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  1. Henri Schmit Rispondi
    Passate appena 24 ore l'articolo del bravo Gianni di Fraja sarebbe già da riscrivere! Non per colpa dell'autore, preciso e intererssante come sempre, ma per incapacità del governo (= PM, gabinetto e parlamento) di Sua Majestà. Che cosa succede ora, dopo il voto INCREDIBILE di ieri: per un voto i Comuni rifiutano il BREXIT senza accordo (il primo scenario dell'articolo)! Basta ora far approvare la stessa risoluzione nei Lords per renderla Legge. Questo significa (se non si mettono d'accordo entro una settimana su un BREXIT con Unione doganale o qualcosa di ancora impegnativo, cioè il secondo scenario dell'articolo) che (terzo scenario) gli Inglesi eleggeranno - forse insieme a una nuova Camera - i loro euro-deputati, che il processo di uscita rimarrà aperto per anni, e che probabilmente si dovrà far votare sul futuro accordo attraverso un referendum consultivo confermatorio che sceglierà fra quel accordo e il Remain! Evviva!
    • LUCIANO PONTIROLI Rispondi
      In fondo, visto che il referendum consultivo indetto da David Cameron portò ad una affermazione di misura e che il mood sembra essere diverso, condivido l'esclamazione finale di H.S. Ma poi gli amici britannici dovranno ripensare il loro sistema istituzionale.
  2. Giorgio Quartesan Rispondi
    May convincerà quella quarantina di laburisti? Sebbene il Labour sia apparso sempre più compatto, ne abbiamo viste tante, e potremmo vedere anche questa. Comunque andrà a finire, la questione dei sondaggi rende per me ancor più misterioso l'atteggiamento di Corbyn, che, dimmi se sbaglio, ha continuato fino ad oggi ad anteporre le elezioni anticipate ad ogni altro obiettivo e a mostrare, almeno così sembra, scarso o nullo interesse per Brexit in quanto tale, ovvero, non so se esagero, per le sorti del suo paese.
    • Gianni De Fraja Rispondi
      Non lo dice quasi nessuno, ma gli eventi recenti continuano a farmi pensare che lo scoglimento della Camera dei Comuni sia la cosa più probabile. Jeremy Corbyn, Giorgio, deve continuare a dirsi convinto che Labour vincerà le elezioni, e potrà “liberare il paese dal flagello del governo May-DUP”. Nessun leader può dichiararsi disfattista. Per Madam May la scelta è dimettersi e passare alla storia come il peggior premier di tutti i tempi, umiliata e ridicolizzata sulla scena internazionale e vilipesa a destra e a sinistra, dall’uomo della strada e dalle élite nel paese, o un rischioso lascia o raddoppia: perdere un’elezione non la metterebbe in una posizione peggiore di quella in cui si trova adesso, e vincerla la renderebbe intoccabile dal suo partito e le permetterebbe di far accettare al paese la sua versione di Brexit.
  3. Savino Rispondi
    Il gioco ipocrita del nascondino del popolo bue che prima vuole sovvertire l'èlite e, poi, fa lo struzzo.
    • LUCIANO PONTIROLI Rispondi
      Il popolo, male informato, se non addirittura ingannato, aveva detto la sua. Adesso, viste le difficoltà emerse, sarebbe giusto ritornare alle urne, preferibilmente proponendo un nuovo referendum. Ma c'è da temere che i politici riuscirebbero a renderlo incomprensibile ...