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  1. Davide Rispondi
    Le questioni trattate vanno ben oltre la tav. Riguardano i trasporti in generale, e la pretesa di spostare il traffico dai mezzi privati "a petrolio" ad altro. Anzi, riguardano un ulteriore step: la pretesa di cambiare fonti di energia. Per questo è fondamentale che le questioni vengano trattate correttamente da un punto di vista teorico, a cominciare proprio dalle accise, su cui la posizione di Ponti è certamente quella corretta. Sono stupito dei non-ragionamenti di chi ha una visione diversa: in sostanza si giustifica la posizione sostenendo che sia "paradossale" la non convenienza degli spostamenti in oggetto. Il punto è proprio che non è affatto "paradossale": è la cruda realtà di scelte economicamente disastrose, che contrasta col "populismo ambientalista, che ha contagiato i politici europei" (parole di Bombassei - Brembo) e, a quanto vedo, anche gran parte del mondo accademico, e non solo. Ma è follia, da fermare prima che faccia troppi danni.
  2. Michele Rispondi
    Con tutte le infrastrutture mancanti o malfunzionanti in zone molto più cruciali (popolate, trafficate, inquinate etc) per l’Italia, sostenere che due gallerie da 60 km ciascuna in val di susa siano la priorità suona come una barzelletta tutta da ridere