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  1. Henri Schmit Rispondi
    Apprendo con piacere (ilsole24ore di oggi) che Prodi e Veltroni hanno richiamato agli attuali dirigenti che la posizione tradizionale del PD era il maggioritario, quello vero, il doppio turno in tanti colleghi uninominali. Meglio sopprimere il Senato che ridurre il numero dei deputati! Meglio eliminare i deputati eletti all’estero! Ora Di Maio chiede pure il vincolo di mandato. Si sta svuotando il sistema democratico!
  2. Enzo Rispondi
    Se proporzionale, quindi ritorno alla prima repubblica , deve essere , sarebbe opportuno introdurre modifiche costituzionali che correggano i problemi che abbiamo avuto in passato e quelli derivanti dalla trasformazione dei partiti. Per la legge elettorale credo che usare i collegi come in Spagna ridurrebbe la frammentazione, i partiti unipersonali. La stabilità potrebbe essere garantita dal cancellierato o simili, lo spitzenkandidat e la sfiducia costruttiva
  3. Franco Rispondi
    Perché non pensare ad una riforma/Revisione della Costituzione: una sola camera con ovvio taglio dei parlamentari, Presidente del Consiglio (e della Repubblica ove si conservasse la figura) eletto direttamente dal popolo con modalità da definire (per es.con doppio turno) e relativa legge elettorale?
  4. Henri Schmit Rispondi
    Sarebbe la sesta legge elettorale in circa 25 anni, senza contare le due leggi d’impronta opposta definite dalla Consulta per colmare il vuoto lasciato dalle censure del Porcellum e dell’Italicum. Questa è la prima e più importante osservazione che va fatta. Di conseguenza bisognerebbe concordare finalmente una legge che possa durare e essere approvata da un ampio spettro del Parlamento. L'alternativa fra maggioritario e proporzionale può fuorviare dal vero problema. Adesso che il sistema politico si è ricomposto in senso bipolare, l’uninominale SENZA riduzione del numero dei deputati sarebbe la soluzione più azzeccata. Se si continuasse invece di votare in circoscrizioni plurinominali bisognerebbe essere capaci di rinunciare ai trucchi italici (premi di governabilità o di maggioranza) e internazionali (soglie legali), e ripristinare la scelta individuale degli eletti (preferenze o meglio voto unico alla finlandese). Per una volta sono i 5S ad essere più scrupolosi degli altri. Ma sono considerazioni inutili nel paese dei trucchi, inganni e truffe. La riduzione dell’età per votare (e essere eletti) al Senato completerebbe l’omogenizzazione che rende il Senato perfettamente superfluo, ma nessuno sembra rendersene conto. Sarebbe logico sopprimerlo per farlo rinascere come organo consultivo in grado di favorire la coerenza, la stabilità e la convergenza della legislazione, delle virtù che che mancano vistosamente, e non solo da quando i populisti governano.
  5. Savino Rispondi
    Non si risparmia sulla democrazia, meglio risparmiare su altri sprechi, ad esempio sugli stipendi di manager pubblici. Meglio, poi, ripartire da zero e riformare l'assetto delle istituzioni ripensando all'inutilità del bicameralismo perfetto. La legge elettorale più appropriata è il maggioritario, ripartire dai referndum degli anni '90 e dal Mattarellum.
    • U G-M Tamburini Rispondi
      Che il Maat sia una soluzione e' talmente ovvio che non val la pana di andare oltre; tanto piu' che il "padre della Patria" CAC non ha battuto ciglio a fronte della battutaccia di Calderoli. (ma questo lo si sapeva fino dai tempi dei dissesti favoriti di Bankitalia) Il guaio sta nelle prediche dei glitterati (quelli che secondo D'Agostino pensano che non ci sia differenza fra una cabina telefonica e un iPhone) che non sono in grado di recepire la necessita' di dare voce (quod stultius in ore meo!) alla soppressione delle distorsioni. Si tratta di operazioni mirate -un caso alla volta- con una falsariga tecnica di riparazione martellata su ogni mezzo di comunicazione. Chi svicoli va inseguito per dare consapevolezza al pubblico. Questo -a casa mia- si chiama riforma.