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  1. Dunning Kruger Rispondi
    Quante inesattezze in cosí poche battute: 1. La traduzione piú giusta per "hard fork" é "divisione dura", non "forchetta dura" (che veramente non si puó sentire) 2. La tanto vituperata "sicurezza e decentralitá" delle criptomonete ormai é solo una balla per liberisti: il problema del controllo del 50%+1 rende insicura qualsiasi criptomoneta basata su blockchain (https://arstechnica.com/information-technology/2019/01/almost-500000-in-ethereum-coin-stolen-by-forking-its-blockchain/ ed é successo una settimana fa). 3. Tutte le compagnie che continuano ad investire in blockchain (IBM e MAERSK per dirne due non certo piccole) ormai considerano business pool in condivisione tra partner certificati, cosí l'apertura verso l'esterno viene totalmente troncata. Seriamente a parlare di criptomonete nel 2019 son rimasti solo quelli del "diritto personale" ed i gonzi che si sono fatti convincere.
  2. zipperle Rispondi
    Non mi è chiaro il nesso tra competizione tra monete decentralizzate e prezzo delle stesse che si stabilizza, come accadrebbe per una moneta emessa da una banca centrale. Ciò premesso, si ricordi che per il bitcoin all'inizio del 2018 sono stati quotati i primi futures: per un asset la cui offerta è limitata e il prezzo dipendeva solo dalla dinamica della domanda, avere uno strumento che permette di andare corti forse è il miglior modo per permettere al mercato di stabilire quale sia il prezzo giusto (price discovery).