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  1. Sergio Cartabia Rispondi
    Arera pare non avere controllo, in alcune delibere "non si è accorta" di avere favorito la "pratica aggressiva" da me denunciata all' AGCM di Enel Energia S.p.A. ed ha dichiarato la propria "impotenza". Le posso inviare la documentazione se interessa. Saluti
  2. Henri Schmit Rispondi
    Ho aspettato di commentare; le mie idee sono più teoriche. L’indipendenza è sempre relativa, da qualcosa; assoluta non esiste. Bisogna quindi precisare da quali poteri o interessi un’autorità o una funzione deve essere indipendente. In politica l’Indipendenza si misura in relazione ai partiti, tenendo conto del fatto che la maggioranza di oggi sarà minoranza domani. Per assicurare indipendenza politica, bisogna avere valori condivisi sui quali poggia l’autorità di chi è indipendente rispetto agli altri. Per il Presidente della repubblica i valori condivisi sono la costituzione. Il problema dell’Italia (ma non solo) è l’assenza, l’indeterminazione, o piuttosto l’uso abusivo di valori condivisi. Tutto è guelfi contro ghibellini, decide la maggioranza effimera, spesso manipolata. Che cosa succederà quando l’attuale maggioranza avrà eletto un suo presidente della repubblica? Servirà un altro organo stabilizzante. O sarà la fine?
    • Davide Rispondi
      Magari sarà la volta buona per rendersi conto che serve un sistema istituzionale e costituzionale che renda innocuo chiunque sia al potere, perchè al potere ci vanno persone più o meno pessime, e quasi mai "illuminati". La soluzione, nota da secoli di evoluzione liberale, è che il potere non sia nelle mani di qualche istituzione sovraordinata, ma di nessuno (potere limitato), oppure nelle mani delle singole persone, ognuna col suo piccolo pezzettino indipendente da tutto e da tutti. Difficilmente sarà chi detiene il potere stesso a capirlo ed a farlo: gli stati diventano liberali quando vi sono costretti.
  3. Davide Rispondi
    C'è però un problema di fondo: non ci si può illudere che le autorità "indipendenti" siano per questo illuminate, altruiste, capaci, equilibrate e misericordiose. Altrimenti ricadiamo nello stesso errore che, per secoli, ha portato all'illusione del sovrano illuminato. I passi in avanti si sono fatti quando ci si è resi conto di questo, e si è puntato sulla limitazione del potere, cioè sul minimizzare i danni, preso atto che il potere pubblico spesso finisce in mano ai poco di buono. Le autority sono per forza impersonate da soggetti che rispondono agli stessi incentivi economici, di potere, di tornaconto personale, di chiunque altro. Anche illudersi che siano indipendenti dalla politica è un'illusione, e credo che la magistratura lo dimostri perfettamente. Per cui anche l'autoreferenzialità funziona male, ed affidarsi ad essa un errore. Per concludere: sbaglio o molte inchieste bancarie degli ultimi anni sono cominciate solo quando è arrivata l'attenzione della BCE, mentre prima per Bankitalia andava tutto bene o quasi?
  4. Rosario Nicoletti Rispondi
    Io credo che sarebbe saggio rinunziare all'idea di avere "autorità indipendenti". Le poche volte che mi è capitato di conoscerne la rilevanza, è stato semplicemente un disastro. Basta ricordare il ruolo della CONSOB nell'affare Parmalat. So per certo che le "autorità" costano centinaia di milioni anno. Lavoceinfo dovrebbe occuparsene.
  5. Vincenzo Cioffo Rispondi
    Condivido chi punta il dito conto le autorità per gli esempi negativi citati anche dal Prof. Carlo Scarpa, ma penso, come magistralmente viene spiegato dal Prof. Carlo Scarpa, che, ad oggi, non vi sia uno strumento migliore delle autorità per lo svolgimento di certe funzioni che richiedono (purtroppo è così!) importanti competenze tecniche.
  6. Michele Rispondi
    Una authority indipendente in Italia è un ossimoro. Infatti è difficile tradurre in italiano l’espressione regulatory capture. Questo sistema di regolamentazione di certi settori dell’economia fa fatica a funzionare bene anche in contesti culturali e etici più favorevoli, dove peraltro è stato inventato. Forse in Italia dovremmo lasciare perdere un tentativo inutile di allinearci a pratiche non autoctone e ritornare a un controllo esplicito della politica con tutto cio che ne comporta. Anche come riduzione dell’ipocrIsia.
  7. Loris Rispondi
    Ma indipendenza non significa IRRESPONSABILITA'
  8. serlio Rispondi
    Queste cosiddette autorità indipendenti avrebbero avuto maggiore autorevolezza ed indipendenza se avessero fatto il lavoro per cui vengono pagate; è chiaro che mi riferisco alle numerose banche in grande difficoltà e alle operazioni vergognose che hanno condotto per anni. Della loro effettiva efficacia non se ne parla, ma rimane il punto nodale della vicenda. Si sono limitate ad un controllo formale oppure sono limitate nella loro azione dalle leggi vigenti, oppure non sanno o vogliono fare il loro mestiere (vale a dire tutelare il risparmiatore e così anche il sistema bancario). Di questo sarebbe necessario un approfondimento.
  9. Savino Rispondi
    Indipendenza si, ma con capacità decisionali, in questo senso politiche. Toninelli, che vede mangiatoie dappertutto, ad esempio, crea cortocircuito con la politica.