Lavoce.info

La folle illusione di un falò da 250 miliardi di debito

Proposte come quella di annullare 250 miliardi di titoli del debito pubblico italiano detenuti dalla Bce si alimentano della confusione profonda su quali siano i limiti alla capacità della banca centrale di alleviare le obbligazioni fiscali di uno stato.

Il ruolo della banca centrale

Seppur smentita, la proposta di annullare 250 miliardi di titoli del debito pubblico italiano detenuti dalla Banca centrale europea sul proprio bilancio ha destato scalpore e innervosito pericolosamente i mercati finanziari. Proposte così radicali, pur nella loro apparente semplicità, si alimentano della confusione profonda su ciò che una banca centrale veramente è, e su quali siano i limiti alla sua capacità di alleviare, o addirittura cancellare, le obbligazioni fiscali di uno Stato.

La Bce ha acquistato titoli di stato italiani come parte del programma di Quantitative easing iniziato nel 2013. Con questo programma, ad esempio, la Bce acquista 100 euro di titoli di stato dalle banche e accredita, in cambio, 100 euro di riserve, detenute dalle banche stesse presso la Bce. Molto semplicemente, la Bce acquisisce un’attività (i titoli) e contemporaneamente, creando riserve (cioè moneta), bilancia queste attività con maggiori passività. Le riserve detenute dalle banche presso la Bce, infatti, sono un’obbligazione che la banca centrale detiene nei confronti delle banche stesse. Il cosiddetto processo di creazione di moneta è sostanzialmente questo, cioè creazione di riserve. È molto importante ricordare che il Qe non costituisce una modalità sistematica di finanziamento delle emissioni di debito, per due ragioni. Primo, la Bce acquista titoli sul mercato secondario, non svolge quindi il ruolo di prestatore di ultima istanza di uno stato all’atto di emissione iniziale di titoli del debito. Secondo, il programma di Qe è, per costruzione, temporalmente limitato. Quindi non coincide di per sé con una espansione permanente della quantità di moneta (che sarebbe quasi per definizione inflazionistica).

Un default della banca centrale

La narrazione (illusoria) sul ruolo della moneta e della banca centrale recita così: poiché la banca centrale è potenzialmente in grado di creare moneta in modo illimitato, ciò non porrebbe alcun limite alla sua capacità di acquisto di titoli. In estrema ipotesi, tutto il debito pubblico di un paese potrebbe essere acquistato e detenuto dalla banca centrale. Se, quindi, la banca centrale semplicemente bruciasse quei titoli, ciò non avrebbe alcuna conseguenza, perché le perdite potrebbero sempre essere ripianate stampando più moneta.

Leggi anche:  Perché la Fed ha cambiato strada

Eppure, nonostante si alimenti del potere inebriante di creare moneta dal nulla, la narrazione è del tutto fallace. Se la banca centrale bruciasse i 100 euro di titoli detenuti a bilancio, ciò comporterebbe una perdita dal lato delle attività di 100 euro. La perdita dovrebbe essere ripianata con maggiori entrate per ricapitalizzare la banca centrale stessa, che non potrebbero che venire dal bilancio dello stato attraverso maggiori tasse. In prima istanza, dunque, un falò dei titoli vorrebbe dire maggiori tasse.

Eppure, i fautori più convinti del potere taumaturgico della moneta non sarebbero probabilmente ancora soddisfatti. Perché mai dovremmo ricorrere a maggiori tasse per ripianare le perdite della banca centrale? Le perdite di una banca centrale sono un concetto artificiale: una banca centrale non può mai fallire, proprio perché può creare moneta in modo illimitato. Perché non ripianare le perdite semplicemente stampando più moneta, invece che tartassare la gente con maggiori tasse (o minori spese)? La moneta si crea dal nulla, dopo tutto.

