logo


  1. Silvestro De Falco Rispondi
    Quello che non capisco è come si farà a giustificare l'esistenza di un assegno sociale di 780 euro mensili, quindi di importo maggiore di quello che riceveranno tanti pensionandi "contributivi" che non avranno l'integrazione al minimo. Questo senza considerare che l’assegno sociale sarà pagato a 68enni che non hanno mai versato contributi mentre i “contributivi” non potranno neanche andare in pensione prima dei 70 anni se non hanno raggiunto un montante tale da convertirsi in una rendita, in presenza di coefficienti di trasformazione in costante discesa, pari a 1,5 volte l'importo mensile dell'assegno sociale stesso.
  2. Angela Rispondi
    La Fornero prevede di trattare tutti sulla base di ciò che hai versato. Se il reddito medio degli ultimi 10 anni è 2000 euro, 2% di 20000 per 40 = 16000 ( annui). Esattamente come il nostro fondo pensione Prevaer (aeroportuali)
  3. Leo Rispondi
    L'articolo esordisce con "le pensioni d'oro sono meritate". Sarà vero in tanti casi ma perché non parlare ad esempio delle pensioni dei dirigenti che sono finanziate con i contributi e le tasse di tutti noi? Ci sono diversi casi in cui c'è un trasferimento di risorse verso alcuni privilegiati a spese di gente che magari fatica ad arrivare a fine mese. Rivedere in qualche modo le pensioni d'oro ha un valore politico che va al di là dei risparmi conseguiti. Saluti Leo
  4. Daniele Rispondi
    Continuo a non capire perche` il calcolo non possa essere semplice: tanti soldi ho versato (e l'INPS lo sa) e tanti ne riprendero` tenendo conto dell'aspettativa di vita, che mi sembra quello che fanno i fondi tipo COMETA.
    • Andrea A. Rispondi
      Non credo che ci siano tutti i dati. Quantomeno degli anni antecedenti la riforma Dini. Quest'anno è successo una confusione perché l'INPS non sapeva quanti anni avessero lavorato i professori di scuola, difficilmente sa quanti contributi hanno versato.