Uno studio appena pubblicato indica che si possono calcolare con precisione gli effetti del contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs act. Più flessibilità ha portato le imprese sopra i 15 addetti a un +50 per cento di assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle piccole. In parallelo, però, anche i licenziamenti sono saliti della metà, anche se a partire da una base ben più bassa. Al netto l’occupazione è cresciuta. Il M5s vuole invece affrontare il problema del lavoro con un sostegno alla disoccupazione mascherato da reddito di cittadinanza. Si vuole aumentare il Pil potenziale e ottenere dalla Ue il permesso di fare più deficit. Il rischio è quello di un inefficace artificio contabile. La proposta di soluzioni semplici a problemi complessi è una delle caratteristiche del populismo, di destra e di sinistra. Come spiega bene un volume in questi giorni in libreria, gli opposti populismi hanno ora trovato un nemico comune: le élite globali che si richiamano alla meritocrazia. Un altro esempio di ricorso a semplificazioni? Di Maio, quando dice che si possono aggirare i parametri europei aiutando le imprese con banche pubbliche. Non è proprio così, chiarisce il fact-checking de lavoce.info.
Sempre parlando di scorciatoie, l’America di Trump vuole i dazi per ridurre i 375 miliardi di deficit commerciale verso la Cina e per far capire a Pechino che il trasferimento tecnologico forzato oggi in corso con le licenze deve finire. Magari si arriverà a un accordo. Comunque a scapito delle logiche Wto.
La valutazione della ricerca e le classifiche delle università che ne derivano influenzano le scelte d’iscrizione degli studenti, soprattutto al Nord. Senza misure che promuovano la mobilità dei docenti, si rischia di rafforzare le disuguaglianze tra giovani che hanno o non hanno i mezzi per andare negli atenei più gettonati. Nati nel 2010 per offrire istruzione tecnica post-maturità, gli Its – istituti tecnici superiori – hanno suscitato grandi aspettative. Un raffronto sulle competenze acquisite e tasso di occupazione tra chi esce da un triennio universitario analogo e chi da un Its dice però che, per ora, il secondo ha un forte svantaggio.
Per due anni consecutivi le leggi di bilancio hanno previsto deroghe alle regole del pareggio di bilancio per gli enti territoriali. Perché ostacolano l’utilizzo degli avanzi di bilancio per finanziare investimenti pubblici locali (in tutto 2 miliardi nel 2016). La strada per ottimizzare la spesa può essere quella di intese regionali.

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