L’illusione si scontra però contro due macigni logici. La moneta (circolante e riserve bancarie) costituisce una passività della banca centrale. Ripianare una perdita di 100 euro dal lato delle attività (il falò dei titoli) stampando moneta sarebbe equivalente a ripianare un minore attivo di bilancio incrementando le passività (invece di diminuirle). Non proprio una condotta da buon contabile. Anzi, una follia. Ma supponiamo pure di ignorare questa fondamentale legge di bilancio. Supponiamo, per puro paradosso, che a fronte del falò di titoli di Stato, la banca centrale continuasse a stampare moneta. Esiste comunque un limite alla possibilità di stampare moneta e si chiama default della banca centrale. Il default di una banca centrale non corrisponde a sportelli che chiudono e persone che perdono il lavoro. Il default di una banca centrale è più sottile, ma non meno rilevante. E corrisponde al non onorare la promessa originale che ogni banca centrale sottoscrive nell’emettere un singolo euro di moneta: che se quell’euro compra una mela al momento dell’emissione, deve continuare quanto meno a comprare una mela anche domani e dopodomani. Quando il pubblico si rende conto che la promessa potrebbe non essere mantenuta, tende a liberarsi della moneta come una patata bollente. Quando le masse monetarie in gioco sono grandi (e nel caso della monetizzazione del debito italiano staremmo parlando di volumi giganteschi), possiamo chiamarla iperinflazione, o svalutazione della moneta, o altro: di fatto, vorrebbe dire default della banca centrale. Il compito di una banca centrale ben funzionante, infatti, è prima di tutto quello di contenere il livello e la variabilità dell’inflazione, proprio per onorare la propria promessa di debitore che emette moneta.

Leggi anche:  Nuvole inflazionistiche all’orizzonte

La possibilità di stampare moneta illimitata, non rende quindi la banca centrale immune da default. Quanto più la banca centrale cercasse di rincorrere la sirena dello stampare moneta per spegnere il falò del debito, tanto più scaverebbe la fossa del proprio default. Perché ogni euro stampato in più vorrebbe dire un maggiore prezzo delle mele. E quindi meno mele che quell’euro sarà in grado di acquistare domani e dopodomani. Spegnere il falò del debito con la moneta equivale a estinguere il fuoco con la benzina. Un esercizio vano. Anzi, pericoloso.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Precedente

Per l’Unione monetaria ecco la ricetta di Draghi

Successivo

Ombre cinesi

42 commenti

  1. Savino

    Bisogna fermare questa deriva sudamericana cui ci stanno per condurre gli scalciacani dei due partiti che formano il governo.
    Un quarto di secolo di sacrifici delle famiglie e delle imprese italiane stanno per essere bruciati dai nuovi Maduro della situazione.
    Il ceto medio italiano non può fare finta di nulla come erroneamente ha fatto quello venezuelano.

  2. Peter

    Suppongo che l’idea sottostante della proposta è che nel caso di cancellare questa quantità, altri stati membri saranno chiamati a aumentare le tasse per incrementare il lato attivo del bilancio. Non proprio un comportamento europeo. Ma potrebbe avere come conseguenza che lo spread aumenta se la BCE rifiuta nel futuro titoli italiani?

  3. Gabriele

    Ottimo articolo che argomento in modo chiaro , la FOLLE proposta e insensata dei due politici che dovrebbero guidare l’Italia. Povera Italia. D’ altronde quando al vertice salgono gente come Salvini e Di Maio che cosa possiamo aspettarci . Sono 2 persone senza ne arte ne parte , scarsa cultura umanistica , civica , conoscenza economica/finanziaria molto bassa. Personalmente mi vergogno di essere rappresentato nel mondo da questi due scarsi personaggi. Mancano proprio le basi , non sono laureati , hanno abbandonato prima , Salvini ha solo lavorato al giornale Padania e Di Maio un paio di lavoretti tra cui lo Stewart per Napoli Calcio. Tutto qui. Nessuna competenza specifica , nessuna esperienza seria lavorativa nessuna esperienza in campo internazionale. Vogliamo dirle queste cose ? Hanno si una grossa qualita’ , ma che e’ un inganno , pur di arrivare al potere hanno capito il lato debole delle democrazie , fare promesse roboanti ( vi promettiamo il paradiso terrestre ) e dare le colpe di tutti i mali o storture agli altri , ( Europa , immigrati , etc etc )
    Il vero dramma e’ che ormai , buona parte del popolo italiano abbocca pure a tutto questo. Fanno una pubblicita’ , di cio’ che sanno fare e faranno , che definirei pubblicita’ ingannevole. Se ci fosse un garante anche per le promesse elettorali sarebbero gia’ stati sonoramente multati per false o irrealizzabili promesse.
    Il vero problema pero’ a cascata sono gli elettori . Segue sotto

