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  1. lorena Rispondi
    chissà come mai ho il sospetto che a parti invertire Lei non auspicherebbe la vittoria dei repubblicani alla Camera "come rafforzamento della democrazia". Siamo sempre lì. Il concetto di democrazia per un liberal è quanto di meno democratico ci sia perché contrario al "pensiero unico" (e infatti non pubblicate mai le voci fuori dal vostro coro)
  2. Ermes Marana Rispondi
    Ci vuole un bel coraggio a dire "Un sistema che funziona" al modello americano dopo che: 1. Un presidente é stato eletto con la minoranza dei voti (perché tanto contano i grandi elettori) 2. Uno stupratore alcolizzato incompetente sta per essere nominato alla corte suprema (posizione non politica) sulla sola base che si é giá compromesso politicamente nel rendere illegale l'aborto 3. I repubblicani mantengono la maggioranza solo grazie a disgustose politiche di gerrymandering. Peró alle midterm "forse" i democratici guadagneranno qualche seggio perció "tuttapposto".
    • Henri Schmit Rispondi
      Il fatto che tutti accettano il risultato elettorale ottenuto con una regola inadeguata ma non contestata e non riformata prima delle elezioni non è un segno di degenerazione ma una lezione di democrazia.
  3. Henri Schmit Rispondi
    A me le elezioni di mid terme ispirano una riflessione diverse, sconnessa dai calcoli politici contingenti. La Camera dei Rappresentanti è eletta per intera ogni due anni; questo rinforza il potere dell’elettOrato ma indebolisce la Camera. Il Senato è eletto per un terzo ogni due anni; questo indebolisce l’elettorato e rinforza il Senato; crea anche una opportuna continuità. Il voto rigorosamente individuale riduce al minimo il rischio di chiusura autoreferenziale e avvicina il voto nelle camere alle preferenze degli elettori. Tutto l’opposto del sistema rappresentativo che vige in Italia. L’ultimo progetto di revisione costituzionale avrebbe potuto essere l’occasione di riformare davvero il Parlamento. Piuttosto che leggi elettorali omogenee, un’assurdità, sarebbe preferibile un legislatore monocamerale eletto su base individuale (con o senza liste) e un Senato nominato dai deputati, a quote annuali, con singoli mandati lunghi, con poteri molto ampi (pareri obbligatori e iniziativa di legge in tutte le materie) ma solo consultivi, eventualmente sospensivi nelle materie più importanti. L’Italia sarebbe più democratica, il Parlamento più snello, la maggioranza più coerente, la legislazione per merito del senato consultivo di maggiore qualità e di minore volatilità.