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  1. Henri Schmit Rispondi
    Nella conferenza di un paio di giorni fa alla Sant’Anna di Pisa Mario Draghi ha detto con parole neutre (rispetto al tono polemico del mio precedente commento) che l’€ è un pessimo alibi perché ha procurato benefici a tutti, ai primi della classe che hanno fatto delle riforme per essere competitivi, e a coloro che sono rimasti indietro (sottinteso per colpa loro). Senza l’€, con una Lira sporadicamente svalutata la crescita del paese sarebbe stata inferiore al livello già molto deludente degli ultimi quindici anni. Non serve (per il momento) più unione monetaria, ma servono più riforme delle economie nazionali, politiche fiscali e sociali più coraggiose. Queste sono responsabilità implicate dalle sovranità nazionali le quali non sono limitate, ma assistite, rinforzate dall’€. L’€ non è un alibi credibile, ma un pretesto fuorviante di politiche sbagliate perseguite da governi incapaci, approvate da opinioni pubbliche mal informate, non adeguatamente criticate da accademici troppo compiacenti.
  2. Marcello Romagnoli Rispondi
    La Comunità Europea, da non confondere con l'Europa che è ben altra cosa, a noi avevano raccontato sarebbe stata un altra cosa rispetto a quella che è: un posto dove ci sono regole economiche non supportata da teorie solide; regole che valgono o non valgono in base al peso delle nazioni e agli interessi delle lobbies; una moneta che ingabbia le economie di alcuni stati membri della UE, troppo forte per alcuni e eccessivamente vantaggiosa per altre. Se questa è la UE che volevano alcuni non è la mia. PS. il fatto che si scriva e non ci si soffermi a pensare ad affermazioni come "...che l’Europa non si dimostra all'altezza della sfida." mi atterrisce. Sfida? per cosa? Siamo ancora alle sfide e alle guerre e all'accettazione passiva di questo dato di fatto.....è progresso questo o è barbarie sotto altri abiti, magari più moderni e più distruttivi? non si pensi a questo a un ragionamento naif....è molto più concreto e realista pensare che occorre distruggere l'idea che sia normale porre tutte le questioni in termini di "sfida", "mercati", "competizione".
    • Henri Schmit Rispondi
      La sua percezione dell'UE (i tre punti dopo "un altra cosa rispetto a quello che è") non è la mia. Contesto tutte e tre le affermazioni. Anche a me lascia perplesso o insoddisfatto l'affermazione "L'Europa non si dimostra all'altezza delle sfide" , ma in un senso diverso: abbiamo capito veramente che cosa l'UE è, vuole essere e deve essere? Mercaro comune e moneta unica pongono evidemente il tema della competizione e dell'efficenza, quindi intendevano incitare i paesi membri,senza poterli costringere, a fare riforme per essere appunto competitivi, non tanto o solo all'interno dell'UE, ma per rendere l'intera UE efficiente, a vantaggio dei residenti, dei lavoratori e delle imprese. L'unica concessione che faccio al Suo discorso è che il mercato e la competizione sono solo strumenti, strumenti per il benessere dei singoli, e che necessitano una mano pubblica forte, una polizia a favore della trasparenza, delle leggi che tutelino la libera scelta e che proteggano i deboli, e la loro applicazione; ma questi compiti sono stati lasciati consapevolmente ai singli stati. La domanda che rimane diviene allora: il nostro stato, la nostra politica, il nostro dibattito pubblico, noi, siamo all'altezza?
  3. serlio Rispondi
    Inflazione da euro: ne avete mai sentito parlare? allora ripensate a quanto costavano beni e servizi in lire e quanto costano ora in euro. Quasi il 100% di inflazione da euro, di cui nessuno vuole parlare e il cui vero beneficiario è stata la Germania che ha così potuto venderci a 50.000 euro la stessa auto che prima ci vendeva a 50 ml. Se avete dei dubbi, e avete un vecchio libro in casa, controllatene il prezzo in lire e confrontatelo con l'attuale..giusto un esempio. Qualche negazionista dirà che tutto è stato raddoppiato, ma ovviamente nella sua occlusione mentale non terrà conto degli stipendi che salvo i casi delle elite privilegiate sono invece stati convertiti al centesimo. Dopo averci lungamente pensato un lato positivo l'ho trovato: dimezzamento del deficit pubblico in un colpo solo, ma oltre alla inflazione occorre rilevare quindi il calo drastico del potere d'acquisto e quindi il raddoppio della incidenza della tassazione sulle entrate. Quindi come amare un moneta che non ci ha certo agevolato, anzi ci ha impoverito moltissimo. (Thanks Mr Prodi.) E questa sarebbe la politica con la P maiuscola? Ho molti dubbi in proposito...
    • Andrea A. Rispondi
      Consiglio la lettura del libro di Cottarelli sui sette peccati capitali dell'economia italiana, nella parte sul cattivo rapporto tra Italia ed nascita dell'euro fa un confronto fra cosa abbiamo fatto noi(poco niente) e cosa i tedeschi per prepararsi all'euro.
    • Henri Schmit Rispondi
      Commento interamente contraddetto dal discorso del presidente Draghi un paio di giorni fa alla Sant'Anna di Pisa: il vecchio sistema delle svalutazioni della lira era il meccanismo di che serviva a deprezzare il potere di acquisto dei consumatori a favore di un momentaneo vantaggio delle imprese esportatrici. La richiesta di adesione (prematura) all'euro da parte dell'Italia era motivato proprio dal fatto di dotarsi di un argine (esterno) alla perdita di potere di acquisto. Ma ognuno è libero di credere chi vuole e che cosa vuole.
  4. Fabrizio Balda Rispondi
    Come ha ricordato anche il presidente Draghi ieri, la crescita attesa per i prossimi anni è tutt'altro che bassa. La congiuntura è in rallentamento ma non è debole. Definire "non sfavillante" una crescita al di sopra dell'1.5% mi sembra eccessivo, per la vecchia Europa.
  5. oscar blauman Rispondi
    Ma se in europa paradisi fiscali di vario tipo stanno crescendo come funghi, as we speak, e uno dei loro principali artefici e' stato addirittura messo a capo della commissione, come si fa a pensare che a breve vedremo un integrazione monetaria completa? Come si fa a pensare che la germania e l'olanda regalino il loro disavanzo estero, piu' del doppio di quello della cina, agli altri paesi europei?
  6. Henri Schmit Rispondi
    L’euro è un alibi degli inadempienti, non competitivi, incapaci, inefficienti, imbroglioni, bugiardi responsabili politici nazionali irresponsabili. L’autore stesso lo riconosce nella subordinata che inizia “sopratutto quando dimostrano di non essere in grado ...” L’euro come il mercato unico è invece un’incitazione ed una garanzia per tutti gli altri. Non sono indispensabili ulteriori costrizioni di unione monetaria, dovrebbero bastare le volontà nazionali di convergenza, di efficienza e di competitività. La mia non è una previsione ma un rammarico.
  7. Savino Rispondi
    Euro e crisi sono diventati due alibi perfetti per non risolvere i nodi della crescita e delle disuguaglianze.