  4. Gabriele

    Consiglio di leggere articoli di un docente Usa, Jason Brennan. Ha centrato il problema delle attuali democrazie , compresa l’ Italia . Piu’ del 50% degli elettori e’ ignorante , non conosce le minime regole ne politiche ne economiche ne sociali , quindi non vota i migliori , ma i politici piu’ populisti vedi Tramp , Salvini Di Maio , anche se scarsi/incapaci . . Pur mantenedo la democrazia , Brennon propone una selezione tra i votanti. In effetti e’ folle che abbia 1 voto il laureato con 110 e lode , che ha una apertura mentale e conoscenze generali maggiori ,ed 1 voto a chi ha solo la terza media. Tra l’ altro chi ha piu’ cultura , indipendentemente dall’orientamente politico e’ mediamente piu’ democratico ed anche critico verso la forza politica che vota , perché sa capire di cosa si parla , rispetto a chi ha bassa istruzione che mediamente e’ piu’ tifoso del propio partito e non capendo la materia vota ciecamente cio’ che viene proposto. Puo’ essere brutto da dire ma e’ la verita’ , le classi sociali piu’ basse , con meno cultura eleggono politici scarsi. Oltre a cio’ che dice Brennon , aggiungerei che e’ giunta l’ora di fare una selezione per chi si candida. Per fare il dipendente pubblico serve spesso la laurea ed un concorso , per fare il parlamentare una manciata di voti. ASSURDO Non si eleggono i migliori. Salvini e Di Maio non sono laureati ,non sanno l’inglese , nessuna esperienza in nessun campo. Segnalo che io non laureato.

    • Mario Angli

      Livello Maria Antonietta. Vuoi togliere il diritto di voto alla plebaglia? Ok. Quindi nel momento in cui la plebaglia non è più d’accordo con l’elite, quali scelte ha? Il voto, finora, riesce in qualche modo a prevenire manifestazioni di dissenso in modo violento. Togli quello e alla plebaglia non resta che la guerra civile, con tanto di processi sommari, ghigliottine e simili. Se gli intellettuali davvero vogliono rischiare episodi simili, di cui la storia dell’umanità è piena, forse le lauree non valgono poi tanto. J.F.Kennedy: ”those who make peaceful revolutions impossible, make violent revolutions inevitable”.

      In altre parole, be careful what you wish for.

      • Savino

        Gli italian,i che hanno voluto gli scalzacani al governo, senza capire come funziona il mondo faranno pagare caro a tutto il Paese le conseguenze.
        Gli italiani si erano già fatti il film tutto loro, ma non hanno capito che bisogna fare i conti col nostro indebitamento, col tenore di vita più alto delle nostre capacità finanziarie che abbiamo avuto per tanti decenni.

    • Lorenzo

      Non mi sembra che Mussolini fu il prodotto di elezioni di ceti sociali poco abbienti; piuttosto è la selezione della classe politica che concorre alle elezioni che va qualificata.

  5. Jacopo

    Premesso che sono contrario all’idea per i motivi di inflazione o iperinflazione descritti nell’articolo e anche perchè strategicamente è un errore evocare tale possibilità perché si dà adito a critiche (e forse contromisure) da parte degli altri paesi dell’area euro, sull’argomento delle perdite/default ho dei forti dubbi e mi pare che un noto economista (De Grauwe) dia una spiegazione diversa e conmvincente del tema (anche se in un altro contesto: https://voxeu.org/article/quantitative-easing-eurozone-its-possible-without-fiscal-transfers

  6. PAOLO CII

    Tralasciando per un momento la questione (più formale che sostanziale, mi pare) del bilanciamento tra DARE a AVERE sullo stato patrimoniale della banca centrale, lei mi sta dicendo che se domani la BCE distruggesse semplicemente i titoli di stato italiani per un valore di 250 miliardi si scatenerebbe l’iperinflazione (con il mio euro non comprerei più una mela) e la BCE farebbe default?

