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  1. Giuseppe Passoni Rispondi
    La decisa opzione francese verso l'auto elettrica deriva dalla "intrinseca" rigidezza del sistema elettrico nazionale (80% nucleare e ridotta disponibilita' di impianti idroelettrici di accumulo) per cui spesso l'energia viene venduta a basso prezzo a paesi frontalieri come l'Italia. Avere milioni di auto elettriche da ricaricare di notte puo' essere, talora, un vantaggio.
  2. Andrea Malan Rispondi
    Ringrazio tutti per i commenti e fornisco un paio di risposte. Un recente (2016) studio del MIT (https://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/acs.est.6b00177) confronta le emissioni di CO2 delle auto includendo quelle per produrre il veicolo e per produrre il carburante; nel caso dell’energia elettrica, sono considerati vari mix possibili; tutti i dati vengono dal mercato Usa. La conclusione è che in caso di mix di produzione di energia elettrica a bassa CO2, le auto elettriche “producono”; nel ciclo di vita completo, metà CO2 rispetto ai motori a combustione e il 25% in meno degli ibridi; con produzione ad alta intensità di CO2, le loro emissioni sono simili a quelle degli ibridi e comunque inferiori del 25% a quelle dei motori a combustione. Metano e GPL risentono (in misura minore) di alcuni problemi comuni alle auto elettriche: prezzo di acquisto più elevato, autonomia più bassa e rete di distribuzione limitata, soprattutto al Sud.
    • Mario Rispondi
      In Italia in particolare però, dopo il decreto ministeriale marzo, il metano andrebbe considerato sempre più biometano Non è vero che "non esistono ibridi plug-in a gasolio", ci sono ad esempio la recentissima Mercerdes E300, accreditata di 41 g di CO2/km https://www.mercedes-benz.it/passengercars/content-pool/tool-pages/car-configurator.html/motorization?rccVehicleModelId=2130421 e l'Audi Q7 e-tron 3.0 TDI quattro
  3. Motta Enrico Rispondi
    Sulla questione dell' auto elettrica deve essere chiarita una cosa: quanto e quale è l'inquinamento prodotto nelle centrali elettriche per alimentare le colonnine. Solo così si capiranno i reali vantaggi. Ad esempio in Francia le auto elettriche andranno prevalentemente a energia nucleare. Basta saperlo. Inoltre non ho capito perché sia stata percorsa così timidamente la via dell' alimentazione a metano e GPL, che non producono polveri sottili, e meno CO2.
  4. Michele Rispondi
    Una idea sbagliata. Un regalo ai ricchi che abitano in centro, non devono usare l’auto per andare al lavoro, possono cambiare l’auto frequentemente, spendere di più per una elettrica (è la seconda o terza auto di famiglia, mica ci vai in vacanza con l’elettrica che ha - in teoria - 400 km di autonomia e poi dove la ricarichi quando vai a sciare e la batteria rendel il 30% in meno?) e soprattutto hanno il box dove ricaricarla a casa. Con l’evoluzione tecnica prevista ci sarà mercato per le elettriche usate? Chiedete lumi ai gilet gialli francesi: c’è chi pensa alla fine del mondo e chi pensa alla fine del mese. Infatti da gennaio a novembre 2018 in italia sono state vendute 4568 auto elettriche (EV) rispetto a un totale del mercato di 1792683 auto e quindi pari allo 0,26%. In italia la potica sulle auto ha fatto disastri: il settore è super tassato tra accise sui carburanti, IVA, tassa di proprietà (una patrimoniale) e super bollo sopra i 175 kw. (altra patromiale che ha ucciso il settore dell’usato), nel frattempo si lasciato che l’industria nazionale rimanesse tecnologicamente indietro oltre che a fuggire dal paese. Si poteva fare peggio?
  5. gianfranco v. Rispondi
    Vista la situazione economica nazionale ed europea,una risposta pratica e reale è l'incentivazione al passaggio all'ibrido,primo passo,per i centri urbani elettrificare il più possibile il trasporto pubblico,investire in questo settore.Dopo potrà esserci un ricambio,scendendo anche i prezzi,della mobilità privata in elettrico.Tempi non brevi,quindi,visto che in Italia circolano più di 35 milioni di veicol i e con un ricambio di 1,5 all'anno i conti sono presto fatti
  6. Emanuele Aliberti Rispondi
    La CO2 emessa dai motori a combustione interna avviene per tutta la vita del veicolo e viene emessa ovunque il veicolo si sposti. Quella emessa in fase di produzione del veicolo avviene una volta sola e in pochi, ben identificati luoghi che possono essere soggetti efficacemente a normative industriali più stringenti e controlli mirati.
  7. Massimo C. Rispondi
    Che senso ha misurare la CO2 emessa solo dal motore e non quella generata producendo il veicolo, carburante e batterie comprese?