logo


Rispondi a Marco Annulla risposta

1500

  1. Federico Leva Rispondi
    Purtroppo la logica ha poca presa su una popolazione che vive da molti anni in un mondo parallelo creato dalla propaganda. Non è facile uscirne una volta arrivati a questo punto, ma sappiamo quali errori non aiutano, come indicato da Sophie Hill che discute la recente vittoria del centrosinistra in Danimarca usando il caso svedese studiato da Dahlström & Sundell (2012). https://twitter.com/sophie_e_hill/status/1136652413048381442 https://oadoi.org/10.1016/j.electstud.2012.03.001
  2. Bruno Rispondi
    Dati sulla criminalità: Detenuti presenti e capienza regolamentare degli istituti penitenziari Situazione al 31 maggio 2019: -totale: 60.476 di cui - stranieri :20.277 (33,5%) Residenti in Italia:60,5 milioni di cui stranieri 5,5 milioni (9,1%) cioè purtroppo gli stranieri registrati delinquono 3,7 volte gli italiani., e poi bisogna aggiungere i crimini commessi dai clandestini .
    • Max Rispondi
      Gentile Bruno, non vorrei fare una lezione di statistica. Ma è in grado di riportare le stesse statistiche per la popolazione maschile, e diciamo per la popolazione sotto i 30 anni (due caratteristiche prevalenti tra gli immigrati ma anche tra chi delinque)? Credo che i tassi diventerebbero molto più simili, lei non crede? Se poi magari ci mettiamo anche la qualità degli avvocati/entità delle spese legali sostenute nei processi, forse potrebbe accadere non che gli immigrati delinquano 3.7 volte di più ma vadano in galera 3.7 di più degli italiani. I reati non credo siano misurati solo sui regolari, in quanto commessi anche da irregolari (può citare la fonte che riporta che sono contabilizzati solo i reati dei regolari?), quindi la sua percentuale è probabilmente sovrastimata. Alla fine la percentuale è possibile rimanga più elevata per gli stranieri, ma il suo è il tipico esempio di affermazione da cui traspare poca riflessione/elaborazione, poco "pensiero" insomma, di quelle che purtroppo si sentono sempre più spesso nei tweet. Cordialmente, sempre.
      • Bruno Rispondi
        Gentile Max: i dati sono tratti dal sito web del Ministero della Giustizia"carceri" e dal sito web del Ministero degli Interni "popolazione residente", buona ricerca e buona arrampicata sugli specchi.E non dimentichi di considerare il conseguente sovraffollamento delle carceri e il costo per ogni detenuto a carico della collettività che paga le tasse ( chi non le paga ovviamente non è interessato). :
        • Luciano Rispondi
          Sospetto che le sia sfuggito, oltre alla comprensione della 'lezione' di Max, anche questo periodo dell'articolo: "Vero che gli immigrati sono sovra-rappresentati nella popolazione carceraria, ma questo si spiega col fatto che non hanno in genere accesso alle misure alternative alla detenzione (ad esempio, gli arresti domiciliari) disponibili per gli italiani".
    • Paolo Ottomano Rispondi
      Abbiamo anche i dati sui reati più commessi dai clandestini, e sulle vittime? Nel caso delle violenze sulle donne, per esempio (cito a memoria l'Istat) la maggior parte è commessa su connazionali: gli italiani sulle italiane, i rom sulle rom, e così via. E non è improbabile che un immigrato delinqua di più, comunque: se il paese, a partire dalle istituzioni, gli è ostile, farà MOLTA più fatica a integrarsi, a trovare chi gli dia un lavoro e chi lo accetti. Adesso, poi, è "clandestino" anche chi non lo era con le vecchie leggi. Lo stesso, non mi stancherò mai di ripeterlo, succedeva con gli italiani che emigravano negli USA, in Germania e ovunque: se persino la polizia, lo Stato, non appena metti piede nel Paese, ti considera senza pregiudizi... Con delle politiche sociali decenti e con una giustizia più snella, le carceri sarebbero molto più vuote, e soprattutto vuote da gente che commette reati minori.
  3. Max Rispondi
    Purtroppo il potere dipende dal consenso elettorale, ed il consenso dalla percezione della realtà non dalla realtà. Magari posso convincere uno che sta precipitando dal quinto piano che in realtà sta volando. Sarà contento.... finché non si schianterà sul marciapiede. Speriamo almeno che qualcuno abbia il tempo di piazzarci un bel materasso, sul marciapiede.