  7. La Banca Centrale è l’unica entità che nel suo bilancio mette il cash AL PASSIVO. Ogni altra azienda con un bilancio mette il cash all’attivo. In un qualunque bilancio trovi la liquidità all’attivo, in quello della Banca Centrale invece al passivo. Un azienda qualunque non può eliminare il suo passivo che consiste di debito se non ripagandolo. Dato che invece la BCentrale ha del cash al passivo e il cash non devi restituirlo con interessi a nessuno, può eliminare questo cash simultaneamente alla voce di bilancio in corrispondenza del quale è stato creato. Arriviamo al caso concreto della BCE che ha aumentato il suo bilancio da 1,400 mld circa pre-crisi a circa 4,400 mld. Come ha finanziato questi acquisti ? Scrivendo 3,000 mld al passivo, ma questa “passività” contabile non è debito, non sono 3,000 mld che vanno restituiti con interessi a nessuno. Non sono stati forniti dai singoli Stati UE prelevandoli con tasse e non sono stati presi a prestito sul mercato. I 3,000 mld di titoli e finanziamenti a banche che la BCE ha creato all’attivo (di cui fanno parte quelli i 250 mld di cui parla la Lega) sono stati comprati creando cash. E inserendolo al passivo del bilancio. Essendo al passivo questo cash, che corrisponde a BTP e altri titoli comprati, può essere eliminato senza conseguenze. Perchè è una cifra che non è dovuta a nessuno. Se la BCE elimina 250 mld di BTP su cui al momento ha dei capital gain non perde niente e non deve soldi a nessuno

    • artemide

      Non capisco cosa significhi che la moneta circolante al passivo della banca centrale puó essere eliminata senza conseguenze. La moneta circolante al passivo della banca centrale corresponde alle riserve di contante all’attivo delle banche commerciali. Diminuire di botto l’offerta di moneta della banca centrale eliminando il contante corrisponde quindi a “tagliare i fondi” alle banche commerciali. Questo alzerebbe il rischio di fallimento delle banche commerciali, con conseguenti rischi per imprese e risparmiatori. Mi sembra una conseguenza piuttosto sostanziale del tagliare “una cifra che non é dovuta a nessuno”.

    • Daniele

      Facendo così ci sarebbero 250 mld di euro in circolazione ma non contabilizzati da nessuna parte.

    • antonio

      mi dispiace disilluderla, ma quello che lei chiama cash al passivo sono depositi liberi delle banche presso la BCE (nell’articolo infatti si dice che la BCE compra titoli dalle banche e accredita l’equivalente in depositi delle banche). quindi quando la BCE brucia i titoli all’attivo dovrebbe non ripagare i depositi delle banche, cosa ovviamente impossibile, e quindi dovrebbe distruggere il proprio capitale.

    • Virginio Zaffaroni

      Sono senza parole di fronte al suo modo di ragionare. Ma lei ha compreso che la contropartita dei Btp all’attivo del bilancio BCE è una pari cifra al passivo in quanto fondi di proprietà delle banche che avevano venduto i BTP alla BCE? Lei scrive la seguente frase terrificante “Essendo al passivo questo cash, che corrisponde a BTP e altri titoli comprati, può essere eliminato senza conseguenze. Perchè è una cifra che non è dovuta a nessuno.” Ma ha capito che “essendo al passivo” è allora un debito verso qualcuno e precisamente verso le banche che avevano venduto i BTP alla BCE?

  8. Michael

    “Central banks are protected from insolvency due to their ability to create money and can therefore
    operate with negative equity.”
    His Majesty, ECB
    https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpops/ecbop169.en.pdf?f7073b79c2f6f62c79918dc24088dd00

    Da quello che si capisce, solo alla Bocconi sono rimasti i defensori della Teoria Quantitativa della Moneta, smentita da tutti ormai (ECB, BoE, BoJ, FED, BIS…). Se vuole le posso passare gli articoli.

