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  1. Giuseppe Sansonna Rispondi
    HO letto con attenzione e condividendolo il suo articolo. Il problema a mio avviso dei cambiamenti climatici in una società capitalistica, è che il"capitale" interverrà quando vedrà nelle scelte green un veicolo di profitto. Laddove ci sono soprattutto costi, e non si percepisce che il pericolo di non ritorno è reale, ci trascineremo stancamente da un dibattito ad una conferenza e così via. E' significativo in questo ambito che appena il governo ha annunciato dei provvedimenti che toccano le agevolazioni dei trasporti e dell'agricoltura, è tutto un levar di scudi delle categorie interessate. La saluto distintamente Giuseppe Sansonna
  2. pietro bacci Rispondi
    Il limite di aumento di 2 gradi è semplicemente demenziale.Le attività umane non sono in grado di controllare le temperature .Infatti la temperatura media della terra cambia anche per cause naturali quali la radiazione solare ,le grandi emissioni vulcaniche , le correnti oceaniche e via dicendo.Per assurdo supponiamo che aumenti a dismisura l'uso di combustibili fossili ma diminuisca del 3 per mille la radiazione solare ( come è successo nel 1600 e nel 1700).Si rispetterebbe l'accordo di Parigi perchè la temperatura non salirebbe .Allora tutti contenti...Ma l'effetto serra aumenterebbe con rischi di ripresa di global warming..Morale: gli accordi si devono basare su parametri che l'uomo controlla (ad esempio le emissioni di CO2) e non su variabili esogene