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  1. Alberto Rispondi
    Mi chiedo se non fosse il caso di rendere pubblico il partito di affiliazione degli analisti. Cosí facendo si dovrebbe ristabilire la credibilitá delle agenzie di rating, dato che gli operatori sconteranno il partito di affiliazione dai giudizi.
  2. Francesco Rispondi
    Interessante visione, se non fosse che il rating è pesantemente ancorato alla metodologia, da cui difficilmente ci si riesce a spostare di 2 o 3 notch, e che il rating deve essere discusso e votato da un comitato che non è composto solamente dal "Lead Analyst" ma anche da altri analisti con background diversi. Non voglio sminuire la figura del Lead Analyst ma soprattutto in aziende così grandi e importanti, ogni componente del comitato vuole far pesare la propria opinione molto fortemente. Fonte: ho lavorato da Moody's per 5 anni.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Molto pertinente l’ultimo comma. Ma sarebbe stato ingenuo pensare il contrario. Non è l’opinione politica degli analisti che deve preoccupare, ma la contrapposizione sistematica su questioni cruciali: Brexit o remain, euro e politiche convergenti o monete e politiche fiscali separate, protezionismo o mercati aperti, economia pubblica o libera impresa, ambiente o profitto, etc. Nessuna democrazia può funzionare senza la condivisione di valori fondamentali, nessun’economia può fiorire senza qualche stabilità nelle condizioni che devono rispettare gli operatori. Il rating dipende ovviamente da prese di posizione su queste alternative fondamentali. Il problema non è il rating, ma l’opinione pubblica frammentata e litigiosa e il consenso accademico introvabile. In queste condizioni chi la spara più grossa, usa qualsiasi mezzo, ha ragione e chi casualmente detiene il potere può fare quello che vuole, perché nessun consenso lo limita. Se non crediamo più in poche ‘verità’ condivise, tutto è pure rapporto di forza. I populisti di oggi e di ieri l’hanno capito alla grande. L’altra volta è finita in una guerra mondiale.
  4. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Molto interessante...
  5. Pier Luigi Rispondi
    Come i molti articoli pubblicati dalla "Voce", che sono decisamete antigovernativi!