    PS: la BC non stampa moneta nel senso che lei descrive lei nel passaggio “La moneta (circolante e riserve bancarie) costituisce una passività della banca centrale. Ripianare una perdita di 100 euro dal lato delle attività (il falò dei titoli) stampando moneta sarebbe equivalente a ripianare un minore attivo di bilancio incrementando le passività (invece di diminuirle).”. Infatti la BC puó creare moneta SOLO SE riceve un collaterale in cambio, e quindi il valore delle attivitá nell’economia privata rimane invariato – dove 100€ di asset ceduto alla BC sono compensati da 100€ di moneta/riserve create in favore del settore privato. Queste rimangono le basi su cui discutere.

  9. L’errore di Monacelli è ancora più evidente quando scrive: “..i. La moneta (circolante e riserve bancarie) costituisce una passività della banca centrale. Ripianare una perdita di 100 euro dal lato delle attività (il falò dei titoli) stampando moneta sarebbe equivalente a ripianare un minore attivo di bilancio incrementando le passività (invece di diminuirle)….” Quello che accade nel bilancio della BCentrale se cancella 250 mld di attività sotto forma di BTP è che il cash (“riserve”) al passivo SI RIDUCE. L’effetto è che sia l’attivo che il passivo del bilancio della BCE si riduce di 250 mld. L’effetto del QE finora è stato di aumentare di 3,000 mld il suo bilancio creando cash che ha segnato al passivo e mettendo all’attivo titoli comprati (+ crediti vari). Se cancella una parte dell’attivo anche il passivo si deve ridurre. E la voce di passivo che si riduce è del cash (“riserve”). Quindi quello che succede è il contrario della “stampa di moneta”, che è già avvenuta negli anni precedenti. In ogni caso il cash (“riserve”) che ha creato finora, 3,000 mld pari al 30% del PIL eurozona non hanno creato nessuna inflazione perchè sono soldi che vengono spesi solo sul mercato finanziario che non è parte del paniere dell’Istat. Le BCentrali hanno creato 19mila mld in $ in totale in 10 anni finora e il risultato è stato inflazione intorno all’1%. Inoltre, se cancelli parte del debito il rischio di default si riduce…

    • Luca Morandini

      Cominciamo: i BTP (e i Bonos, Bund, etc) sono stati acquistati sul mercato secondario non alle emissioni, per cui alla fine i solidi cosi’ impiegati sono stati spesi ed hanno creato inflazione (o meglio, evitato la deflazione, visti i chiari di luna degli scorsi anni). Inflazione a parte, una BCE che distruggesse valore pari al 30% del PIL annuale metterebbe a repentagliio la credibilita’ nella moneta comune: cosa succederebbe al cambio con il dollaro USA? E al mercato dei tioli di stato?

    • Maurizio Cocucci

      Caro Giovanni Zibordi, temo che tu non abbia ben chiaro come funziona la compravendita di titoli o di qualsiasi altro asset da parte di una banca centrale. Partiamo da una banca commerciale. Una banca commerciale riceve da cittadini e imprese i loro risparmi e li investe in varie forme tra le quali i titoli di Stato. Ora se la banca commerciale “Vattelapesca” ha tra le sue attività 1 miliardo di BTP e la Banca d’Italia li vuole acquistare offrendo un prezzo più alto di quello di mercato cosa accade? Che la banca “Vattelapesca” vende i BTP e riceve il controvalore sul conto che lei ha presso la Banca d’Italia, ovvero tra le riserve. Quel denaro poi la banca “Vattelapesca” lo userà per altri investimenti, magari a tuo favore per spese personali o investimenti nella tua attività oppure per comprare altre obbligazioni, in questo caso il corrispondente viene tolto dalle riserve cioè dal conto che ha presso la Banca d’Italia. Se poi la Banca d’Italia brusciasse il miliardo in BTP anziché farsi dare il corrispettivo dal governo, che è l’emittente e debitore, dovrebbe cancellare all’attivo 1 mld di euro ma il passivo rimane tale e quale perché non può riprendersi indietro il denaro usato per acquistare i BTP dalla banca “Vattelapesca”. E’ come se io acquistassi da te un’auto e una volta che la rottamo venissi da te a riprendermi indietro il denaro.

