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  1. Andrea Rispondi
    Tanti fattori da considerare.. di certo vivendo in GB ho avuto anche io la sensazione che alcuni preferiscano gli immigrati dal Commonwealth rispetto a quelli europei. L'ho notato anche dalle reazioni dei media come la BBC, estremamente attivi nel denunciare qualsiasi atto ostile verso le minoranze etniche, ma che fa finta di niente quando succede a persone europee, in particolare dell'est. Chi vive qui da molti anni sa bene quanto gli inglesi vedano ancora il mondo da una prospettiva imperialista, ancorata alle glorie passate ed alla vittoria delle due guerre mondiali, E questo crea un certo paternalismo verso chi viene dalle ex-colonie, perche', in fondo, fanno parte della loro "famiglia allargata" e nel passato si erano sottomessi a loro; non si puo' ignorare inoltre che mentre molti europei combattevano gli inglesi nella seconda GM, tanti dalle ex colonie combatterono e diedero la vita per il Regno Unito
  2. Ermes Marana Rispondi
    Magari vogliamo andare un poco oltre la pubblicitá? Il "multicultularismo inglese" é basato semplicemente sul fatto che il pakistano che si smazza 12 ore di lavoro da fame permette al chav del Wiltishire di avere 5 figli a 25 anni vivendo col sussidio di disoccupazione. Tranne poche eccezioni (basate su skill rare nelle isole: come una laurea o la conoscenza delle lingue) il tetto di cristallo dipende moltissimo dalla gradazione della pelle. Stiamo sempre parlando di un paese che ha costruito un impero sul razzismo; adesso é delizioso vedere che lo stesso motivo sta facendo implodere la nazione.
  3. CarloG Rispondi
    Interessante: in sostanza gli immigrati extraeuropei di 2° a 3° generazione sosterrebbero, in quota non del tutto irrilevante, le ragioni di Brexit? Ma servirebbero un po' più di numeri... La grande maggioranza degli immigrati extraeuropei vive a Londra e in poche altre grandi città dove Brexit ha perso. O si vuol dire che Theresa May e il partito conservatore stanno cercando il sostegno degli immigrati dal commonwealth? Servono dati e ipotesi/conclusioni un po' più chiare.
  4. bob Rispondi
    le democrazie hanno senso di esistere solo se rappresentano una maggioranza dei cittadini, Quando particolari meccanismi creati ad hoc consentono a minoranze di prendere il potere non solo non siamo più di fronte ad un processo democratico ma si creano opportunità a mediocri personaggi di rivestire ruoli inadatti a loro "spessore". In Inghilterra è successo questo. Stessa cosa in Italia dove "coalizioni d' interessi" hanno conquistato la maggioranza della minoranza ( presi singolarmente i partiti di coalizione hanno percentuali da condominio). Bisogna alzare l'asticella della politica, eliminare localismi e regionalismi che non rappresentano l'interesse di tutti ma che poggiano all'evenienza su un sistema che è di tutti
  5. Davide Rispondi
    L'ottimo risultato è quello dei regolari casi delle gang di stupratori di origini ''Asiatiche'' che i servizi sociali allineati con il partito laburista regolarmente censurano, vedi Rotherham, Rochdale, Newcastle, etc. Scene che fortunatamente potremmo evitare in Italia grazie al recente cambio di governo.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Sarei curioso ricevere delle spiegazioni della seguente frase: “questo modello ... non chiede agli immigrati l’abbandono della loro identità culturale in cambio dell’integrazione (Insisto sulla gravità dell’affermazione!) e dell’accesso ai diritti (qua stiamo impazzendo completamente), come avviene invece in Francia.” C’è oltre me qualcuno che si rende conto della mostruosità delle insinuazioni. Viviamo in tempi di manicheismo, di semplificazioni e di colpi sotto la cintura, ma l’accademia dovrebbe rimanere immune a questi eccessi. Che gli autori si giustifichino o correggano! Per il resto l’articolo è interessante e pertinente, se no non l’avrei letto.
    • Davide Rispondi
      Niente "expertise condivisa"? Strano, non capisco. Io sono del parere che gli inglesi abbiano votato Brexit come rifiuto dell'eccessiva immigrazione, non solo europea, ma anche di quella extraeuropea, citata nell'articolo, e di cui appunto il sindaco londinese rappresenta perfettamente il risultato, in termini di "appropriazione" dello stesso regno unito da parte degli immigrati. Curioso di assistere al dibatto sulle frasi contestate.
      • Henri Schmit Rispondi
        L'articolo sostiene, e condivido appieno, che un elemento determinante del voto a favore della Brexit sia stata l'opinione pubblica (costruita su fenomeno reali, la loro percezione, l'interpretazione dai media e dai politici, condizionata da situazioni personali, da difficoltà economiche, da paura e invidia) contro l'immigrazione e in particolare contro quella europea, fra cui spicca l"'idraulico polacco". I numeri presentati dagli autori spiegano quest'opinione, senza giudicarla. Quello che contesto è solo un inciso che riguarda la politica francese rispetto a quella britannica.
    • Enrico Di Pasquale Rispondi
      Non sono insinuazioni ma modelli di integrazione ampiamente studiati in letteratura. Ovviamente nell'articolo li abbiamo sintetizzati brutalmente, ma il senso è quello. http://www.treccani.it/vocabolario/assimilazionista_%28Neologismi%29/
      • Henri Schmit Rispondi
        Prendo atto che lei conferma che la politica francese, cito, chiede agli immigrati l’abbandono alla loro identità culturale in cambio dell’integraziine e dell’accesso ai diritti, fine citazione. Mi sento più offeso dal controcommento lapidario che non da quello che ritenevo un infelice scivolone linguistico di semplificazione eccessiva. Ora sono scandalizzato. Ho vissuto in entrambi i paesi, sempre ad occhi aperti, curioso e critico, e so bene di che cosa stiamo parlando.
  7. Savino Rispondi
    Si mette in mostra tutta la stupidità umana del sovranismo contemporaneo, laddove il popolino sragiona dicendo: "siccome non ho io il lavoro ed il welfare, via tutti gli stanieri" ed, in UK, vi sono tanti nostri connazionali così disciminati. Piuttosto che essere cosi choosy e chiusi occorre abbattere quelle situazioni che impediscono ai talenti di tutte le nazioni di emergere. Anche da noi, anzichè parlare dei barconi altrui bisogna cominciare ad evitare che siano i nostri ragazzi a salire su qualche zattera disperata, magari abbandonando l'egoismo degli adulti.