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  1. micheledisaveriosp Rispondi
    Le aziende più energivore appartengono a settori ad alta intesntià di capitale e non di lavoro. Danneggiano territori e ambiente senza un corrispondente ritorno di occupazione, indotto ebenessere diffuso. Pertanto, è giusto che paghino di più in prorporzione dei loro guadagni. L'energia è un servizio essenziale che uno Stato democratico deve garantire a chiunque, con continuità, ad un giusto prezzo. L'authority, in quanto persegue l'interesse pubblico (e non dlele Bis six di turno), ha il dovere di asicurare l'effettività di questi diritti. Il settore energetico è uno de' pochi setotri dell'economia - e forse l'unico- nel quale i ritorni sono proporzionali agli investimenti. Gli investitori possono benissimo sostenere la perdita dell'extraprofitto nel mercato retail derivante dal differenziale fra la tariffa protetta imposta dall'authority e quella del libero mercato, favorevole a chi spreca e inquina.
  2. Savino Rispondi
    Non c'è migliore tutela del modello concorrenziale, ma le informazioni devono essere più chiare ed è il cliente che deve essere posto al centro del sistema, con maggiore opzione di portabilità e con un'idea di consumo effettivo. L'utenza è del cliente, che non può accollarsi oneri aziendali o "oneri di sistema", per cui, chi paga la bolletta lo fa anche per chi è moroso.