  10. Massimo Matteoli

    Capisco poco sia i critici che i “laudatores”.
    La proposta di azzerare i titoli di stato in possesso del “sistema BCE£ ha, infatti, una portata più psicologica che reale.
    Grazie alla paure della Bundesbank non solo gli acquisti sono stati effettuati in maniera “proporzionale” al peso di ciascun paese, ma la stragrande maggioranza dei titoli di stato frutto del QE sono nei forzieri delle singole Banche Nazionali ( per la nostra quota, perciò, di Banca d’Italia). Di fatto, perciò, sono già “sterilizzati” ai fini del “vero” debito.

  11. Marcello Romagnoli

    Eppure è quello che hanno fatto la Banca d’inghilterra….Se la banca centrale rinnova a scadenza i titolo all’infinito cosa succede? La banca centrale fallisce?

    Lei inoltre scrive “E corrisponde al non onorare la promessa originale che ogni banca centrale sottoscrive nell’emettere un singolo euro di moneta: che se quell’euro compra una mela al momento dell’emissione, deve continuare quanto meno a comprare una mela anche domani e dopodomani. ”

    Allora l’inflazione non esiste da quello che dice. Se esiste allora tutte le banche centrali sarebbe in default secondo quello che lei scrive….o no??

    Nessuno chiede alla BCE di monetizzare tutto il debito italiano, questo lo scrive lei. C’è chi chiede di sterilizzarne una parte. La BCE in questi anni ha immesso nel sistema migliaia di miliardi di euro…..qualcuno ha visto una iperinflazione? Io no…. e lei?

    • Luca Morandini

      E’ vero che l’iperinflazione non si e’ vista, ma il QE e’ servito ad evitare la deflazione, per cui esso ha comunque creato inflazione (che e’ poi lo scopo per il quale e’ stato eseguito, e il motivo per il quale la BCE lo sta ora abbandonando). Magari 250 milialrdi sembran pochi (pochi?) ma se si applicasse lo stesso criterio a tutti gli acquisti, i miliardi diventerebbero 3.000, e le conseguenze in termini di: azzardo morale dei singoli stati, valore dei titoli di stato, e credibilita’ della moneta comune sarebbero importanti. E, del resto, se si azzerassero i BTP, perche’ non i Bonos, i Bund, etc?

    • Enzo Michelangeli

      Dove ha trovato che la Banca d’Inghilterra ha cancellato debito? Se ne parlo’ anni fa ma l’idea fu sempre abbandonata come insensata, dato che apre un buco nel bilancio della banca centrale, che andrebbe coperto dal Tesoro (o aggiunto al bilancio consolidato dello stato).
      E comunque la Banca d’Inghilterra appartiene solo allo stato britannico; la BCE non e’ solo italiana: e qualcosa mi dice che nel nordeuropa avrebbero qualche obiezione a pagare i debiti italiani.
      Poi, se davvero cancellare il debito non ha conseguenze, perche’ limitarsi solo a una parte? Cancelliamolo tutto e facciamoci dare anche un migliaio di miliardi per le piccole spese…

  12. Anche se la proposta di bruciare 250 Mdi€ è sparita, la sola idea di perseguire tale strada boccia come assoluto dilettante, chi la ha scritta ed anche chi ha recepito in una bozza di tale rilevanza tale idea!! Sono spaventato!!

  13. Marcomassimo

    Al di la di quanto è scritto arraffazzonatamente sul programma Di Maio-Salvini, credo che questi semplicemente volessero riferirsi alla possibilità delle banche centrali di sottoscrivere i titoli del debito pubblico in cambio di liquidità; la cosa può sembrare folle, ma non lo è perchè è quanto in sostanza si è fatto in Italia fino al 1983 ovvero la banca d’italia garantiva la sottoscrizione dei BOT non collocati sul mercato privato EX LEGE; ora la cosa può pure apparire opinabile e discutibile quanto si vuole, si potrà dire che la immissione di liquidità conseguente sia destabilizzante (in realtà non riusciamo ad avere una inflazione decente da lustri ormai); ma tacciare di follia la generazione di economisti keynesiani che ha ricostruito l’Europa e dato luogo ai “trenta gloriosi” mi pare del tutto ingeneroso, inglorioso e arrogante da parte di qualsiasi contemporaneo che sia professore o meno.