  4. Mohamed Mahmoud Rispondi
    Rispetto ai costi da sostenere comunemente per immigrati privi all'arrivo di regolare titolo di soggiorno in Italia cito solo alcuni dei costi di cui occorrerebbe indagare mediamente l'incidenza pro capite, dividendo quanto riscontrato per la popolazione complessiva del gruppo di individui in questione: reati (costo processi, costo detenzione, costo arresti, costo indagini), welfare complessivo non solo di elargizioni economiche ma benefit anche locali (mense scolastiche sovvenzionate da chi dichiara redditi per i figli, alloggi popolari, servizi sociali), atti amministrativi che tengono impegnate questure, prefetture, sezioni dei tribunali non di tipo penale. I "costi vivi" presi a base di paragone dell'accoglienza sono solo la punta dell'iceberg, anche se ogni risparmio in tal senso è meglio di niente. Aggiungendo questi altri costi specifici, o la variazione di essi rispetto alla media per cittadino italiano dalla nascita, alla spesa pubblica mediamente erogata in servizi, come ci si bilancia con quanto queste persone dichiarano? Magari sono mediamente produttori di importante valore aggiunto e la compensano. Sinceramente dubito, sarebbe il contrario da dover dimostrare. Mai ho visto una stima dell'importo mediamente per anno dichiarato al fisco per immigrato giunto irregolarmente in Italia.
    • Francesco M. Rispondi
      Penso sia difficile misurare quanto dichiara mediamente un irregolare visto che, in quanto tale, non credo possa lavorare in regola e quindi fare il 730. Stessa cosa per il welfare: è difficile stabilire quanto costa al Servizio Sanitario Nazionale chi, perché irregolare, non può beneficiarne.
      • Mohamed Mahmoud Rispondi
        "privi all'arrivo" pensavo fosse chiaro, mi riferisco anche a Paolo Ottomano che mi risponde al commento più sotto. Le politiche sull'immigrazione che si cerca, con tanti, troppi, intoppi di attuare mirano evidentemente a 1) bloccare gli arrivi irregolari, 2) espellere dal territorio in modo diretto (difficile) o indiretto (spesso, abbandoni volontari, magari verso la Francia o altri Paesi UE). Riguardo a queste bisettrici la paura contestata come non fondata degli italiani "dover finanziare di tasca propria prestazioni sociali a immigrati" risulta sempre vera a meno che queste persone si regolarizzino. Anche se ciò avviene e concorre a portare introiti fiscali positivi poiché queste persone lavorano in regola, questi sono sufficienti a coprire i costi, per altro generalmente più ingenti della media, per il medesimo gruppo di persone? Altrimenti è vero, i contribuenti italiani finanziano di tasca propria prestazioni sociali ad immigrati. Basta che lo si sappia. Poi ognuno è libero di scegliere dove destinare alla spesa pubblica. Oppure scegliere dove non destinarla più.
  5. Mohamed Mahmoud Rispondi
    La mia stima nei confronti del Professor Boeri come persona oltre che come accademico è altissima e per nulla scalfita da un articolo che però si basa sull'associazione di un fenomeno parziale ad indicatori generali del periodo storico che stiamo vivendo. Di certo ci sono altri problemi, dal punto economico più rilevanti dell'immigrazione clandestina (su tutti due, invecchiamento anagrafico ed evasione fiscale) in Italia oggi. Ma è benaltrismo. Ridimensionare il problema non è utile rispetto alla valutazione dei passi avanti in un determinato ambito, nel caso l'immigrazione CLANDESTINA. Anche un solo clandestino in più è un qualcosa di negativo, zero è il numero corretto di irregolarità cui occorre tendere. Non uno, non meno, non pochi, nessuno dovrebbe essere. Gli immigrati sono giovani ma è un unico fattore. Quanto dichiara in media nell'arco della sua vita un immigrato arrivato illegalmente in Italia se viene sanata la sua posizione? Quanto costa nello stesso periodo di tempo alle finanze pubbliche? Questa la valutazione economica. Per i problemi di sicurezza e concorrenza nel mercato del lavoro non mi esprimo, rimando rispettivamente al rapporto percentuale tra immigrati e detenuti nelle carceri rispetto ad analogo rapporto per cittadini italiani dalla nascita da un lato, alla composizione per nazionalità dei dipendenti di società di consegna pasti per nazionalità a salari irrisori e condizioni contrattuali accettate ridicole dall'altro.
