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  1. U G-M Tamburini Rispondi
    Da molto tempo non frequento la Comunita' (impropriamente detta unione) ma penso che le cose non siano cambiate dal ricordo che ne ho: i carolingi arrivavano con il loro protocollo confezionato, mentre gli altri raccontavano delle loro giornate e dei loisirs. Inoltre le delegazioni non brillavano per facondia e facilita' di comprensione della Causesprache degli altri paesi. A questo punto fu/e' inevitabile chei testi preparati in anticipo abbiano un Handicap difficilamente erodibile. BTW, non sono tanto vanesio da raccontare episodi cui ho assistito, ma solamente il crimcram dei portaborse basta a spiegare gli inevitati esiti. E poi, si stracciano perche' Salvini diserta le sedute, ma non si domandano sesappia seguire le confidenze fra gli altri suoi omologhi.
  2. Savino Rispondi
    Salvini non delegittina le istituzioni europee e gli italiani sbagliano, ancora una volta, a votare, affidando ai partiti della rozzezza e dell'incompetenza il 34% + il 17% dei voti. I "sovranisti" nel complesso formano un gruppo di 73 parlamentari (un decimo circa dell'Aula); all'interno di quel gruppo, i leghisti sono 28 ed, in occasione della candidatura alla vice-presidenza del Parlamento della leghista Bizzotto, i voti a suo favore sono solo 17. I grillini sono 11, appartengono ai non iscritti ad alcun gruppo, confermano Castaldo vice-presidente, il quale si spinge a dire che potrebbe dare fiducia alla Commissione di Ursula Von Der Leyen. L'unico italiano nelle istituzioni UE è David Sassoli, una brava persona che gode di credibilità individuale oltre l'appartenenza politica. Come cita l'articolo (e come teme Conte), un Giorgetti o un Centinaio potrebbero anche non passare l'esame del Parlamento per divenire Commissario (alla concorrenza soprattutto). Questa lunga rassegna di fatti, per evidenziare la stupidità della recente campagna elettorale per le europee, dove non erano certo in palio followers e consensi nei sondaggi da raccogliere e dove non erano rilevanti i contenuti di video messaggi su facebook, bensì dove in gioco erano futuro e riforme delle istituzioni continentali. A ciò si aggiunga che la partita della procedura d'infrazione non è finita, che deficit e debito restano e solo tagli ai servizi essenziali hanno garantito tempo fino a ottobre.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Condivisibile il giudizio su Lagarde personalità forte e competente benché non esperta di teoria monetaria, un handicap quando bisogna inventare soluzioni a problemi senza precedenti. L'Italia ha evitato Weidmann, convertito un po' tardi alla politica attiva e di coesione di Draghi. Troppo severo il giudizio su UVDL, che ha mostrato di comprendere e di sapere prendere decsioni, nelle materie sociali e della difesa della Germania e delll'Europa; si parlava di lei per la successione di Merkel; ultimamente doveva diventare segretaria generale della NATO. Il suo pedigree conservatore tradizionale, la mente indipendente e coraggiosa per far valere politiche a volte contro-correnti, poi francofona in sintonia con i vertici francesi, ne fanno un personaggio potenzialmente molto forte, in un senso più forte dello stesso Barnier, uomo di carattere e di convinzioni, ma Francese e basta. Non condivido il rammarico per gli Spitzenkandidaten un'abberrazione molto italica benché inventata nel covo partitocratico di Strasburgo. I liberali europei (da non confondere con i liberisti italiani) si sono opposti a questa pratica tutt'altro che democratica, tutto sommato populista. Il neopresidente Sassoli deve ancora convincere, il suo discorso inaugurale (tornare ai valori dei padri fondatori, a Ventotene) è stato patetico, cioè vuoto, un'occasione mancata. Criticare il motore carolingio è l'errore più grave: non ci sarebbe e non ci sarà UE senza questa matrice. L'Italia (ri)divenga carolingia!