    • Marcomassimo

      I “trenta gloriosi” gli economisti di oggi possono guardarli solo con telescopio Keck dalla cima del Mauna Kea

  14. Alfredo

    Uno spettro si aggira per l’Europa, l’inflazione. Arriverà prima o poi il momento in cui all’economia reale dovrà essere data la preminenza su questi puri giochi di contabilità. Le argomentazioni dell’autore non convincono del tutto, non credo affatto che cancellare il debito pubblico che schiaccia le economie di vari paesi comporterebbe le catastrofiche conseguenze paventate. Guardiamoci intorno: in tutti i paesi dove il governo può controllare l’emissione di moneta problemi del genere non si pongono (Usa e Giappone in primis), a meno di essere in presenza di un dissesto economico strutturale. A me pare che questo voler tenere sulla corda governi e nazioni serva soltanto a rassicurare i pochi e ricchissimi investitori che detengono i loro investimenti nelle sicure casse pubbliche. L’Italia è un paese sovrano, fino a prova contraria, e non si può pretendere di interferire in maniera così sfacciata solo per non innervosire i mercati, che detto per inciso agiscono per profitto (plusvalenza) non certo per il benessere comune. Quando basterebbe un clic su un computer.

  15. Romano Casalini

    Il Borghi si e’ corretto poi dicendo che dovrebbe essere cancellato parte del debito a tutti i paesi UE in proporzione . Ma in questo caso i rapporti relativi di debito con gli altri paesi rimarrebbero praticamente simili e la credibilità finanziaria dell’Italia rimarrebbe in pratica la stessa , quindi la cancellazione del debito appare un puro artificio contabile che non cambierebbe la sostanza delle cose . Borghi lo sa bene ma quetse proposte servono davanti agli italiani a creare il casus belli in modo da poter dire : usciamo dall’euro perché l’EU dei banchieri vuole affamare il popolo italiano .

  16. L’errore di Monacelli, la Bce deve attuare e non lo sta facendo, politiche monetarie espansive per portare l’inflazione al 2%.
    Per questo motivo può stampare legittimamente la moneta.
    Altra cosa è la cancellazione del debito degli Stati che la Bce ha acquistato sul mercato secondario; ciò non rientra nell’autonomia della Bce, ma può se vuole consolidare tale debito in 50 anni; naturale che il consolidamento deve essere attuato pro quota tra tutti gli stati euro (come è stato attuato il Qe), almeno il 50% del debito, ammonterebbe a circa 5.000 miliardi il consolidamento.
    Ogni anno complessivamente gli stati rimborsano 100 miliardi. Questa azione permetterebbe allo stato italiano di avere consolidato 1.000 miliardi, che devono essere restituiti in 20 miliardi annui.
    Il meccanismo dello spread sparirà e tutti i paesi potranno liberare risorse per la crescita del loro Pil, dobbiamo ricordarci che ciò che conta è il Pil europeo e non solo il Pil della Germania.

    • Maurizio Cocucci

      Il PIL UE a 28 e quello UE a 19 (eurozona) sono cresciuti entrambi del 2,4% nel 2017.

  17. PAOLO CII

    Leggendo i commenti noto che i sostenitori della cancellazione del debito cercano di argomentare, mentre gli oppositori si lasciano andare a lamentazioni varie (povera Italia, dilettanti, togliamo il diritto di voto a che sta con Salvini e Di Maio). Già questo la dice lunga su dove stiano il torto e la ragione. Però ripeto la domanda all’autore dell’articolo: lei mi conferma che se domani la BCE distruggesse i 250 miliardi di titoli si scatenerebbe l’iperinflazione e la BCE farebbe default? Sia gentile, basta un si o un no.

  18. per chiarirsi le idee, consiglio il corso linkato

    spiega bene come funzionano banche e finanza, usando sempre e solo la partita doppia

    aggiungo una domanda: nel corso mi pare si parli di “monetizzazione del debito”, in riferimento alla guerra di secessione… che e’ successo di preciso in quel caso?