    • Paolo Ottomano Rispondi
      Sappiamo che "clandestino" lo si può interpretare molto diversamente, visto che come cambia la legge cambia anche chi lo è o non lo è.
  6. enzo Rispondi
    Credo che rispondere alla generalizzazione "populista" che l'immigrazione sia negativa con la generalizzazione "politicamente corretta" che sia invece positiva, sia errata e non ci porti da nessuna parte. In genere l'immigrazione "positiva" è correlata con una domanda di lavoro insoddisfatta, la badante rumena, il saldatore bengalino, il fruttarolo pakistano, il commerciante cinese ecc pagano tasse e contributi a tutti. Ma esiste anche un'altra immigrazione , necessariamente irregolare, clandestina che si riversa o nell'illegalità o nella irregolarità, quindi niente tasse e contributi, ma welfare sì. E'questa che genera la questione politica, perché le correlazioni che fanno gli abitanti delle periferie non corrispondono a quelle del prof.Credo che faremmo cosa gradita agli immigrati presenti e futuri che lavorano in italia a non accomunarli con irregolari privi delle professionalità necessarie , giunti solo in cerca di assistenza , disposti ad una vita marginale che garantisce comunque un reddito superiore a quello dei paesi di origine. E' da 20 anni che siamo divenuti un paese di immigrazione e ancora ci comportiamo da neofiti, forse è il caso di copiare l'organizzazione di paesi con maggiore esperienza nel campo
  7. Rick Rispondi
    Bell'articolo, andrebbe replicato su qualche giornale nazionale. Mi permetto una sola critica: la sezione sulla criminalità è deboluccia. Primo perchè riporta semplici correlazioni, secondo perchè quello che conta non sono certo le medie nazionali ma reati (e percezione degli stessi) in ridotte aree geografiche (per esempio le periferie) dove la presenza di immigrati è più alta.
  8. Motta Enrico Rispondi
    Articolo che dà una visione molto parziale dell'immigrazione. "Gli sbarchi sono calati più del 90%". Ma è stato un calo spontaneo per cause interne, o indotto dall' intervento di Minniti e proseguito con l' attuale Governo? Ciò implica scelte molto diverse per il futuro. In alcuni punti si presentano delle coincidenze di tempo e luogo come se avessero un qualche rapporto di concausa; es. il grafico debito pubblico/immigrazione, oppure quello crimini/immigrati. Ma cosa c'entrano? Credo nulla. Si parla anche dell' emorragia di capitale umano dall'Italia, la fuga dei cervelli. E l'emorragia dall' Africa non conta nulla? Sui barconi non arrivano i più poveri e gli analfabeti, ma anche gente istruita. Conosco un ingegnere del Bangladesh che lavora da MacDonald; persona squisita, proprio non mi fa paura; ma è una ricchezza, di varia natura, persa per il suo paese. Infine si parla di "spalmare su più teste gli oneri" pensionistici; mi pare impossibile che parallelamente non venga spalmato anche il monte salari. Mi fermo qui. Incredulo.
    • controll alert Rispondi
      1)Gli sbarchi sono calati più del 90% è un fatto, indipendente dall'informazione se sono diminuiti per una causa o per l'altra, inoltre ricordiamo che emergenze come l'ISIS che avevano avuto "successo" mediatico negli anni passati hanno contribuito all'accettazione dell'accoglienza 2)il discorso sulla concausa non basta, lei dovrebbe essere capace, dati alla mano, di smentire che non ci sia correlazione o causalità evocando i possibili scenari 3)passiamo al grafico crimini/immigrati, anche se i crimini di irregolari sono in numero maggiore a quello di non immigrati questo a sua volta può trovare spiegazione nella mancata integrazione dovuta prevalentemente a persone del suo rango, fare decreti per rendere maggiore il numero di irregolari secondo lei come influisce sul numero di crimini? Qui si potrebbe cominciare a parlare dei sistemi SPRAR che permettono una più equa redistribuzione ma da cui col decreto si escludono appunto i migranti con protezione umanitaria 3) la parte sull'emorragia di cervelli è assolutamente fuorviante nel paragonare un paese emergente con uno sviluppato ma stagnante per non parlare della situazione demografica lei paragona l'Africa, ovvero il paese in cui si prevede la maggiore esplosione demografica con l'Italia (inoltre non basta contare chi emigra, ma anche chi torna o manda i soldi a casa) 4) "Sui barconi non arrivano i più poveri e gli analfabeti, ma anche gente istruita": potenziare i flussi legali di immigrazione, no?
