logo


  1. Mario Morino Rispondi
    Propongo l'eliminazione della carta moneta e l'uso della sola moneta elettronica tracciabile, in Italia e nell'area Euro. Ritengo una follia che vengano stampate le banconote da 100 e 200 euro e che solo da pochi mesi non si stampino più (pur avendo ancora validità) quelle da 500 euro. Ad ogni cittadino dai 14 anni in su potrebbe essere fornito dalla Stato di un c/corrente (per chi non ce l'ha già) ed una carta elettronica per i pagamenti a gestione gratuita fino a movimenti inferiori ai 20.000 euro l'anno. Le transazioni elettroniche sono ora facili, veloci, a costi quasi-zero e soprattutto sono tracciabili. Si combatterebbe l'evasione fiscale, lo spaccio di droga, furti e rapine e in generale la criminalità economica.
  2. Rony Hamaui Rispondi
    Francamente non capisco. Ritiro dei soldi dal mio conto e li metto nella mia cassetta di sicurezza, perché temo che la mia banca fallisca o l'Italia esca dall'euro. Che reato ho compiuto? Perché dovrei essere sanzionato? Che cosa dovrei sanare?
    • tommaso di tanno Rispondi
      Non c'è nessun reato nell'essere titolari di una cassetta di sicurezza. Il provvedimento pensa però a coloro che hanno percepito del contante, non lo hanno mai depositato in alcuna banca e non vi hanno assolto alcun obbligo dichiarativo (fiscale o altro). La sanzione non riguarda, dunque, il mero possesso del contante ma la provenienza dello stesso. Chi deve ripulire questo denaro ce l'ha talmente ben chiaro che è disponibile a pagare qualcosa pur di "sbianchettarne" la gestione
  3. Savino Rispondi
    Una riflessione sul tesoreggiamento sterile di ricchezza (depositata o cash) degli italiani ai tempi della crisi e sulle modalità di procacciamento di cotanta ricchezza va fatto. Mi pare evidente come gli italiani non possano pretendere che, in questa fase, la tanto sbandierata riduzione dell'imposizione fiscale, ove ci fosse, abbracci l'area patrimoniale, poichè la priorità è quella di abbassare la parte contributiva imposta di costo del lavoro, al fine di ottenere nuove assunzioni. Quindi, non può e non deve passare tra la gente anzitutto il messaggio per cui lo Stato, nell'operazione che tenta di abbassare imposte e tasse, renderebbe esenti i gruzzoli tesoreggiati. Per questo motivo, se sincere (si spera non per condonare e far cassa), le parole pronunciate da Salvini sulle cassette di sicurezza possono rappresentare un primo accenno di indirizzo di politica economica e fiscale, al fine di individuare ciò che è imponibile ed esigibile e ciò che possa servire allo sgravio per le imprese e le famiglie ed alla redistribuzione.