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  1. vittorio tauber Rispondi
    C’è un legame tra numero di caduti sul fronte e voti a favore del movimento fascista. Ma lo 'scontento' populista lega + 5 stelle come lo quantifichi? Mancando un termine di paragone l'"analisi" rimane autoreferenziale. Posso associare anche la delusione amorosa al fascismo, o quella sportiva. Ma devo quantificarla, ad esempio sulla base della disoccupazione o inoccupazione, del reddito, della percentuale di immigrati, di qualunque cosa, verificando effettivamente la correlazione con il voto populista. Sennò rimane un vago retrogusto di cliché.
  2. Marco Spampinato Rispondi
    Domanda/e (è una sola articolata): sono entrati a far parte dell'analisi tutti i comuni italiani? Non è che si possa tentare di spiegare diversamente l'esito dell'esercizio, attraverso una variabile latente di 'tendenza al nazionalismo' (di livello locale) che influenza sia la partecipazione alla guerra sia, sopratutto, il voto favorevole al fascismo? Commento a latere: in guerra, ad ogni modo, ci andarono in tanti... è forse l'esperienza della guerra, ciò che hanno 'riportato a casa', ad avere differenziato di più? (mai sentito parlare del sardo Emilio Lussu? Per dire...). C'è anche qualcosa che mi convince poco nell'accostamento tra populismo e fascismo. Il termine populism, in Inglese, sembra avere accezione un po' meno negativa. Ci sono forse culture nazionali e subnazionali in gioco. Se il cinema italiano non avesse indotto a pensare che la corazzata Potionkin fosse parte di un film comico, ci si potrebbe chiedere se quel film, sovietico, fosse troppo populista (in effetti è l'epica di una rivoluzione popolare mancata) oppure se il termine fascismo richieda sopratutto altri elementi: come l'autoritarismo, la repressione del dissenso, la censura degli intellettuali, la discriminazione ed esclusione sociale su base etnico-geografica, l'invenzione del concetto di 'razza' (per scopi nazionalisti), la costruzione di finte scienze sui legami tra biologia e criminalità. La mia curiosità sarebbe studiare più la mappa dell'origine del nazionalismo fascista.
  3. Savino Rispondi
    Per le loro fasulle promesse elettorali toglieranno la possibilità di scaricare gli interessi sui mutui e alzeranno la franchigia per le spese mediche nel modello 730. Però non c'è un italiano del popolino che si lamenta di questo. Cari italiani, ma che notizie sentite e leggete? O guardate solo il Grande Fratello in attesa che nasca un nuovo Casalino?
  4. Savino Rispondi
    Si chiama frustrazione. L'Italia è solo un popolo di frustrati e falliti, che prima ha combinato tanti guai e ora si vede ritorcere contro la propria ipocrisia. Una cosa è se "protesta" il giovane che non trova lavoro, altra cosa se lo fa il fannullone che esige il reddito di cittadinanza, altra cosa ancora per chi ha ricevuto una cartella di Equitalia, che si presume consapevole dei suoi debiti. Incomprensibile, poi, oggi come negli anni '30 del secolo scorso, l'esaltazione di una nazione corrotta, imbrogliona ed ipocrita. Proprio no, l'Italia come nazione e la maniera italiana non possono essere un idolo da prendere come esempio ideologico.
  5. Henri Schmit Rispondi
    In Italia e in Germania prima le ideologie nazional-socialiste e fasciste poi i governi di tale matrice, innegabilmente populiste, cioè promosse e legittimate attraverso l'acclamazione popolare contro i poteri o quantomeno i partiti tradizionali, sono nate in un contesto di ingovernabilità, dopo l'introduzione di una legge elettorale proporzionale di lista in Italia, e dopo la prima costituzione repubblicana con legge elettorale proporzionale di lista in Germania. In entrambi gli stati la diluizione del potere politico in seguito a nuove istituzioni ha creato il vuoto che ha permesso ai populismi (diventati in seguito dittature) di affermarsi. Il parallelismo mi sembra quello: la folle e fantasiosa ingegneria costituzionale e peggio ancora elettorale ha destabilizzato il quadro politico e delegittimato i suoi cinici artefeci. Questo spiega perché l'Italia è l'unico paese occidentale dove i populisti sono con il 52% dei seggi e con il 60% dei consensi al governo (a parte la presidenza degli USA e il voto a favore della BREXIT in UK), mentre altrove capitalizzano tendenzialmente meno del 20%.
  6. Riccardo Rispondi
    Purtroppo l'assegnazione ai vari reparti dei soldati non avveniva in modo casuale: ogni reggimento era spesso formato da persone provenienti da zone limitrofe, e questo era particolarmente vero per le unità di Alpini. Il motivo, piuttosto semplice, era far si che i soldati potessero capirsi tra loro in un periodo dove per tantissimi italiani la lingua principale era ancora il dialetto. Ovviamente la morte di un soldato dipende fortemente dal reparto dove questo soldato è stato assegnato. Per esempio, durante la battaglia di Caporetto il primo e più devastante urto fu assorbito dall'87° reggimento, brigata Friuli, che venne decimato anche tramite l'uso di un gas di nuovo tipo. Nella stessa battaglia, reggimenti schierati in posizioni di seconda linea subirono pochissime perdite. Come vedete la probabilità di morire non è legata solo ad eventi fortuiti, ma dipende anche dal comune di residenza.
  7. roberto Rispondi
    mi sfugge qualcosa. Sarà che ho solo lauree e PhD scientifici quindi magari non ci arrivo io. Ma la domanda è come mai il "populismo" che ha ammorbato l'Italia (e non solo) negli anni '70 era "buono" anche se c'erano "compagni che sbagliano" mentre il populismo che va contro le idee della intellighentia è segno di cultura retrograda e fascista. Stessa cosa per i tanti fan dello Chavismo e del Peronismo di sinistra che pure hanno distrutto economie floride e ricche. Sarà mica che i tanti professoroni e giornalisti che scrivono sui giornali (anzi, meglio, diffondono ideologia che è cosa diversa dall'informare) sono il prodotto della Kultura anni '70? Un giorno qualcuno dovrà spiegarlo a noi poveri che non capiamo nulla, ma ahime per voi, votiamo Scommettiamo che siete così censori da non ammettere domande ponderate come queste e per nulla offensive? p.s. eviterei titoli di "Morire per la patria" perché se voi avete la libertà di scrivere quello che volete è anche perché qualcuno ha impedito di diventare una succursale del reich o dopo del URSS