      • Motta Enrico Rispondi
        Rispondo a controllo alert: 1)se gli sbarchi sono calati del 90% per l'intervento dei governi italiani, è prevedibile, se cessa questo intervento, che riprenderanno a quei livelli. Se invece sono diminuiti così drasticamente per cause interne, sarebbe interessante farle conoscere, dato che alcuni ritengono l' immigrazione inarrestabile. 2)la dimostrazione di un rapporto di causa/effetto è a carico di chi la sostiene. Attenzione a non scambiare mere coincidenze con le cause. 3)"dovuta prevalentemente a persone del suo rango"; adesso controllo se tra le cause della mancata integrazione ci sono anch'io. Il grafico omicidi /immigrati mostra che la diminuzione degli omicidi è già molto rilevante negli anni '90, presumibilmente per cause interne all' Italia. 3bis) fuorviante è dispiacersi della fuga dei cervelli dall'Italia, e compiacersi che alcuni tecnici e laureati arrivano dai paesi che ne hanno pochi. Nell'ultimo libro di F. Rampini, "La notte della sinistra" si dice che metà dei Medici del Malawi lavorano a Londra; per gli inglesi ottima cosa, per il Malawi perdita grave. 4)Potenziare i flussi legali sarebbe una ottima cosa, ma rimarrebbe il problema dei flussi illegali, questione che deve comunque essere gestita.
  9. Umberto Rispondi
    Commento 3 di 3: Non sarebbe positivo anche il saldo “giovani contributori italiani” e “beneficiari italiani”? Lo stato sociale rimane sostenibile se i contributori>beneficiari, e ciò si ottiene con politiche demografiche espansive. Il contributo degli immigrati è solo una opzione. 7) Criminalità: non capisco la sovrapposizione tra n.di reati e immigrati: sembra che il calo dei reati sia in funzione dell'aumento di immigrati. 8) Criminalità: non condivido l'analisi limitata a soli 3 reati: perché non in generale reati c/persona, o c/patrimonio, o, ad esempio, in materia di stupefacenti? Ritiene coerente con una analisi oggettiva affermare “In generale, la criminalità è concentrata nelle aree in cui ci sono meno immigrati”, quando si è limitato solo a tre fattispecie di reato? 9) Criminalità: può apportare dati oggettivi per cui la sovra-rappresentazione carceraria si spieghi con le difficoltà di accesso alle misure alternative? Concludo infine permettendomi di ricordarle che anche lei è membro della c.d. “classe dominante”, e che questa non è composta solo da quella di natura politica ed elettiva, ciò per riportare la discussione in un ambito più concreto e meno ideologizzato, dati citati diverbi sulla tematica. Vorrei sorvolare sul manifesto della bocciofila, perché anche qui si va in un discorso ideologizzante e di visione del concetto di democrazia che esula dal tema (ma che lei accenna quando ritiene che “che milioni di italiani si facciano ingannare dalla propaganda")
  10. Umberto Rispondi
    Commento 2 di 3: 2) Non credo sia corretto sostenere che il lavoro aumenta per per tutti ponendo a confronto grafici della disoccupazione, perché occupazione-disoccupazione sono correlate ma non complementari. 3) Per le c.d. classi basse e financo medie non è così semplice e automatico disporre la sostituzione 1 badante a 1 donna di lavorare; inoltre non vedo la connessione immediata dell'immigrazione, sia perché non condivido che lo straniero debba essere destinato a tale forma di lavoro assistenziale sia perché non ogni immigrato è idoneo o interessato a ciò. 4) Si evidenzia il ruolo dell'imprenditorialità degli immigrati (solo 0,8% della popolazione) e si esalta il ruolo di datori di lavoro (con ben 8 dipendenti), senza però indicare quale è l'incidenza di imprenditori immigrati con dipendenti sul totale (e quindi sul loro contributo allo sviluppo dell'occupazione; e volendo si potrebbe anche definire se vi siano assunzioni circoscritte a soli connazionali). 5) Il lavoro è fortemente concentrato su occupazioni oramai abbandonate dagli italiani: di ciò ne sono mera conseguenza o anche con-causa? E vi è possibile reciprocità di ritorno degli autoctoni dopo che l'equilibrio del mercato di lavoro è tarato sulla quasi esclusività di lavoratori di vicina immigrazione? 6) Saldo contributivo positivo: non è connesso all'attuale giovane età degli immigrati in fase lavorativa? Forse allora un saldo positivo di 7 mld è anche poco.
  11. Umberto Rispondi
    Commento 1 di 3: Mi permetto di commentare (e in parte criticare) il suo intervento, incentrato su temi già anticipati nei mesi scorsi in vari scambi polemici con esponenti politici elettivi. Il contributo si avvia dalla domanda polemica sulla classificazione del problema degli immigrati: un problema potenziale sussiste e quindi è dovere della politica prevederlo e gestirlo, nella speranza di prevenirlo. Non so se è il n.1, ma, se se ne discute (come ora), se diviene argomento prevalente ed identitario, forse non è proprio marginale. Seguirò la sua esposizione, definita una “iniezione di realtà perché sul tema la disinformazione regna sovrana”, anticipando da subito la mia opinione critica sullo stesso. Credo che molto sia frutto di una (legittima) visione soggettiva, affetta però da una sorta di bias per cui vengono riportati in maniera selettiva fatti che confermano una teoria, non supportandoli a sufficienza oppure ignorando quelli che la confutano. 1) Sbarchi-Google: sembra che commenti non vi sia correlazione tra i due dati a confronto. Non lo capisco: non si potrebbe vedere una attenzione (ricerche web) proporzionale all'incremento degli sbarchi e poi – negli ultimi 2 anni – una attenzione inversa ma sempre correlata, diretta a verificare gli effetti delle politiche di riduzione degli sbarchi? Di più: l'esplosione delle ricerche sugli sbarchi effettivi può leggersi come consapevolezza e conoscenza reale, non frutto di “disinformazione”.
  12. Antonio Rispondi
    Grazie per un ulteriore conferma che i problemi sono altrove. Si cerca di spaventare per coprire le proprie incompetenze a risolvere i problemi
  13. piero Rispondi
    Il solito articolo inutile, sembra quasi che l'Italia sia un paese a immigrazione zero. Invece, continueranno ad arrivare molti immigrati: cittadini comunitari, extra comunitari che hanno diritto all’asilo e alla protezione, oltre a coloro che possiedono i requisiti previsti dalla legge per il permesso di soggiorno; ed anche un pò di irregolari (mica solo via mare). Ciò detto, ogni ragionamento serio sull’immigrazione non può che essere legata alla possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Considerato che attualmente i senza lavoro reali in Italia sono circa 6 milioni (di cui quasi un milione di stranieri regolari), con un settore industriale fortemente ridotto, sembra ben difficile che nei prossimi anni si aprano possibilità di lavoro consistenti, tanto meno al sud. E poi, una buona volta, basta con questa storia del popolo bue, traviato da imprenditori della paura. Salvini non ha inventato nulla, è stato furbo a sfruttare i problemi che ci sono davvero, raccontando un sacco di balle; la prima, l'espulsione di tutti gli irregolari (miracolosamente calati a 90.000).
    • controll alert Rispondi
      1)solito commento inutile 2)continueranno ad aumentare gli irregolari grazie a decreti magici 3)continueranno a non aumentare i rimpatri grazie a voti magici 4)ancora sul lavoro, ma ancora si ignora l'enorme quantità di lavoro sommerso dai quali i suoi dati traboccano per quanto riguarda il lavoro 5)ancora si cerca di trovare un nesso causale tra problemi strutturali del paese italia con l'immigrazione, tipo produttività stagnante da almeno 30 anni, età pensione media tra le più basse tra i paesi demograficamente significativi, elevata tassazione su lavoro e conseguente sommerso, elusione, ed evasione, mancanza di un sistema di attrazione dei cervelli per potenziare l'istruzione e la ricerca 6) il popolo bue purtroppo si riconferma ogni qual volta commenti di questo tipo vengono scritti, confermando l'italiano medio come persona dalla memoria corta e dalla mancanza di visione futura 7) su tutto si può ragionare, ma è ormai chiaro a tutti che i voti contano di più dei fatti
  14. Davide Rispondi
    C'è un motivo se questa linea perde. Ad esempio, questo è uno studio molto ben più sviluppato della relazione tra immigrazione e criminalità, e la correlazione c'è ed è forte. http://www.fondazionehume.it/societa/crimine-e-immigrazione-in-italia/ Simili note si possono fare su tutti gli argomenti basati interamente sulla presunzione che gli italiani siano ignoranti e creduloni. Ad esempio: ''gli immigrati sono SOLO l'8-9%''. Erano il 2% nel 1990. La percezione che siano aumentati a dismisura è corretta. In alcune aree, come le grandi città, la concentrazione è più forte, quindi magari affermare ''sono 1 su 4'' in quell'area non è nemmeno sbagliata.
