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  1. Ermes Marana Rispondi
    Con tutto il rispetto peró credo che sia un errore nella questione di partenza, per spiegare il quale sarebbe prima necessario definire bene cosa si intende per "start-up". Nella sua concezione comune infatti non si sta parlando solo di un impresa ad elevato contenuto tecnologico che offre servizi all'impresa ma di una impresa costruita raccogliendo capitali attorno ad un'idea (solitamente tecnologica) mirata a rivoluzionare/monopolizzare il mercato preesistente o a creare uno interamente nuovo. Tanto per ricordare che Start-up (anche divenute poi enormi, come Netflix o Uber) operano ancora oggi in passivo perché non sono orientate ad avere un pareggio di bilancio quanto a una una dominazione del proprio settore. Un sistema economico del genere in Europa (e Italia) non esiste non tanto per la mancanza di manager con laurea (che, almeno per questo campo é una cosa abbastanza secondario) o per mancanza di una preparazione universitaria business-orienteed (che di suo giá sarebbe un tema abbastanza spinoso). Tali start-up non esistono semplicemente perché non c'é un mercato di privati disposti ad investire somme (anche elevate) attorno ad un semplice pitch. Qualsivoglia idea, per l'innovativa che sia, si scontra di fronte ad un mercato degli investimenti che é disposto a mettere capitale solo quando il ritorno di questo é giá assicurato in partenza. Perció o si ha la casa dei genitori da ipotecare o addio sogni di "distrupt" e "Stay hungry stay foolish".