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  1. Federico Rispondi
    Buonasera, condivido l'opinione esposta da Amegighi. l'Italia, purtroppo, ha accumulato anni di gap tecnologico con i principali competitors. Ci sono professioni, industries, servizi che semplicemente in Italia non esistono. senza una ripresa di investimenti in ricerca e sviluppo, nuove tecnoologie, temo che l'Italia sia auto-avvitata nella spirale involutiva del turismo e dei beni culturali... . dove intervenire? internazionalizzazione del sistema paese, svecchiamento generale (programmi, cultura, università, flessibilità, lavoro, etc) e abbattimento drastico della burocrazia. L'Italia sta diventando sempre più lenta. Il paese con il Dna più simile è la Grecia. guardate dov'è (absit iniuria verbis)
  2. amegighi Rispondi
    Un problema grave dell'impresa italiana e dell'Italia, a mio parere, è la scarsa presenza di una produzione di "livello tecnologico". Attenzione, non parlo di tecnologia nella produzione, ma di prodotti sofisticati. Anni e anni di scarso stimolo al settore R&D hanno portato ad esaurire progressivamente le armi in nostro possesso per competere in tecnologia (la famosa genialità italiana, la capacità di trovare soluzioni eccetera). Non abbiamo praticamente piccole imprese di alto contenuto tecnologico (start up), perdiamo tutti i nostri cervelli che emigrano altrove in Europa (e non solo e soltanto per motivi universitari; dove troverebbero da lavorare ?). Lo Stato investe molto poco in R&D, praticamente niente le imprese. E così, mentre i tedeschi ricercano biomateriali fotosintetici da utilizzare nei futuri pannelli solari, noi dobbiamo competere con lo scarso costo dei prodotti analoghi ai nostri, ma fatti in Cina e India.
  3. marco Rispondi
    La politica è asservita ai potere forti e risponde alle loro logiche perverse e spartitorie non più certo ai cittadini o alle piccole imprese da essi realizzati! Non c'è bisogno di andare a leggerne i rpogrammi per capire che rispondono a logiche altre rispetto al bene del popolo italiano e che sono volutamente approssimativi e indefiniti - Penso che nell'articolo, come scrive J. Stiglitz nel manuale di macroeconomia che sto rispiegando in questi giorno, ci sia un grave vizio di visione - ovvero si divide la microeconomia delle piccole imprese dalla macroeconomia pensate come entità separate - In realtà keynes ci ha insegnato a ragionare sull'economia dell'offerta - E' questo il vero problema di ogni azienda senz'altro più delle tasse e di tutto il resto: la non vendita. Bisogna creare un mercato dell'offerta attraverso una politica centrale monetaria espansiva che purtroppo l'Italia non può più fare avendo ceduto la sovranità monetaria ai burocrati europei - Dire alle piccole imprese italiane che devono esportare di più per sopravvivere è un'uscita di emergenza parziale e limitante; eccoci alla globalizzazione creata in modo folle ovvero alla legge della giungla del mercato internazionale che ti chiede di esportare con una moneta artificiale e forte e di competere con paesi del terzo con regole diverse e stipendi bassissimi o con paesi impertecnologici senza nessuna protezione; è questo il mondo che vogliamo? Non sarebbe meglio sviluppare i consumi e il mercato?
  4. Fabrizio Pennella Rispondi
    Interessante punto di vista. Mi permetto di semplificare i concetti da voi esposti. Ogni programma dovrebbe contenere per ogni punto di rilievo che il partito/coalizione vuole affrontare la risposta a cinque semplici domande, definendo ex-ante: 1- quale e' la situazione attuale? (basta un numero) 2- dove voglio arrivare?(basta un numero) 3- come faccio ad arrivare da dove sono alla meta? 4- ogni quanto devo verificare che vado nella direzione giusta(basta un numero) 5 - quanto costera' ? (basta un numero) Se poi volessimo spendere qualche soldo in piu' ci sono molti laureati con enormi potenzialita' da poter essere formati per gestire programmi e progetti all'interno dei partiti. Questa e' l'introduzione dei libri di program/project management reperibili facilmente in rete ed in libreria. A voi il mio ringraziamento per aver sensibilizzato l'attenzione dei vostri lettori alla concretezza in poilitica, ne abbiamo molto bisogno.