  15. Chiara Fabbri Rispondi
    Questi sono gli argomenti che hanno reso il PD il partito dei centri storici. Pur non condividendo la retorica razzista che dilaga, rappresentare il fenomeno migratorio come una manna senza se e senza ma e'semplicistico e in larga misura fuorviante. I migranti specie quelli irregolari sono poveri, hanno difficolta'con la lingua e sono spesso poco istruiti. In mancanza di politiche adeguate si ammassano nelle periferie dove gia'la popolazione soffre di mancanza di servizi adeguati dal trasporto alle scuole. Se non si riconosce il fatto che non e'un beneficio ma un problema per chi ha gia'molti problemi dover competere per servizi scarsi e inadeguati con un numero maggiore di persone, qualunque discorso sul fenomeno migratorio risultera'indigeribile a chi quel fenomeno lo subisce non come una risorsa. Inoltre, il costo orario minimo di una badante da CCNL e'5,5 euro l'ora piu'contributi. Quante donne italiane hanno un lavoro che paga cosi'bene da potersi permettere una badante? Quella badante sara'una risorsa per un piccolissimo numero di donne privilegiate e una concorrente per un grandissimo numero di donne che invece per un salario di 5,5 euro l'ora non si puo'permettere di continuare a lavorare. Dovremmo concentrarci invece come suggerisce l'articolo su come trattenere in Italia tanti giovani istruiti che emigrano, lasciando il Paese piu'povero e piu'vecchio.
  16. andrea Rispondi
    aggiungo che ci sono centinaia se non migliaia di comuni italiani con pochissimi immigrati in cui la Lega x Salvini ha registrato scores imbarazzanti, il che suggersice peraltro che l'elemento identitario (non citato nel bellissimo articolo di Boeri) sta giovando in ruolo importante, indipendentemente dai fattori economici
  17. Riccardo Fracassi Rispondi
    Egregio Dott. Boeri, ho letto con piacere il Suo articolo condividendone i ragionamenti e le conclusioni. Il problema del dibattito politico attuale - a mio avviso - sta nel fatto che ad una narrazione anti-migranti (che fa leva su avvenimenti di cronaca nera per aumentare la disinformazione e acuire bassi sentimenti di pancia) non faccia da contrappeso alcuna narrazione positiva del fenomeno migratorio. In particolare i partiti politici che non governano non fanno - e probabilmente non sono capaci di fare - opposizione su questo tema. Fin qua non sarebbe ancora grave. Ciò che aggrava il quadro è che nell'attuale "opposizione" manca del tutto la comunicazione di che cosa serva a questo paese per fare la cosa più importante, da Lei citata nel finale dell'articolo, ossia attuare le riforme necessarie per renderlo appetibile per chi ci nasce e vive. In attesa di una proposta riformista alternativa che possa essere pensata, comunicata e compresa da tutti, ritengo che gli italiani continueranno a votare i partiti di governo, capaci invece di raccogliere consenso intorno a idee sbagliate (in parte), ma immediate, facili e comprensibili. La ringrazio per l'attenzione.
  18. Antonio Rispondi
    Sì potrebbe definire un discorso escatologico sul destino della nostra ITALIA. Da semplice cittadino ringrazio il prof. Boeri per la chiarezza e l'onestà con le quali ha trattato l'argomento.