  19. Maurizio Cocucci

    Mi consenta prof.Monacelli di farle presente che i 250 mld di cui si parla li ha in carico la Banca d’Italia (per l’esattezza al 31.12.2017 357 mld a bilancio). La BCE aveva a bilancio al 31.12.2017 poco più di 228 mld in titoli di Stato ma di (quasi) tutti i Paesi della zona euro, di italiani ne avrà avuti si e no 30-35 mld. Questo perché nella politica di Quantitative Easing messa a punto alla BCE spettava l’acquisto del 8% del totale previsto ed il restante 92% era (ed è) di competenza delle singole banche centrali nazionali nel loro insieme.

  20. Prendiamo il caso dei bund tedeschi. La maggioranza ha (e soprattutto ha avuto negli anni passati) rendimenti negativi. Ergo la BCE li ha acquistati per es. sopra la pari per ricevere 100 a scadenza. Di fatto quindi con una perdita a vantaggio della Germania. Basta già questo, attualità reale, non teorie, per capire come non sia vero che la Bce non possa rottamare il debito. Se acquisto a 105 e ha scadenza ricevo 100 (come già accade) o 50 o 0, sempre di “rottamazione” del debito si tratta.

    • Andrea Moro

      Lei usa il verbo “potere” come in “le automobili possono viaggiare anche senza benzina (attualita’ reale, non teorie)”, dimenticandosi che devono avere un motore elettrico e che ogni tanto vanno ricaricate.

    • Luca Morandini

      Non e’ “rottamazione del debito”: la BCE ha acquistato i titoli sul mercato secondario, per cui il vantaggio di averli venudto sopra la pari e’ andato all’istituzione finanzsia (banca privata, fondo di investimenot ,etc.) che li ha venduti, non alla Germania.

  21. Carlo

    Vi propongo un’analisi meno formale ma forse un po’ più chiara. Il punto è che per evitare la deflazione la bce ha acquistato sul mercato secondario titoli pubblici per ca 3000 mld, di cui 250 italiani. Grazie a questa potente iniezione di liquidità le economie europee sono riuscite a amalapena ad evitare la deflazione e siamo ancora ben lontani da rischi inflattivi. Cosa accadrà di questi titoli a scadenza o anche prima della scadenza? Rivenderli sul mercato o non rinnovarli equivarrebbe a una proprzionale riduzione della massa monetaria e avrebbe senso solo per contrastare una ripresa dell’inflazione. Ora, l’elemento chiave per decidere se questi titoli possono essere sterilizzati o annullati è capire quanto è probabile una ripresa dell’inflazione a breve, medio o lungo termine? Francamente non so dare una risposta e temo che anche a Francoforte non siano troppo certi. In ogni caso mi sembra troppo presto per dare per scontato che l’economia europea ha assorbito un aumento dell’offerta di moneta di 3000 mld di euro senza nessun effetto inflattivo neanche a medio termine.

    • Luca Morandini

      Beh, un certo tipo di inflazione in realta’ si e’ avuta: quella dei valori mobliari (i BTP sarebbero piu’ a buon mercato senza QE). Concordo che diminuire sensibilmente la massa monetaria potrebbe avere effetti deflattivi, e, soprattutto, minare la crediblita’ della BCE (e quindi dell’Euro). Vi sarebb anche da riconsiderare l’obietivo dell’inflazione al 2%; che potrebbe essere irrealistico, data la demografia europea e l’effetto calmierizzante della globalizzazione.

  22. Savino

    Presidente Mattarella, per favore, ci tolga dai piedi questi quattro scalzacani che tanto male stanno facendo all’Italia.
    Gli italiani mettano le mani sotto l’acqua gelida e si facciano passare l’istinto rancoroso.
    Signori italiani, se dovete votare per sola protesta statevene a casa nel vostro tenore di vita al di sopra delle possibilità.
    Signori italiani non fate la parte dei poveri con lo smartphone di ultima generazione perchè i poveri veri sono altra cosa e, per la dignità, non si lamentano come voi, che, invece, coi soldoni in nero dentro il materasso, state sempre a piangere.

  23. Michael

    Questa risposta porta alla domanda: come mai il QE ha quadruplicato il bilancio della BCE ma fino all’anno scorso eravamo a rischio inflazione?

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén