo da fuori potrebbero maggiormente beneficiare di strumenti come abbonamenti al TPL e car sharing.