  19. Emilio Roncoroni Rispondi
    Ottima sintesi degli effetti indotti dall'immigrazione. Rimane da capire perché il male sia rappresentato dall'immigrato. Anni fa ricordo una ricerca Caritas nella provincia di Treviso dove si registrava un alto livello di accoglienza degli immigrati pur in un territorio che votava per Lega. E' complicato l'intreccio tra paura generica e vita quotidiana dove non sono infrequenti comportamenti non ostili
  20. Catullo Rispondi
    Articolo incredibilmente superficiale che fin dal titolo vuol solo dimostrare una tesi e non analizzare un fenomeno. Comincio con una riflessione, i cosiddetti imprenditori della paura (neologismo inventato come analfabeta funzionale o xenofobia) c'erano anche prima perchè solo adesso hanno avuto questa affermazione? Solo per aver fatto una buona comunicazione? Mah ci credo poco. Passiamo al lavoro, ovviamente gli immigrati non rubano il lavoro (che vuol dire rubare il lavoro?) ma creano perturbazioni nel mercato del lavoro perchè spesso accettano condizioni che gli italiani non avrebbero accettato e che spesso sono sfruttamento. Banalmente fino a vent'anni fa i camerieri italiani erano comunissimi adesso sono una rarità, pensate sia solo perchè nessun italiano vuol fare il cameriere? Forse un'analisi più accurata era d'obbligo anche sul punto per cui il lavoro crea lavoro. Stessa cosa per i reati si parla di omicidi e si mette un grafico e poi si fa banalmente l'equivalenza con gli altri reati facendo credere che sia lo stesso ma basta una rapida ricerca sul web per capire che non è così. Per finire sono d'accordo che un'immigrazione controllata sarebbe la cosa migliore ma in Italia sembra impossibile realizzarla non solo da parte di questo governo ma da sempre.
    • Savino Rispondi
      Cambiare la gente negli uffici no? Solo i 60enni senza titoli di studio debbono stare imboscati negli uffici? I giovani plurilaureati debbono fare i camerieri? Per il controllo dell'immigrazione, stesso problema, se i preposti negli uffici (spesso, dice la cronaca, nel Ministero di Salvini) coltivano i loro orticelli.
  21. Marcello Rispondi
    Confutiamo alcune affermazioni del prof. Boeri 1) " Gli italiani sono convinti che per ogni quattro persone che risiedono nel nostro paese, una di queste sia immigrata." Chi lo ha detto? Come sono state fatte queste ricerche? Se lo veniva a chiedere a me avrei risposto che erano il 5-7%, ma che nelle città e in certi quartieri in particolare la loro percentuale è salita. Quando si fa una ricerca statistica occorre scegliere con cura il campione. Una volta scelto occorre contattarlo e sperare in una risposta. Se questa non viene, occorre sostituire l'intervistato con uno statisticamente equivalente. Le società statistiche lo fanno? Io credo che non sempre siano ligie a questa norma fondamentale. Agli sbarchi sui gommoni occorre inoltre aggiungere anche quelli che vengono su altri mezzi di trasporto . 2) Circa il fatto che gli stranieri fanno lavori che gli italiani non vogliono fare si può dire che la loro entrata falsa il mercato del lavoro perchè, grazie alla legge della domanda e dell'offerta, in loro mancanza verrebbe offerto di più per assicurarsi la manodopera. L'immigrazione mantiene bassi i salari dei lavori meno richiesti e ciò deprime l'economia interna. "Una badante in più permette a una donna italiana in più di lavorare e viceversa." Se giustamente pagata quella badante potrebbe essere italiana e allora sarebbero 2 le donne a lavorare. La bassa produttività è dovuta in alcuni casi alle caratteristiche del lavoro, in altri casi alla mancanza di investimenti,
  22. gianni lupini Rispondi
    Questi articoli sono completamente inutili e pieni dei miti progressisti che sono ancora più falsi di quelli sovranisti. Per fortuna gli italiani hanno capito chi è che li prende per i fondelli, a cominciare da Bergoglio per finire a Mattarella. Amen.
  23. Lorenzo Rispondi
    Di una chiarezza cristallina e, solo in Italia si può dire "visionaria" quando "... è possibile ... che milioni di italiani si facciano ingannare dalla propaganda"
  24. Fabrizio Rispondi
    Articolo molto interessante e ben documentato. Il dubbio è quanto risulti efficace un approccio così cartesiano con chi ragiona (o si fa ragionare) con l'emotività e l'eterodirettività. Esattamente come con il cartello della bocciofila.
  25. Antonio Aquino Rispondi
    Perfetto!
  26. bruno puricelli Rispondi
    Con molto rispetto e senza sminuire il Suo lavoro, mi limito ad osservare che se gli immigrati crescono appare ovvia una diminuzione percentuale dei crimini altrimenti gli italiani si sarebbero imbufaliti molto prima. E'' un modo di presentare i dati statistici a favore di una tesi più che ad un'altra. Allo stesso modo, l'UNHCR e tanti intellettuali favorevoli all'immigrazione presentano l'aumentato numero percentuale dei dispersi in mare guardandosi bene dal fare riferimenti al numero assoluto dei dispersi. I lettori de LAVOCE interpretano bene, il popolo, causa la scarsa dimestichezza con l'aritmetica, certamente meno! Con la stessa cautela bisognerebbe valutare le entrate e le uscite nel tempo, non limitandosi al momento. Comunque non ritengo negativo il bilancio economico perchè,ora, le cose sono come dice lei. Penso però che occorrerebbe considerare anche il deprezzamento del sistema paese che ne deriva a cominciare dalle zone frequentate dagli immigrati e questo è un disvalore di cui bisognerebbe tener conto e lei ha la conoscenza per quantificarlo. Grazie per l'articolo.
  27. marco Rispondi
    La mia stima nei confronti del Prof Boeri è aumentata considerevolmente dopo questo articolo. Non serve aggiungere altro, peccato che questi semplici concetti non facciano assolutamente parte del pensiero comune, anzi tutto all'opposto.
  28. Michele Rispondi
    Un articolo che andrebbe inciso su marmo travertino e messo in ogni scuola, edificio pubblico e chiesa di ogni comune. Ma si tratta di cose risapute, ovvero tutti sanno che è vero (dopotutto i numeri sono di pubblico dominio) ma una dilagante ignoranza, che eleva i new media a fonte attendibile di informazione, rende la semplice osservazione della realtà un impresa titanica, convulsa, isterica. Quello che manca davvero è una classe politica che parli alla testa delle persone, favorendo il dialogo e il bene del paese, non la garanzia di un orizzonte elettorale che non va oltre il semestre. Anche uno stupido capisce che spendere i soldi che non si hanno (cioè fare debito) sia un pessima idea, per carità si più anche fare (magari se facciamo investimenti per il futuro), ma dirmi che è giusto farlo " a prescindere" e che anzi, chi si oppone è un "ottuso burocrate", pare davvero incredibile! Il tutto condito dall'immancabile frase "gli italiani lo vogliono perché mi hanno votato", frase davvero micidiale: il voto come passepartout della responsabilità che non è più verso il paese ma verso gli elettori.
  29. Marco Rispondi
    Bravo! Grazie! Magari riuscissimo a trovare un modo di far arrivare alla gente comune questo messaggio...
  30. Savino Rispondi
    La ricchezza degli italiani adulti (ostinati a tenere le redini) si sta sprecando, mentre i loro figli e nipoti, per sbarcare il lunario (neanche per arricchirsi), debbono fare migliaia di Km. La paura degli italiani adulti è quella che si vengano a rubare la cassaforte. Questo argomento è semplicemente ridicolo e privo di ogni cultura. La stessa richiesta di abbassamento della pressione fiscale, per gli italiani adulti, non è finalizzata a creare nuovo lavoro o a migliorare le attività d'impresa, bensì a non avere imposizione sui patrimoni e le ricchezze. Le "proteste" degli italiani nel tempo per eliminare le imposte sugli immobili la dicono lunga. Gli italiani preferiscono avere il figlio disoccupato piuttosto che pagare 500 Euro all'anno di IMU. Un popolo così è, a dir poco, ridicolo, sul debito pubblico ha torto marcio (vedasi le spese per pensioni, assistenza, incentivi e sgravi vari) e, visto come si comporta elettoralmente, con drastici cambi di direzione anche solo dopo pochi mesi, più che un popolo sembra un gregge. Ognuno è stato, via via, berlusconiano, renziano, grillino, salviniano, non per difendere uno specifico ceto o interesse sociale (es: i poveri Vs, i ricchi), ma a modo suo, a seconda della propria convenienza e del proprio portafoglio. Questo popolo è una vergogna ed è una vergogna il pregiudizio che si ha verso i giovani, che possono garantire un furo alla nazione (ancora dati Istat odierni, si preferisce assumere chi ha oltre 50 anni e non un under 30)