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  1. Andrea Mangano Rispondi
    Ottima sintesi delle assurdità delle posizioni grulline sul tema. Aggiungerei che le uniche parti del paese dove ci sono ancora grossi problemi e non sono in vista miglioramenti, sono proprio quelle dove la riforma del 1994 non è stata applicata, ovvero ahinoi, quasi tutto il Sud.
  2. Nicola Rispondi
    Contrariamente a quello che ripetono in continuazione alcuni membri dei Comitati per l’Acqua Pubblica, i dividendi pagati ai gestori non sono il problema principale e tantomeno lo è il livello tariffario, che continua mediamente a essere tra i piu bassi in Europa. Piuttosto, le vere sfide che i servizi idrici del nostro paese dovranno affrontare nei prossimi decenni saranno il cambiamento climatico, la lotta a forme sempre più sofisticate e pervasive di inquinamento, e la minore disponibilità di capitali pubblici. Purtroppo, il modello di riforma dei servizi idrici rappresentato dalla PdL52 non sembra disegnato per mobilizzare né i capitali né le competenze necessari per ottenere i tanto auspicati miglioramenti di qualità dell’ambiente e tutela delle risorse idriche. Anzi, esso mette in discussione proprio quella parte della disciplina vigente che meglio ha funzionato, ossia la regolazione tariffaria dell’Arera, e che andrebbe semmai rafforzata.
  3. Daniele Rispondi
    Se io utente potessi scegliere tra diversi fornitori d'acqua, forse il modello della privatizzazione del bene potrebbe essere interessante. In regime di monopolio, con l'unico obiettivo del profitto, non vedo perche` un'azienda fornitrice d'acqua dovrebbe voler fare gli interessi dell'utente.
  4. Savino Rispondi
    Ai grillini piace l'acqua gestita dalla politica e non da aziende serie. Evidentemente non sanno quanto gli acquedotti abbiano fatto mangiare. O vogliono partecipare alla mangiatoia anche loro. Di sicuro, non si può dire di essere per il "popolo" quando gli si vuol fornire un servizio scadente, con una rete piena di falle, con potabilità incerta e farglielo pagare come tassa. Costringeranno ancora pìù persone a comprare acqua minerale, quando ne potremmo fare benissimo a meno.