logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Sono d'accordo con gli autori. Ma sono scettico. La proposta F-D è la riedizione annacquata dell'idea - troppo fumosa - lanciata da Macron nel suo discorso alla Sorbona e in sintonia con idee sostenute anche dal govern italiano nella precedente legislatura. Fu stoppata prima in attesa delle elezioni tedesche, poi dal partner liberale delle prime trattative per una coalizione di governo, radicalmente contrario. La cancelliera ora è poco credibile, ma il suo principale successore in pettore al guida del partito, Merz, sembra molto allineato alle posizioni francesi. Lo è anche la pupilla della cancelliera, quasi francese venendo dal Saarland. Ma penso che non abbiamo ancora visto un progetto definitivo che deve anche proteggere il nocciolo duro ed adempiente contro le mosse centrifughe dei populismi sempre più prepotenti.
  2. paolo bosi Rispondi
    Non trovo convincente la tesi di questo articolo: aderire comunque ad un processo di cui non è definita la dimensione, il cui disegno istituzionale è giudicato non ottimale e che esclude i paesi che faticano a rispettare i vincoli del fiscal compact. Mi stupisce che ciò sia sostenuto da autori che apprezzo molto e che hanno contribuito assai a chiarire che si è entrati nell’euro sostanzialmente al buio, nella speranza di aggiustamenti positivi, che invece sono mancati; che hanno argomentato in modo convincente come il disegno del PSC sia sbagliato e debba essere superato. Passi di questo genere - aderire a proposte con gravi limiti sulla base di spiragli futuri - è un film già visto, che non ha portato a istituzioni europee migliori. Non sottoscriverei mai una proposta che escluda dagli aiuti chi non soddisfi il fiscal compact. Nel mio futuro d’Europa, il fiscal compact dovrebbe essere radicalmente alleggerito, se non eliminato, sino a che il sistema dell’euro non sia in grado di dare una garanzia totale dei debiti sovrani. Accettare questa fumosa proposta, mi pare, andrebbe nella direzione sbagliata per chi, come me e gli autori, desideri restare nell’Unione europea e farla progredire.
  3. Asterix Rispondi
    Riprendendo le tesi già indicate nella rivista German Foreign Policy, l'accordo è un compromesso al ribasso che non serve a nessuno. Dalle richieste iniziali di Macron di investire centinaia di mld di euro per sostenere l'eurozona ed evitare le fughe dall'euro si è passati a 20 mld di euro. Non sono stati affrontati i nodi della crisi dell'eurozona. Non si dice nulla sul tema del surplus della bilancia commerciale tedesca. I tedeschi non vogliono rinunciare al loro vantaggio competitivo, né ad aumentare la loro domanda interna per favorire le esportazioni degli altri Paesi. Gli aiuti ai paesi in crisi sono concessi solo a chi accetta l'accordo OMT, vale a dire rinuncia alla sua sovranità. Peraltro gli aiuti verranno concessi ai paesi che vedono aumentare nel futuro la loro disoccupazione rispetto alla media degli anni passati. Ciò favorirà la a Francia dove ora si sta sentendo solo recentemente lo squilibrio derivante dall'euro, mentre i Paesi del sud europea dove l'incremento della disoccupazione si è già registrato non avranno alcun beneficio (salvo ulteriore peggioramento che a quel punto, qualora avvenisse, porterebbe al probabile default). Peraltro sul progetto di bilancio decideranno anche i paesi dell'UE che non hanno aderito all'Euro. Non si comprende perché questi soggetti possono essere interessati a risolvere gli squilibri economici nati all'interno dell'eurozona, di cui non fanno parte. Siamo ai titoli finali, altro che rilancio..
    • Henri Schmit Rispondi
      Ma come? Volete insieme la sovranità (dei conti zoppi e truccati) e la solidarietà europea per i debiti nazionali? Al diavolo!
  4. Guido Gennaccari Rispondi
    Le banche italiane, per recuperare i costi patrimoniali dei btp, potrebbero aumentare le condizioni per i nuovi mutui; dall’altra parte c’è la concorrenza delle banche straniere che non hanno il medesimo problema (= migrazione clienti da banche italiane a straniere con muti più vantaggiosi) e la crisi immobiliare che non consente di deprimere ulteriormente la domanda con un’offerta di muti troppo onerosa. I mutui potranno salire ma limitatamente (tranne in caso di contagio verso banche estere), il problema centrale connesso allo spread è relativo alla solidità delle banche (stretta creditizia a imprese e privati, ricapitalizzazioni per evitare risoluzione/bail-in) e alle peggiorative condizioni di finanziamento del debito pubblico, il resto è propaganda politica. p.s.: Rispetto 2011 c'è già Bce (intervenuta a luglio 2012) e regolamento europeo contro speculazione su Cds, siamo più protetti rispetto 2011